mercoledì 10 marzo 2010

La Biblioteca - Sesta Parte or The Library, part six

 
E visto che ancora al pranzo di oggi non ho pensato, presento altri libri tirati giù dalla libreria.
Il primo è uno dei miei preferiti, comprato 10 anni fa, è il libro guida, essenziale, senza una foto, tutto ricette fitte fitte e basilari. Con una trentina di pagine di introduzione, tabelle nutritive e un'impostazione salutista, offre innumerevoli spunti, 1000 come cita il titolo, per preparare piatti saporiti e leggeri. Non mancano i dolci o le prelibatezze.
 
 
Passiamo a questo libretto dal suggestivo titolo "Salads for alla Seasons around the World" corredato da belle foto, una grafica molto curata e ricette per insalate e piatti freddi a base di verdure che spaziano per i 5 continenti.
 
 
Altri due libri presi con giornali di cucina, belle foto, anche qui e idee per variare il solito tran tran alimentare. Per non adagiarsi sui soliti piatti ben rodati basta sfogliare uno di questi libri e subito si hanno suggerimenti, magari per delle patate arrosto un po' diverse, o per un pane condito con ingredienti insoliti.
 
 
"English Puddings - Ricette e Curiosità dal Raffinato Universo dei Dolci Inglesi" di Stefano Arturi, con presentazione di Allan Bay è un libro che si legge volentieri, come un romanzo infarcito di dolcezza. Grande pregio a mio avviso è aver mantenuto i nomi originali dei dolci che nelle traduzioni perdono la loro identità. Uno Spotted Dick non è che un "Dolce con Uvetta" cotto al vapore, ma questa misera descrizione uccide il potere evocativo del nome. La scelta è stata fatta basandosi sulla tradizione dei dolci britannici che sono infarciti di frutta secca, noci e mandorle, un pizzico di spezie e tante calorie, necessarie per sopportare i lunghi e freddi inverni, note di alcool, creme calde d'accompagnamento, un tripudio di panna e marmellate. Anche i gelati hanno una connotazione calda, come il Brown Bread & Whiskey Ice-Cream, che non fa certamente pensare ad un gelato fresco da gustare quando la canicola ci porta a cercare un po' di refrigerio, sembra quasi un gelato in cui il freddo della crema è accompagnato dalla pienezza del pane integrale e dalla vampata alcolica del whiskey.
Da consultare da ottobre a marzo.
 
 
Decisamente estivo, ma non solo, è invece questo libro dove si possono trova molte ricette per marinate da accompagnare e in cui immergere carne, pesce, frutta e verdura destinati alla griglia. Per rompere la monotonia del solito trito di aglio e rosmarino, buono per carità, ma un po' attempato e alla lunga noiosetto, qui si trovano ottime alternative per grigliate da sogno. Ancora poco usato, la bella stagione gli renderà onore!

 
Questo libro mi è stato regalato dalla famiglia presso la quale ho vissuto per qualche mese durante la mia avventura Londinese. Suddiviso per stagioni, quasi tutte le ricette sono degne di nota, e questa è una cosa che non si può dire per molti libri di cucina. Un bel ricordo, una fonte di idee per spezzare la monotonia.
 

Questo libro di Jamie Oliver è interessante perché, oltre ad offrire ricette semplici, anche se a volte un po' troppo basilari, include anche consigli su come coltivare gli ortaggi, le ricette sono tutte introdotte con alcune considerazioni che ho trovato molto interessanti e quindi è un libro libro da apprezzare nel suo insieme.
 
Libro spassoso e interessantissimo soprattutto dal punto di vista del lettore italiano. Questo occhio straniero che si impossessa della nostra cultura gastronomica e la racconta è molto originale, ci fa scoprire punti di vista altrimenti non considerati e ricette che, per appartenenza regionale, sono sconosciute anche a chi come me è italiano e appassionato di cucina. Bel libro da leggere e da sfogliare. Belle foto che mostrano spaccati di vita italiana anche se si attardano un po' troppo sullo stereotipo dell'Italia da vicoletto con i panni stesi al filo e nonne vestite di nero.

La bellezza di questo libro risiede nella sua "missione": insegnare a cucinare alle persone che per mancanza di stimoli o cultura sono cresciute a bastoncini di pesce e piatti pronti da mettere in micro onde. In Italia quasi tutti sanno almeno farsi un piatto di pasta, magari condito con olio e parmigiano, non è così scontato in UK dove la mancanza di cultura del mangiar bene è causa di obesità infantile, dove, lo hanno visto questi occhi, madri-bambina portano i loro figli nei passeggini a mangiare pepite ricostituite di pollo inzuppate nel ketchup nelle catene di fastfood. Dove è normale pranzare con 2 fette di toast con sopra fagioli in scatola riscaldati e dove è la regola che i bambini vadano a scuola con un pacchetto di patatine nello zaino come snack di metà mattina. Il passaparola per instillare nelle persone la voglia e la curiosità di provare a cimentarsi in ricette facili e gustose può essere parte della soluzione al problema, un cercare di far innamorare le persone alla bontà e varietà degli alimenti può essere un passo nella giusta direzione.
 

E dopo tanto parlare di "mangiar bene" ecco un bel libro di dolci, torte, pasticcini, creme e chi più ne ha più ne metta. Una tentazione che offre centinaia di ricette di dolcezze e ispirazioni decorative che non sono passate inosservate nella nostra casa di golosi.
 

Questo libro doveva servire a me per inventare ogni giorno qualcosa di buono da fare per il pranzo in ufficio. Ricco di ricette suddivise per le diverse esigenze delle persone che non possono usufruire di mense aziendali o lavorano lontano da casa, ci sono sezioni per pranzi golosi, dietetici, stimolanti o per chi fa sport. In ogni pagina ci sono un piatto unico accompagnato da un mini-dessert. Ho provato una ricetta per fare dei biscotti ma le dosi erano sbagliate e ho dovuto fare una torta. Altre ricette sono comunque interessanti, paste condite con fantasia, spiedini e tanta verdura condita in maniera originale. Per patiti dei bento che come me amano sistemare con grazia e un po' di follia le loro lunch box, questo libro è un buon punto di partenza. Niente cibi giapponesi, ma da cosa nasce cosa...
 

Che dire dei libri di Allan Bay? Mi sono innamorata del suo modo di scrivere dal primo libro che ho ricevuto in dono da Andrea e ho coltivato questo amore a ogni nuova pubblicazione.
"77 Ricette Perfette" è l'apoteosi della bella scrittura per quanto riguarda le ricette. Spiegate per filo e per segno non lasciano nulla al caso. Questa è infatti l'idea dietro alla compilazione di questo libro. Che meraviglia leggere una ricetta e non doversi fare domande che rimbalzano sempre sulle pagine stampate, nostro unico interlocutore criptico. Tutto è detto, dalla scelta degli attrezzi per pulire gli ingredienti, alla pentola dove cuocerli, ai tempi, alle quantità sempre precise. Controindicazioni: una volta letto questo libro ogni altra ricetta sembrerà un po' approssimativa!
 

L'ultimo libro di questa carrellata è un regalo abbastanza recente. Bel libro, letto d'un fiato, suddiviso in occasioni per le quali sono stati scelti dei menù ad hoc. Bella impaginazione, bellissime foto, atmosfere da favola, apparecchiature che fanno sognare. Leggendo la prima volta questo libro ho trovato una ricetta che mi ha incuriosita "Torta al Caffè con Panna Acida". Leggo gli ingredienti e di caffè neppure una traccia. Sorvolo, continuo a leggere ma il tarlo si è insinuato. Perplessa cucino un paio di cose seguendo queste ricette e ho ottimi risultati. La ricetta della torta di mele diventa subito una della mie preferite. Torno a sfogliare il libro e ancora questa torta al caffè senza caffè mi infastidisce. Così deciso di scrivere all'editore della versione italiana del libro, hai visto mai, mi dico, che nel tradurre le ricette l'elusivo caffè sia sfuggito... Nel giro di 2 giorni mi arriva una garbatissima risposta dicendo che effettivemente un errore c'è, ma non negli ingredienti, bensì nel nome della ricetta. Si tratta infatti di una torta ottima se accompagnata da una tazza di caffè, ma il caffè non fa parte degli ingredienti. Ringrazio e rimango ben disposta nei confronti di questa società che si è presa la briga di controllare e rispondere così velocemente. Tanto più che il mio animo segugio si era attivato prima di avere una risposta dall'editore ed ero riuscita a trovare la ricetta originale dove avevo riscontrato che il caffè con questa torta non aveva nulla a che fare!

5 commenti:

  1. Semplicemente Ammirata30 marzo 2010 00:51

    Cara Signora, era un po' che non facevo un giro sul sito, è sempre una piacevole sorpresa, una notevole fonte d'ispirazione e di belle sensazioni. -- Tutto questo dovrebbe assolutamente diventare un libro-.

    Semplicemente Ammirata

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  2. Lei Signora mi onora sempre con commenti lusinghieri.
    Credo che prima o poi mi farò tentare e darò una struttura a tutte queste idee, ora il viaggio in Australia ha una certa priorità nei miei pensieri, ma non è detto che al mio ritorno non provi a concretizzare questa idea...

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  3. Relativamente alla torta al caffè senza caffè.

    Ecco una cosa che fa piacere e dà una piacevole sensazione di attenzione al lettore - che non è solo un compratore di libri. Fa piacere comunque anche sapere che c'è chi scrive, si lamenta... ci si sente meno soli.

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  4. Relativamente alla torta al caffè senza caffè.

    Ecco una cosa che fa piacere e dà una piacevole sensazione di attenzione al lettore - che non è solo un compratore di libri. Fa piacere comunque anche sapere che c'è chi scrive, si lamenta... ci si sente meno soli.

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  5. Per me i libri sono un bene prezioso e penso che quando se ne scrive uno si dovrebbe mettere tutto l'impegno possibile affinché chiunque lo compri possa far ricerimento a quello che legge affidandosi completamente allo scrittore.
    Gli errori mi deludono e affievoliscono questa fiducia che concedo a tutti incondizionatamente. Certo è che se poi ricevo una bella risposta come quella della Torta al caffè senza caffè, tutto assume di nuovo un bel colore vibrante di anticipazione!

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Vi ringrazio per i vostri commenti, fonte di ispirazione e miglioramento. :)