giovedì 3 gennaio 2019

Buoni Propositi - Pappa d'Avena al Sapore di Vacanza con Arance, Miele e Anice Stellato or Holiday Porridge with Orange Slices, Honey and Star Anise


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Fra i buoni propositi per quest'anno metto la volontà di usare meglio il mio tempo, come dico ai ragazzi a scuola, "cincischiare meno e lavorare di più!".
La cura del blog rientra nelle cose che voglio fare nel tempo libero e che mi ha sempre dato grandi soddisfazioni, così mi rimetto in carreggiata e comincio con questo post per una colazione sana e golosa. 
Il porridge è una delle colazioni che preferisco durante l'inverno, caldo, saziante, dal gusto delicato e dalle consistenze contrastanti, la morbidezza del latte che si lega al cereale che in cottura diventa appunto "pappa"; la consistenza dei fiocchi d'avena che non si sciolgono; in questo caso poi ci sono anche fette di arancia che sono ammorbidite nel miele e profumate con anice stellato e cannella.
Tanti profumi, tante consistenze, tanti gusti diversi in una colazione che oltre a essere buona è anche salutare. 
L'avena è un cereale ottimo per tenere sotto controllo i livelli di colesterolo, ricca di fibre, sazia ed è versatilissima, infatti può essere utilizzata sia nei piatti dolci con per esempio in ottimi crumble di frutta, che in quelli salati come nelle zuppe di verdura.
Il latte usato da me è vaccino e parzialmente scremato, ma sentitevi liberi di usare latte intero, di pecora, di capra o anche bevande vegetali a base di riso, soia o mandorle. 
Le arance sono il frutto per eccellenza dell'inverno, vitamine, gusto, succosità, colore. Qui io ho usato tutto il frutto, con la buccia, per avere un ulteriore contrasto di consistenze e sapori. Naturalmente le arance devono essere biologiche o non trattate, lavate benissimo con acqua e bicarbonato, in questo modo il frutto da il meglio di sé. 
Il miele stavolta è millefiori, ancora una volta è dono della mia amica Monica, apicultrice indefessa che mi rifornisce di barattoloni di bontà.  
L'anice stellato è una spezia che adopero volentieri perché oltre ad avere un buon profumo e donare un ottimo gusto ai piatti è anche molto bella. Bruna e stellata con i semi nascosti fra le pieghe legnose, è una di quelle cose che si prestano bene per decorare la tavola e i piatti invernali. 
La cannella eleva il gusto di tutti gli elementi di questo piatto, un pizzico spolverato sulle arance e sull'avena cotta è bastato per dare un tocco festivo a questa semplice colazione. 
Ma vediamo come si fa.
Per una ciotola di porridge:
  • 50 g di fiocchi d'avena
  • 300 ml di latte 
  • 1 pizzico di sale marino 
Per le arance alle spezie:
  • 1 arancia biologica o non trattata
  • 2 anici stellati
  • 1 cucchiaino colmo di miele millefiori
  • cannella in polvere, per servire
Mettete l'avena, il latte e il pizzico di sale in una piccola pentola dal fondo spesso e fate cuocere a fuoco medio-alto, mescolando spesso. Il porridge sarà pronto quando i fiocchi d'avena cominceranno a sfarsi e ad amalgamarsi al latte formando una pappa dall'aspetto colloso.
Nel frattempo lavate accuratamente l'arancia con acqua tiepida e bicarbonato strofinando bene la buccia. Se non usate tutta l'arancia saltate questo passaggio e pelatela a vivo. In ogni caso, tagliatela a fette, conservando il succo che si formerà durante la preparazione dell'arancia. 
Scaldate un padellino, aggiungete il succo d'arancia, il miele, gli anici stellati e le fette di arancia tagliate a metà, fate sobbollire e girando spesso le fette per farle insaporire bene.
Servite il porridge in una ciotola con le fette e il succo di arancia, dovrebbe esserne rimasto poco nella padella, spolverizzate con della cannella in polvere e servite ben caldo. 

English Version for the Recipe

For one serving:

  • 50 g rolled oats
  • 300 ml milk of your choice
  • 1 pinch sea salt

For spiced oranges:

  • 1 organic orange 
  • 2 star anises
  • 1 heaped teaspoon wildflower honey
  • ground cinnamon, to serve

Put the oats, milk and a pinch of salt in a small pot with a heavy bottom and cook over medium-high heat, stirring often. The porridge will be ready when the oatmeal falls apart and mixes with the milk, becoming sticky.
In the meantime wash the orange thoroughly using warm water and a little baking soda, rubbing the peel with your hands. If you don’t want to use the whole orange skip the previous step and peel it with a sharp knife removing all the pith.  In any case, cut it into slices, preserving the juice that will form during the preparation of the orange.
Heat a small pan, add the orange juice, honey, star anises and the orange slices cut in half, simmer and turn the slices every so often, so they will get all the flavour of the spices.
Serve the porridge in a bowl with orange slices and orange juice, there should be some left in the pan, sprinkle with ground cinnamon and serve hot.

lunedì 29 ottobre 2018

La Dolcezza Buona - Due Delizie con Lemon Curd con Miele di Indaco Bastardo or Two Dessert with Lemon Curd with Bastard Indigobush Honey


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Amo il miele.
Non sono mai stata amante della nutella mangiata direttamente dal barattolo con il cucchiaino, mentre con il miele è un'esperienza sublime. La trasparenza, la fluidità di certi mieli rendono l'esperienza giocosa e inebriante, Il miele che cade a filo sullo yogurt mi porta a tornare bambina e a "disegnare" figure, scrivere parole sulla superficie bianca come un foglio.
Una delle merende più buone della mia infanzia era la fetta di pane integrale con sopra spalmato un velo di burro e guarnita con "nastri" scintillanti e appiccicosi di miele. 
Latte caldo e miele, con un paio di foglie di salvia, è il rimedio che più amo per sedare il mal di gola. Negli ultimi anni, visto che ho un'amica apicultrice che mi fornisce dell'ottimo miele, sto usando questo alimento ricco di proprietà benefiche in molti piatti.
Già in passato avevo preparato la lemon curd, un'ottima crema al limone, molto versatile che può essere usata così com'è per riempire tartellette per esempio o mescolata ad altri ingredienti, come nel caso della mousse, per diventare un dessert da leccarsi i baffi.
Oggi vi presento due ottime soluzioni per dessert utilizzando questa buonissima lemon curd fatta con il miele di indaco bastardo dal sapore fruttato che l'ha resa eccezionale.
Partiamo dalla crema al limone.
Per un vasetto da circa 250 ml
  • 50 ml di miele di indaco bastardo (o altro miele fluido)
  • 30 g di burro tagliato a cubetti
  • 2 tuorli grandi
  • 1 uovo grande
  • 2 cucchiaini di buccia di limone grattugiata
  • 80 ml di succo di limone
Frullate il burro e il miele in una ciotola fino a che diventano cremosi.
Sempre con le fruste in azione aggiungete i tuorli e l'uovo, poi di seguito la buccia e il succo di limone. Potrebbe sembrare che il mix sia coagulato, come una maionese "impazzita".
Versate il tutto in una pentola di acciaio e cuocete a calore medio mescolando continuamente con una spatola.
Appena il mix diventa liscio e lucente potete aumentare il fuoco a una temperatura media e fate cuocere fino a che si sarà addensato, appena prima di prendere il bollore. Spegnete il fuoco e fate raffreddare.
Una volta fredda, travasate la crema in un vasetto ermetico e conservatela in frigo per una settimana o in congelatore fino a 2 mesi.

Per le Tartellette con lemon curd e frutti di bosco, potete usare della pasta sfoglia o pastafrolla a seconda dei vostri gusti, ritagliatele della grandezza dei vostri stampini per tartellette, forate la base con una forchetta e cuocetele in bianco (mettendo un pezzo di carta da forno e dei pesetti di ceramica/fagioli/riso) seguendo le istruzioni di cottura sulla confezione. Una volta che le vostre tartellette sono sfornate e a temperatura ambiente farcitele con un poco di lemon curd, guarnite con frutti di bosco, io ho aggiunto anche dei fiori di basilico thai per dare profumo, e servite i vostri dolcetti.

Infine per 4 ciotoline di mousse al lemon curd, mettete circa 125 ml di lemon curd in una ciotola, aggiungete 250 ml di panna fresca da montare, 30 g di zucchero a velo (opzionale) e montate tutto con le fruste elettriche per circa5 minuti o fino a che otterete una crema abbastanza soda. Versatela in 4 ciotole e mettetelein frigo per almeno 4 ore prima di servire accompagnata dai soliti, gustosissimi, frutti di bosco.



English Version

I love honey.
I have never eaten Nutella with a teaspoon directly from the jar, but I do it with honey: it’s just sublime. The transparency, the fluidity of certain honeys make the experience playful and inebriating, ribbons of honey falling on natural yogurt bring me back to my childhood and I find myself drawing figures, and writing words on the surface as white as a sheet of paper.
One of the best snacks of my childhood was a slice of wholemeal bread smeared with a little butter on top and garnished with sparkling, sticky ribbons of honey.
Hot milk and honey, with a couple of sage leaves, is the remedy I love most to cure sore throat.
In the last few years, since I have a friend who is a beekeeper and provides me with excellent honey, I have been using this healthy food in many dishes.
I had already made lemon curd in the past, a very versatile, excellent lemon sauce, that can be used, as it is, to fill tartlets or it can become a gorgeous dessert, if mixed with other ingredients, as in the case of the lemon curd mousse.
Today I would like to give you two excellent dessert ideas using this delicious lemon curd made with bastard indigo honey that, with its fruity flavour made and exceptional curd.
Let's start with the lemon curd.
For a 250 ml jar
  • 50 ml of bastard indigo honey (or any other fluid honey – I wouldn’t recommend chestnut honey though)
  • 30 g butter, cubed
  • 2 large yolks
  • 1 large egg
  • 2 teaspoons of grated lemon zest
  • 80 ml lemon juice
Whisk the butter and honey in a bowl until they are fluffy.
With the whisks on add the egg yolks and the egg, then the zest and lemon juice. The mixture may be curdled at this stage.
Pour it into a stainless steel pan and cook over medium heat, stirring constantly with a spatula.
As soon as the mix becomes smooth and shiny, you can increase the heat a little bit and cook until thickened, just before boiling. Turn off the heat and let it cool.
Once cold, transfer the curd into an airtight jar and store in the fridge for a week or in the freezer for up to 2 months.

For the Tartlets with lemon curd and red berries, you can use puff or short pastry according to your taste, cut them out referring to the size of your tartlets moulds, prick the base with a fork and cook them blind (putting on top of them a piece of parchment paper and some ceramic beads/bean/rice), then follow the cooking instructions on the pastry package. Once your tartlets are baked and cooled down, fill them with a little lemon curd, and garnish with red berries. I also added some Thai basil flowers to give them a little scent, and you’re ready to serve your dessert.

Finally, for 4 lemon curd mousse pots, put about 125 ml of lemon curd in a bowl, add 250 ml of fresh whipping cream, 30 g of icing sugar (optional) and whisk everything with an electric whisk for about 5 minutes, or until stiff. Pour into 4 pots and place in the fridge for at least 4 hours before serving with the usual, delicious, red berries.

mercoledì 19 settembre 2018

Spanakopita con Bietola e Ricotta di pecora or Spanakopita with Swiss Chard and Sheep Milk Ricotta Cheese


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Prima che l'autunno piombi prepotentemente su di noi con le sue giornate frizzantine con la voglia di minestroni e piatti caldi e sostanziosi, ecco che vi propongo un'ottima torta salata fatta con la pasta fillo, una delle mie preferite, leggera e croccante, bella da vedere e interessante da addentare. 
Amo la sua fragilità e il suo essere posata in modo scomposto sulla superficie di questa versione di un classico della cucina greca, la spanakopita.
Ho assaggiato questo piatto per la prima volta a Londra, preparata dalla mia amica e coinquilina Sanja che mi ha fatto avvicinare alle gioie della pasta fillo.
A volte, quando ho un po' meno tempo e voglio preparare dei bocconcini, uso lo stesso ripieno ma uso delle strisce di fillo per creare dei triangoli come in questa ricetta. 
Altre volte la fillo si declina in versione dolce in un'ottima baklava, una delle torte preferite di Andrea.
Oggi ho deciso di seguire una ricetta letta su Goodfood e reinterpretarla a modo mio con della bietola e dei porri al posto dei classici spinaci.
Ho aggiunto forse un po' troppa menta per i gusti di Andrea, e devo confessare che forse esagero un po' nell'utilizzo di erbe, spezie e altri condimenti. Per per me i piatti non sono mai troppo rossi di pomodoro o troppo cosparsi di semi e erbe o troppo profumati di spezie fragranti e questo a volte può risultare eccessivo per chi ha il palato un po' delicato. 
Ogni riferimento a persone è puramente casuale...
Andiamo quindi con la ricetta, io vi ho avvisati, la menta usatela con parsimonia.
  • 500 g di bietola finemente tritata
  • sale marino grosso
  • 150 g di burro
  • 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • 2 porri grandi, tagliati a metà, lavati bene e tritati finemente
  • 1 spicchio d'aglio, tritato
  • un mazzetto di prezzemolo, tritato
  • qualche foglia di menta, tritata
  • noce moscata grattugiata, q.b.
  • 250 g di ricotta di pecora
  • 100 g di parmigiano o un formaggio vegetariano in alternativa, finemente grattugiato
  • scorza grattugiata di 1 limone
  • 250 g di pasta fillo
  • 3 cucchiai di semi di sesamo bianchi e neri
  • sale marino fino 
  • pepe nero, macinato al momento

Fate bollire dell'acqua in una pentola capiente, aggiungete un cucchiaino di sale grosso e la bietola, fatela cuocere 5 minuti e scolatela. Fate raffreddare un poco. 
Scaldate l'olio in una pentola capiente e aggiungete i porri con una presa di sale fino, mescolate e fate cuocere per circa 8 minuti, aggiungete l'aglio e fate cuocere ancora un paio di minuti, poi togliete dal fuoco, versate in una ciotola capiente e lasciate raffreddare.  
Strizzate la bietola e mettetela nella ciotola con i porri, poi aggiungete il prezzemolo, a menta, la noce moscata, la ricotta, il parmigiano, la buccia di limone, un po' di sale e pepe. 
Accendete il forno a 200°/180° ventilato.
Fare fondere il burro e usatene un po' per ungere uno stampo a cerniera di 23 cm. 
Aprite la confezione della pasta fillo e tenetela coperta con un canovaccio per non farla seccare mentre componete la torta.  
Sistemate gli strati di pasta fillo nella tortiera spennellando ogni strato con il burro e cospargendolo con i semi di sesamo, lasciando fuoriuscire i bordi della pasta fillo. Tenete da parte qualche foglio di fillo per coprire la torta. 
Versate il composto di verdura nella tortiera, copritelo con la fillo tenuta da parte, imburrando e cospargendo di semi di sesamo ogni strato e poi chiudete la torta con le parti di fillo che pendevano fuori dalla tortiera. Spennellate bene con il burro rimanente, cospargete con altro sesamo e cuocete in forno per circa 40-45 minuti o fino a che la torta diventa di un bel colore dorato, se dovesse scurirsi troppo velocemente potete coprirla con un foglio di alluminio per impedire che si bruci. 
Una volte sfornata togliete la torta dallo stampo per far sì che la pasta fillo rimanga croccante. 
Servite la torta tiepida o fredda.


English Version


Before Autumn is upon us with its crisp days, with the longing for soups and warm, hearty dishes, here is an excellent savory pie made with filo pastry, one of my favorite pastries, light and crunchy, beautiful to see and interesting to bite into.
I love its brittleness and its being layered in a messy way over the surface of this version of a classic of Greek dish, the spanakopita.
I tried this dish for the first time in London, made by my friend and housemate Sanja who introduced me to the joys of filo pastry.
Sometimes, when I haven’t got much time and I want to make some finger food, I prepare the same stuffing but I use strips of filo pastry to create triangles like in this recipe.
Other times the filo is declined in a sweet version and I make an excellent baklava, one of Andrea's favorite desserts.
Today I wanted to try a recipe found on Goodfood and adapted it using Swiss chard and leeks instead of the classic spinach.
I think I might have added a little too much mint for Andrea's tastes, and I must confess that perhaps I always a bit too generous when it comes to use herbs, spices and other seasonings. As for me the dishes are never too red from tomatoes or too covered in seeds and herbs, or too fragrant with spices, and this can sometimes be excessive for those with a slightly delicate palate.
Any resemblance to actual people is purely coincidental...
So let's see the recipe, and don’t say I didn’t warn you: use the mint sparingly!
  • 500g Swiss chard, finely shredded
  • coarse sea salt
  • 150g butter
  • 2 tbsp extra virgin olive oil
  • 2 large leeks, halved, cleaned and finely sliced
  • 1 garlic clove, crushed
  • small handful of parsley, chopped
  • few mint leaves, chopped
  • grated nutmeg, to taste
  • 250g sheep milk ricotta cheese
  • 100g Parmesan cheese or vegetarian alternative, finely grated
  • 1 lemon, zested
  • 250g pack filo pastry
  • 3 tbsp black and white esame seeds 
  • fine sea salt
  • black pepper, freshly milled 
Bring a large pan of water to the boil, add 1 tsp of coarse sea salt, tip in the Swiss chard and cook for 5 mins, then drain and leave in the colander to cool.
Heat the oil in a large pan. Add the leeks and a pinch of salt, then stir over a medium heat for about 8 mins, add the garlic and cook for another minute, then remove from the heat, and tip into a large bowl leaving to cool.
Squeeze the water out of the Swiss chard, add it to the pan with the leeks, then stir in the parsley, the mint, nutmeg, parmesan cheese,ricotta cheese, zest, salt and black pepper. 
Heat oven to 200C/180C fan. 
Melt the butter in a pan and use some of it to grease a 23cm springform cake tin. Have a tea towel to hand to keep the sheets of filo pastry covered as you work preventing it from drying out.
Layer the sheets of filo in the tin, brushing each one with butter and leaving plenty of pastry hanging over the edge, to close the top with once filled. Scatter the sesame seeds between each layer of pastry. Save a few sheets for the top. Once the tin is lined, fill with the vegetables mixture. Scrunch a few more sheets of buttery pastry on top and fold in the overhanging sheets to close the tart. Scatter any remaining sesame seeds on top and drizzle over the remaining butter.
Bake for 40-45 mins until deep golden brown (cover with foil if it starts to brown too much).
Remove the tart from the tin as soon as possible to help keep the pastry crisp. 
Serve warm or cold.

martedì 28 agosto 2018

Voglia di Colore - Ciotola di Ramen Vegetariana or Vegetarian Ramen


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E' una strana estate con giornate afose e altre, poche a dir la verità, fresche, ventose, che viene quasi voglia di accoccolarsi sul divano e mettersi una copertina sulle gambe mentre si sfoglia una rivista e si sorseggia una tisana calda.
E' in giornate come questa che ricorro ai noodles per avere un pranzo veloce, simpatico e pieno di gusto. Ho preso confidenza con questi spaghetti di origine asiatica quando vivevo in Inghilterra, lì erano fonte di sostentamento così com'erano, uscivano dal pacchettino di plastica, finivano nell'acqua bollente con la loro bustina di insaporitore granulare e bon, la cena era pronta!
Ora non mi accontento.
Compro i noodles di riso o di soia nei negozi specializzati o di alimenti biologici, al bando gli insaporitori con ingredienti sconosciuti e largo a verdure e spezie che donano gusto e sostanze nutritive importanti.
Certo non ci metto più 3 minuti a preparare un pasto, ma la soddisfazione di mangiare un piatto così ricco non è paragonabile al buttar giù una ciotola di qualcosa di caldo solo per spezzare la fame.
I noodles possono essere mangiati asciutti, accompagnati da verdure saltate, carne e spezie, oggi li propongo in versione ramen, un piatto che nella cucina giapponese è composto da noodles appunto, serviti in brodo con verdure e carne. Questa versione è vegetariana, niente carne neppure nella preparazione del brodo, ed è sufficiente per due belle ciotole fumanti.
Per il brodo:
1 cucchiaino di olio di sesamo
1 cucchiaino d'aglio grattugiato
1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
1 porro piccolo, lavato bene e affettato a rondelle
2 cucchiaini di salsa di soia
peperoncino in polvere, q.b.
800 ml di acqua
Per servire:
200 g di noodles di riso
1 manciata di funghi champignon, puliti e affettati
1 manciata di fagiolini, spuntati e cotti a vapore
1 spicchio di cavolo cappuccio rosso, affettato sottilmente e cotto a vapore
salsa agrodolce piccante o sriracha, per servire
Mettete tutti gli ingredienti per il brodo in una pentola abbastanza capiente e portate a ebollizione. Fate cuocere poi per una decina di minuti, abbassando la fiamma. Assaggiate e aggiustate con salsa di soia e peperoncino per avere un brodo saporito e piccante al punto giusto.
Nel frattempo cuocete a vapore i fagiolini e il cavolo rosso già affettato, fino a che saranno cotti ma ancora croccanti.
Quando le verdure saranno pronte, portate ancora a ebollizione il brodo, versateci i noodles e fateli cuocere seguendo le istruzioni del pacchetto.
Componete i ramen suddividendo il brodo e i noodles in due ciotole, aggiungete le verdure e servite con le salse, agrodolce o piccante, a seconda dei gusti.

English Version

It's been a strange summer, mostly hot, but we've had a few chilly days when I almost wanted to curl up on the sofa with a throw over my legs while leafing through a magazine and sipping a hot herbal tea. It is on days like these that I resort to noodles to have a quick, nice and tasty lunch. I became familiar with these Asian spaghetti when I was living in England. Over there they came out of the plastic bag, ended up in boiling water with their powdered flavourings and that was it, dinner was ready!
Now that is not enough for me anymore.
I buy rice or soy noodles in specialized grocery stores or organic food shops, I don't use the flavorings with unknown ingredients anymore, and I use instead lots of fresh vegetables and spices that add taste and important nutrients.
Of course now it takes more than 3 minutes to prepare a meal, but it is much better eating a dish so rich rather than having a bowl of something hot just to keep my hunger bay.
The noodles can be eaten on their own, served with sautéed vegetables, meat and spices. Today I serve them ramen style, a dish that, in Japanese cuisine, is made of noodles served in a savoury broth with vegetables and meat. This is a vegetarian version, no meat even in the preparation of the broth, and it is enough for two great steaming bowls.

For the broth:
1 teaspoon of sesame oil
1 teaspoon of grated garlic
1 teaspoon of grated fresh ginger
1 small leek, washed well and sliced ​​thinly
2 teaspoons of soy sauce
chilli powder, to taste
800 ml of water

To serve:
200 g of rice noodles
1 handful of button mushrooms, cleaned and sliced
1 handful of green beans, ends cut off and steamed
1 small wedge of red cabbage, thinly sliced ​​and steamed
sweet and sour or sriracha sauce, to serve

Put all the ingredients for the stock in a fairly large pot and bring to a boil. Cook for about ten minutes, lowering the heat. Taste and adjust with soy sauce and chilli powder to get a tasty and spicy broth.
Meanwhile steam the green beans and the already sliced ​​red cabbage, until they are cooked but still with a bite.
When the vegetables are ready, bring the stock to a boil again, put the noodles in it and cook them following the instructions on the package.
Serve the ramen dividing the broth and the noodles into two bowls, add the vegetables and serve with the sweet and sour or sriracha sauce, according to taste.

martedì 31 luglio 2018

Temperatura Ambiente - Lasagnette Estive con Spinaci e Bis di Pomodori or Summer Lasagnette with Spinach and Tomatoes


Sc
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Era da un po' che volevo mangiare un bel piatto di lasagne ma in questo periodo fa veramente molto caldo, così ho pensato di adattare il piatto alla stagione, preparando tutti gli ingredienti prima e poi di montare la lasagna nel piatto appena prima di servirla.
Quando l'ho preparata era talmente caldo che non ho neppure acceso il grill del forno per dargli un tocco di croccantezza. Ho pensato che arrostire una manciata di pomodorini in un padellino sarebbe stato abbastanza.
E così è stato
Sono state mangiate tiepide e la cremosità del piatto, la fusione dei tanti sapori, la consistenza della pasta sono stati una gran soddisfazione per il palato.
Dedicata a chi non ama piatti con troppa salsa di pomodoro, a chi d'estate non vuol rinunciare alle lasagne, a chi vuole la pasta la domenica perché sennò che domenica è, a chi come me ama le verdure e i piatti tradizionali ma non ha paura di metterci mano e trasformarli, anche solo per un giorno.
Ingredienti per 4 persone (sono avanzate un po' di besciamella e salsa di pomodoro)

8 sfoglie di lasagne fresche tagliate a metà

Per la salsa di pomodoro:
2 cucchiai di olio evo
6 pomodori ramati, tagliati a dadini
aglio in polvere o uno spicchio poi tolto
origano
sale marino fino
pepe nero macinato fresco

Per a besciamella:
1 cucchiaio di burro
1 cucchiaio di farina 1
400 ml di latte
sale
pepe
noce moscata

Per gli spinaci:
250 g di spinaci congelati
1 noce di burro
sale

Per servire:
una manciata di pomodorini gialli e rossi
1 cucchiaio di olio evo
grana padano grattugiato, q.b.


Cominciate preparando la salsa di pomodoro.
Fate scaldate l'olio in una pentola media e aggiungete lo spicchio d'aglio se lo usate, fate soffriggere per qualche minuto e poi toglietelo. Aggiungete i pomodori, un pizzico di sale, pepe, un po' d'origano fresco o essiccato, mescolate e fate cuocere fino a che i pomodori si sfaldano.
Versate tutto in un bicchiere per un frullatore a immersione e frullate fino a ottenere una salsa liscia. Assaggiate e aggiustate di sale e pepe poi mettete da parte.
Nel frattempo preparate la besciamella facendo fondere il burro, aggiungete la farina e mescolate per tostarla bene.
Aggiungete il latte a filo, mescolando con una frusta per prevenire al formazione di grumi e aggiungete un pizzico di sale, pepe e una grattugiata di noce moscata. Mescolate con un cucchiaio di legno fino a che la besciamella comincia a bollire e si addensa. Togliete dal fuoco e mettete da parte.
In una padella capiente sciogliete il burro e aggiungete gli spinaci, un pizzico di sale, fate soffriggere a fuoco moderato fino a che saranno bene asciutti. Togliete dal fuoco e mettete da parte.
Scaldate una padellina antiaderente e aggiungete un filo l'olio, aggiungete i pomodorini gialli e rossi interi e chiudete con un coperchio, girate di tanto in tanto fino a che i pomodorini saranno un morbidi e grigliati. Togliete dal fuoco e mettete da parte.
Non vi resta che cuocere la pasta al dente in abbondante acqua bollente salata, scolate su un telo da cucina pulito e cominciate ad assemblare i piatti: un velo di besciamella, una sfoglia di pasta, ancora besciamella, un cucchiaio scarso di salsa di pomodoro, un po'di spinaci e una grattugiata di grana padano, ripetete fino a che avrete fatto 4 strati di pasta per ogni piatto. Finite con besciamella, spinaci e i pomodorini grigliati.


English Version

 
I know it summertime but I really fancied a nice lasagna, so I thought to adapt this dish to the season, preparing all the ingredients ahead and then building the lasagna in the serving dish just before luch.
When I made it, it was so hot I didn’t feel like turning the oven grill on for the grilled tomatoes, so I roasted a handful of them in a pan, and that was that.
We ate our lasagna lukewarm and the creaminess of the dish, the fusion of the different flavours, the consistency of the pasta were really delightful.
This dish is for those of you who don’t care for too much tomato sauce, for those who, even during the summer, don’t want to give up lasagna, for those who wants pasta on a Sunday because otherwise it isn’t Sunday, and finally for those who, like me, love vegetables and traditional dishes but are not afraid to transform them, even just for a day.
Ingredients for 4 people (with some leftover béchamel and tomato sauce)
8 sheets of fresh lasagna cut in half

For the tomato sauce:
2 tablespoons of extra virgin olive oil
6 vines tomatoes, diced
a clove of garlic
oregano
fine sea ​​salt
freshly ground black pepper

For a béchamel sauce:
1 tablespoon of butter
1 tablespoon of flour type 1
400 ml of milk
salt
pepper
nutmeg

For spinach:
250 g of frozen spinach
a knob of butter
salt

To serve:
a handful of yellow and red cherry tomatoes
1 tablespoon of extra virgin olive oil
grated Grana Padano cheese, to taste

Start by preparing the tomato sauce.
Heat the oil in a medium pan and add the garlic clove if you use it, fry for a few minutes and then remove it. Add the tomatoes, a pinch of salt, some pepper, a little fresh or dried oregano, stir and cook until the tomatoes are soft and breaking if pushed to the side of the pan.
Pour everything into a glass for an immersion blender and blend to a smooth sauce. Taste and season with salt and pepper, then set aside.
Meanwhile, prepare the béchamel sauce by melting the butter, add the flour and stir to toast it well.
Add the milk little by little, stirring with a whisk to prevent lumps and add a pinch of salt, some pepper and a grating of nutmeg. Stir with a wooden spoon until the béchamel starts boiling and thickens. Remove from heat and set aside.
In a large skillet melt the butter and add the spinach, a pinch of salt, cook on a medium heat until there’s no liquid in the pan. Remove from heat and set aside.
Heat a non-stick pan and add a little oil, add the whole yellow and red cherry tomatoes and close with a lid, turn from time to time until the tomatoes are soft and grilled. Remove from heat and set aside.
Now, you just have to cook the pasta al dente in plenty of boiling salted water, drain it and put it on a clean kitchen towel, and begin to assemble the dishes: first put a little béchamel sauce on the plate, a sheet of pasta, some more béchamel sauce, a little tomato sauce, some spinach and some grated Grana Padano cheese, repeat until you have 4 layers of pasta for each dish. Finish off with béchamel, spinach and the grilled tomatoes.

mercoledì 27 giugno 2018

La Biblioteca di Cucina - 1000 Classic Recipes from Around the World e le Frittelle di Zucchini or the Courgette Fritters


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Questo enorme libro mi è stato regalato circa 20 anni fa dalla mia amica Robyn. 
Con un peso di 4 chili abbondanti e con più di mille pagine, posso dire con certezza che detiene il primato di grandezza nella mia collezione di libri di cucina.
Sono particolarmente affezionata a questo "mattone" che ha viaggiato con me da una casa all'altra di Londra e poi a Milano e infine qui a Mantova.
E' stato il primo libro che mi ha aperto gli occhi sulla cucina del mondo. Da queste pagine è nato il mio amore per la cucina asiatica, per tutte le spezie e le erbe aromatiche che non fossero i soliti, seppur buonissimi e ancora amati, basilico, prezzemolo, salvia e rosmarino.
Ricordo che un giorno l'ho aperto e seguendo passo passo una delle sue ricette, mi son cimentata nella produzione di involtini primavera, alla fine ce n'erano una montagna, croccanti e ben fatti, io ero distrutta dal gran lavoro che c'era voluto e dall'inesperienza che aveva dilatato i tempi di preparazione. Dopo aver fatto gli involtini non c'erano più ingredienti, né energie per fare qualche altro piatto e così la cena è stata, avrete indovinato, monotematica!
Nel frattempo la collezione di libri di cucina si è ingrandita a dismisura e sono passati molti anni da quei primi esperimenti con le povere cavie Nadia e Robyn che spesso assaggiavano i risultati del mio spentolare, ma il librone delle ricette dal mondo rimane uno dei miei preferiti, legato al periodo della mia vita in cui cominciavo a muovere i primi passi in cucina.
Tutto era partito dalla nostalgia del buon cibo di casa, le lasagne di mamma, i tortellini di nonna Teresa, la torta di mele della zia Adriana, poi però la curiosità aveva avuto il sopravvento e mentre imparavo a fare i piatti della mia famiglia già iniziavo a mettere ingredienti misteriosi nel carrello della spesa e poi, una volta arrivata a casa, fantasticavo su come li avrei usati.
Oggi riesco a ricreare nella mente i sapori, i profumi e le combinazioni degli ingredienti, mentre sfogliavo il librone in quegli anni di sperimentazione ogni abbinamento era una sorpresa.
Una delle prime ricette prese da questo libro, che mi ritrovo a fare ancora oggi, è molto semplice. Si tratta delle frittelle di zucchini a pagina 100. Niente spezie misteriose qui, sapori semplici che si legano bene, un piatto da accompagnare a una bella insalata fresca e il pranzo è fatto.
Voglio riproporvela perché anche voi abbiate una ricetta dal mio amato libro di cucina.

Per una decina di frittelle:
  • 150 g di zucchini grattugiati e tamponati con della carta da cucina
  • 50 g di farina auto-lievitante per torte salate (o farina normale e un pizzico di lievito per torte salate)
  • 1 uovo
  • 25 ml di latte
  • qualche rametto di timo fresco
  • sale
  • pepe
  • 1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
In una ciotola mescolare la farina e le uova. Poi aggiungere il latte, sale, pepe e timo. A questo punto si aggiungono gli zucchini e si mescola bene.
Scaldare dell'olio in una padella antiaderente e versare in questa il composto a cucchiaiate, far cuocere qualche minuto, girare le frittelle e scolarle su carta assorbente e servire calde.
 
 
English Version


This huge book was given to me by my friend Robyn about 20 years ago.
Weighting a little over 4 kilos and with more than a thousand pages, I can certainly say that it is the biggest book in my collection of cookery books.
I am particularly fond of this "big fellow" that has travelled with me from one dwelling to the other in London, then in Milan, and finally here in Mantua.
It was the first book that introduced me to the world's cuisine. My love for Asian food - for spices and herbs that were not the usual ones like basil, parsley, sage and rosemary, has its origins in these pages.
I remember one day I opened this book and following one of its recipes, step by step, I made spring rolls from scratch. In the end there were a mountain of them, they were crunchy and beautifully made, I was knackered by the time I finished cooking because of the great effort it took to make them, and because my inexperience had slowed me down. After making all those spring rolls there were no more ingredients nor any energy left to make a main dish and so dinner was, you’d guessed it, spring rolls for starter, main and dessert!
Meanwhile, the collection of cookbooks has hugely expanded, and many years have gone by since those first experiments, with my poor housemates Nadia and Robyn who often tasted the results of my “being in the kitchen”, but this recipe book still is one of my favourite, because it is linked to that time of my life in which I started to take interest in the cookery world.
Everything started because I missed the good food from home, my mum's lasagne, grandmother Teresa's tortellini, Aunty Adriana's apple pie, but I was too curious about the food of other countries and so, while I was learning how to make my family's dishes, I started to put mysterious ingredients in my shopping bag and then, once at home, I would fantasize about how I would use them in my dishes.
Today I can recreate in my mind all the flavours, the aromas and the combinations of ingredients, but when I was leafing through that book, during my years of experimentation, each and every combination of flavours was a surprise.
One of the first recipes from this book that I tried, which I’m still making nowadays, is the one for courgette fritters on page 100. No mysterious spices here, simple flavours greatly combined, a side dish or a main if served with a nice fresh salad. I’m posting it once again because you too should have a recipe from my beloved cookery book.
Here are the ingredients for 10 fritters: 

  • 150 g grated courgettes, pat dry with some kitchen towel
  • 50 g self-rising  flour
  • 1 egg
  • 25 ml milk
  •  some springs of thyme
  • salt 
  • pepper
  • 1 tbsp of extra virgin olive oil
In a bowl mix the flour and the egg. Add the milk, salt, pepper and thyme. Then add the courgettes and mix well.
Heat the oil in a non-stick frying pan and drop the mix with a tablespoon. Turn the fritters once and dry them in a plate lined with kitchen paper.
Serve the fritters hot.

lunedì 25 giugno 2018

Pasta per Gyoza or Gyoza Wrappers




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Pubblico di nuovo la ricetta della sfoglia per i gyoza perché stavolta ho fotografato i passaggi della preparazione.
Una volta, quando ancora abitavamo a Milano, ho fatto i gyoza con ripieno di maiale e verdure. Sono andata in un negozio di alimentari asiatici nei pressi della Stazione Centrale e ho comprato dei dischetti di pasta già pronti, ho preparo il ripieno e armata di santa pazienza ho fatto questi ravioli deliziosi.
Una soddisfazione vederli in fila sul vassoio, con la loro forma un po' particolare, tutti belli uguali.
Visto che ho un po' di tempo in questo periodo ho pensato di provare a fare la pasta da sola.
I ravioli sono venuti benissimo. Magari non proprio così precisi come quelli di Milano nelle loro sfogliettine rotondissime, ma sono orgogliosissima di averli fatti tutti io e si sa che artigianalità vuol dire anche unicità no?

Ecco le dosi per 36 ravioli

Per l'impasto:
  • 1 tazza e 1/2 di farina 0 (180 g circa) + un po' per il piano di lavoro
  • 1/2 cucchiaino di sale marino fino
  • 90 ml di acqua appena bollita
Mettete la farina in una ciotola, fate una fontana. Sciogliete il sale nell'acqua e versate nella ciotola. Mescolate dapprima con un cucchiaio e poi con le mani fino a ottenere un impasto omogeneo. Se non tutta la farina viene incorporata aggiungere qualche goccia d'acqua.
Lavorate l'impasto su una spianatoia leggermente infarinata per 5 minuti fino ad ottenere una palla liscia, ed elastica. L'impasto a questo punto non deve essere appiccicoso e se premuto con un dito deve tornare indietro senza lasciare il segno.
Dividete l'impasto in due rotolini di circa 15 cm di lunghezza e spolverateli di farina. Copriteli con un canovaccio pulito e lasciate riposare per 30 minuti a temperatura ambiente.
Tagliate ogni rotolo a metà, ogni metà in tre parti e ognuna di queste parti ancora in 3 parti. Otterrete così 36 palline di impasto che andranno leggermente schiacciate e infarinate. Ricoprite le palline di impasto per evitare che si secchino e cominciate a stenderle.
Per questo lavoro è necessario dotarsi di un piccolo mattarello.
Prendete una pallina di impasto e con movimenti dall'esterno verso l'interno, usando una mano per girare l'impasto, stendete la sfoglia in un cerchio di circa 8 cm.
Si usa questa tecnica, dall'esterno all'interno del cerchio per ottenere dei tortelli che siano più sottili alle estremità e più spessi al centro. Usate uno stampino, un coppapasta o un vasetto di plastica, come ho fatto io, per rifilare l'impasto.
Stendete qualche pallina d'impasto, tenendo le altre coperte e poi prendetene una per volta e mettete un cucchiaino di ripieno al centro. Chiudete a semicerchio premendo i due lembi al centro poi, partendo da un'estremità arricciare la sfoglia creando delle pieghe che devono arrivare fino al centro e fate lo stesso all'altra estremità in modo da creare un raviolo con una base ampia che possa stare "seduto". Mettete i ravioli su un vassoietto infarinato facendo attenzione a che non si tocchino.
A questo punto potrete procedere alla cottura dei ravioli, al vapore o alla piastra, come più vi piacciono.

 
 

 
 

English Version
 
I want to talk, once again, about gyoza wrappers because this time I took photos while I was making them.
Once, when we were still living in Milan, I made pork and vegetables gyoza. I went to an Asian food store near the Central Station and I bought some ready-made gyoza wrappers, I made the filling and patiently shaped these delicious dumplings.
I was really pleased when I saw them lined up on a tray, their lovely shape repeating itself row after row.
Since I have some time on my hands these days, I thought I would try to make the wrappers. The dumplings came out very well. Maybe they’re not as perfect as those I made in Milan, but I'm very proud of having made them from scratch.
For 36 dumpling wrappers
  • 1 ½ cup of flour 0 (about 180 g), plus a little for the work surface
  • ½ teaspoon of fine sea salt
  • 90 ml of freshly boiled water
Put the flour in a bowl, make a well in the centre. Dissolve the salt into the water and pour into the bowl. First mix with a spoon and then with your hands until you get all the flour has been incorporated, if not add a few drops of water.
Work the dough for 5 minutes on a lightly floured surface until you get a smooth and elastic ball. The dough should not be sticky and if pressed with a finger it should spring back without leaving a mark.
Divide the dough into two rolls of about 15 cm in length and sprinkle with flour. Cover with a clean kitchen towel and let rest for 30 minutes at room temperature.
Cut each roll in half, then each half in three parts and again each of these parts in three parts. You will get 36 pieces of dough. Slightly press with the palm of your hand and lightly flour them. Cover to prevent them from drying out and begin to roll into disks. You’ll need a small rolling pin.
Take a piece of dough and flatten it in a circle of about 8 cm with movements from the outside to the inside, using a hand to turn the dough.
This technique is used, from the outside to the inside of the rim to get dumplings which are thinner around the edges and thicker at the centre. Use a cookie cutter, or a round plastic jar, as I did, to trim the dough.
Flatten all the pieces of dough, keeping them covered and once they’re all ready, then take one at a time and put a teaspoon of stuffing in the centre. Close pressing the two edges together sealing them with a little water, starting from one end, folding one side over the other, creating folds making a dumpling with a wide base that can be "seated" in the pan. Put the dumplings on a floured tray, allow some space between them.
At this point you can cook the ravioli, steaming or frying them, as you prefer.