domenica 20 gennaio 2013

Dolcezze Infantili - Torta di Riso senza Pasta Frolla or Rice Pudding

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Due cose mia mamma, ottima cuoca, non ci ha mai cucinato quando eravamo piccole: la minestra di ceci e la torta di riso. Entrambe non gradite a lei e quindi depennate dal suo repertorio. Con il tempo, ci son voluti decenni eh, e noi siamo cresciute, ci ha confessato di aver riabilitato la minestra di ceci, ma la torta di riso ancora non la fa, o se ci prova, amore di mamma per compiacermi, non viene mai buona come il ricordo di quel sapore antico.
Allora io questa passione per la torta di riso da dove l'ho tirata fuori?
Chi affettava la torta di riso, spesso rosata per l’uso dell’alchermes che tanto andava di moda nelle preparazioni dolci? Non credo nonna Teresa, che era più sfoglina emiliana, donna dai gusti salati, come le acciughe in salsa verde e gli intingoli untuosi ma tanto buoni. Forse la zia Francesca, ma lei è specializzata in cialde sottilissime e croccanti fatte con i ferri e conservate in scatole di latta. Che sia stata “Maria del prete”, la perpetua che quando andavamo a dottrina ci offriva il tè nei bicchieri di vetro e una fetta di torta. Che sia stata la torta di riso? L’amore per questo dolce poi è cresciuto in maniera esponenziale quando a Lucca, in un baretto di  Piazza Grande, ho scoperto il mondo del budino di riso o torta di riso senza pasta frolla. Solo il ripieno goloso cotto in teglia e servito a quadretti. Che squisitezza!
Oggi ho provato a ricreare quel sapore perduto facendo una piccola tortina di riso per due che però non condividerò con Andrea, non per ingordigia, ma perché anche lui, come mia madre, non apprezza il riso dolce. Ho fatto una ricetta semplice, gli ingredienti base da cui partire per infinite varianti aggiungendo spezie come il cardamomo, bucce di arancia o lime grattugiate, canditi o uvetta, fichi secchi, acqua di rose, quello che vi viene in mente, quello che trovate in dispensa e vi sembra adatto.
  •  125 g riso originario
  • 500 ml di latte
  • 50 g di zucchero
  • 2 strisce di buccia di limone
  • 1 pizzico di sale
  • 1cucchiaio di alchermes
  • 1 cucchiaio di essenza di vaniglia (la mia è fatta in casa e quindi non fortissima, se avete quella comprata mettetene ½ cucchiaio e aumentate la dose dell’alchermes di ½ cucchiaio)
  • 1-2  uova
  • 1 pizzico di cannella
  • poco burro per la teglia
  • poca farina per la teglia
Mettete il latte, un pizzico di sale, le bucce di limone e lo zucchero in una pentola dal fondo spesso e portate a ebollizione mescolando per un paio di minuti per sciogliere bene lo zucchero. Quando il latte bolle versare il riso e abbassare la fiamma, far cuocere per circa 20 minuti, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno. Quando il riso ha assorbito tutto il latte e risulterà quasi cotto, dovrà essere appena al dente, versatelo in una ciotola e togliete le bucce del limone. Fate intiepidire in modo che al momento di aggiungere le uova queste non si cuociano.
Accendete il forno a 190°.
Appena il riso è tiepido aggiungete l’essenza di vaniglia, l’alchermes, la cannella e mescolate. Aggiungete un uovo e mescolate bene per incorporarlo se l’impasto è ancora troppo denso aggiungerne un altro oppure sbattetelo e aggiungetene un po’ per volta. (Io ne ho usato uno solo e la torta è venuta un po' compatta ma buonissima comunque. La prossima volta proverò ad aggiungerne un altro poco)  A questo punto avrete un composto morbido che verserete in una piccola teglia precedentemente imburrata e infarinata. Io ho usato una teglia di ceramica rettangolare 18 x 11cm.
Infornate la torta per circa 20 minuti o fino quando la superficie è dorata e la torta non risulta solida al tatto. Far intiepidire su una griglia da pasticcere prima di servirla.

English Version

Two things my mother, a good cook, never prepared for us children: the chickpea soup and the sweet rice cake. She didn’t like those two dishes and therefore they were not in her repertoire. After a couple of decades my mother confessed that she not eats and cooks the chickpea soup, but not the rice cake and the few times she made it for me, even if infused with motherly love, the cake was not as good as the one I remembered. Where is this passion for sweet rice cake coming from then?

Who sliced the sweet rice cake, its pink shades given by the use of the alchermes liquor so fashionable in the ‘80s. I don’t believe it was my granny Teresa, she was more of a pasta maker from the Emilia Romagna region and loved savoury dishes like anchovies in a green parsley sauce or greasy but oh so good sauces. Might have been aunty Francesca even if she’s specialized in super thin crunchy waffles kept in tin boxes. Could have been Maria, the priest’s governess who gave us glasses of tea and slices of cakes after the weekly catechism meetings. Was it sweet rice cake she gave us? The love affair with this cake grew larger than ever when I found out a small bar in Piazza Grande in Lucca where they served it without the pastry case. Just the tasty sweet rice filling cooked in a baking tray and cut in small squares. What a treat! Today I tried to recreate that lost flavour baking a small cake just for two, and I’m not going to share it with Andrea, not because I’m a glutton but because he, just like my mother, doesn’t appreciate sweet rice. I make a basic cake, no frills, you can add whatever comes to your mind like cardamom and orange or lime zest, candied fruit or sultanas, dry figs of rose water. 


  • 125 g pudding rice (any short grain high in starch kind of rice, I used “originario”)
  • 500 ml milk
  • 50 g sugar
  • 2 strips lemon peel
  • 1 pinch salt
  • 1 tbsp alchermes liquor (it’s a red, sweetish liquor, you can use rum or cognac)
  • 1 tsp vanilla essence. I used homemade and it’s weaker than the bought one. If you have shop bought use ½ tbsp and increase the liquor by ½ tbsp.
  • 1-2 eggs
  • 1 pinch cinnamon
  • ½ tsp butter, for the baking tray
  • ½ tsp flour, for the baking tray
Put the milk, salt, lemon peel and sugar in a heavy-bottom pan, mix until all the sugar has dissolved and bring to boil. Pour the rice in the milk and lower the heat. Cook the rice for 20 minutes stirring once in a while with a wooden spoon. When there is no more milk in the pan and the rice is almost cooked put it in a bowl, discard the lemon peels and let the rice cool down for a while. If you add the eggs when the rice is hot they could curdle. Heat the oven to 190°C. When the rice is cooler add the vanilla essence,  alchermes, cinnamon and stir. Add then one egg, stir well to incorporate and if the mix is too thick add the other egg, or you could beat the egg and add a little at a time. (I added just 1 egg and the cake was a bit dense but still delicious. Next time I’ll try and add a bit more). Now you should have a soft mixture. Butter and flour a little baking tray (I used a ceramic rectangular tray 18 x 11cm).Bake the cake for 20 minutes or until the surface is golden and the cake firm to the touch. Let is cool down for a while before serving.

8 commenti:

  1. Sicuramente buonissima, da provare! Ciao, buona settimana...

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    1. Benvenute!
      A me piace veramente tanto, è venuta un po' più compatta di come avrei voluto ma il sapore c'è tutto.
      Provate a farla e poi fatemi sapere.
      Buona settimana anche a voi!
      :)

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  2. ciao
    che bel racconto della tua famiglia!!! una torta sicuramente buona anche per il suo sapore un po' retro'!!!
    buon inizio di settimana

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    1. Benvenuta Serena!
      Grazie per i complimenti, a me questa torta piace con tutto il cuore. :)
      Buona settimana anche a te.

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  3. Ciao sono Fannyincucina eccomi qui, proprio interessante questa torta di riso, ma rimanere asciutta o morbida all'interno? Xkè voglio proprio provare a farla!!!

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    1. Ciao FAnny, benvenuta! Questa torta rimane abbastanza compatta, si può tagliare e mangiare con le mani. Vorrei provare a farla un po' più morbida aggiungendo magari un uovo o un po' più di latte! Provala! :)

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  4. :)ciao,quanti ricordi questa torta...la mia nonna di Piacenza metteva l'uvetta,mandorle e amaretti.
    Io invece l'adoro con i pinoli.

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    1. Benvenute!
      La settimana scorsa ho mangiato quella del bar di Lucca dopo tanti anni e c'è l'uvetta! Non me la ricordavo proprio...buonissima eh, quello si!
      :)

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