giovedì 26 maggio 2011

Alfabeto culinario - R

R
 
Radici.
Non il polpettone (libro o miniserie tv degli anni ’70) con Kunta Kinte, ma le radici edibili, cotte e crude che mi piacciono tanto. Sopra a tutte c’è la pastinaca, radice sconosciuta in Italia, almeno nel nord.
Nell’antichità, prima dell’avvento delle patate sulle tavole europee la pastinaca era molto comune. Poi è stata soppiantata e solo nell’Europa del nord continua ad essere coltivata.
In Italia che sia rimasta solo la parola che la indica e nessun altra traccia?
Io ho conosciuto la pastinaca in Inghilterra e mi è subito piaciuta, con il nome di parsnip che fa simpatia, la forma di carotona bianco/avorio, viene pelata e poi cotta a vapore, bollita, o arrostita in forno.
Ci si fanno vellutate e puree e il suo sapore particolare mi ha subito conquistata. La pastinaca arrostita, salata e condita con un filo di miele è uno dei contorni per arrosto che mi piacciono di più.
Tutte le volte che torno in UK, se è di stagione, ne faccio scorpacciate, e quando leggo ricette con la pastinaca come ingrediente mi vien tristezza perché so che non le posso fare.
Durante una mini-vacanza in Baviera e girando per il mercato di Monaco ho visto che nelle bancarelle erano esposte radici che somigliavano alla pastinaca, ho letto Pastinaken sul cartellino del prezzo e mi sono accaparrata un po’ di queste radici che a casa sembra piacciano solo a me!

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