lunedì 25 novembre 2013

Esperimenti - Pasta Brik or Brik Pastry

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Quante ricette ci sono che prevedono la pasta brik! Ma di cosa si tratta? La brik o warqua è una pasta sottilissima, più sottile della pasta fillo per intenderci, ed è originaria del nord Africa. Si trova in Marocco e Tunisia dove viene impiegata per fare dei deliziosi involtini che poi vengono fritti. Gli involtini fatti con la brik si possono anche cuocere in forno, opportunamente spennellati di olio o burro. Qui da me non riesco quasi mai a trovare la pasta fillo, figuriamoci la brik! E allora, come sempre in questi casi, non mi perdo d'animo e me la faccio da sola. Che gran soddisfazione quando questi esperimenti riescono bene! Ho pensato di farcirla con un mix di verdure saltate in padella e profumate con un bel po' di ras-el-hanout, una miscela di spezie ed erbe anch'essa tipica dell'Africa settentrionale. Il mix che ho preso a Londra è contraddistinto da un discreto aroma di noce moscata e chiodi di garofano ed è mediamente piccante. Ma ecco come ho preparato la mia pasta brik.

Per circa 25-26 fogli di pasta brik:
  • 150 g di farina 00
  • 50 g di semola di grano duro
  • 1 cucchiaio di olio di semi
  • 1 cucchiaino di sale
  • 400 ml di acqua
Versate in una ciotola le farine, il sale, l'acqua, l'olio e mescolate con una frusta. Lasciate riposare per circa 1 ora poi usate un frullatore a immersione o un colino per rendere l'impasto fluido e senza grumi. Mettete dell'acqua bollente in una pentola e posizionate una padella antiaderente per crêpes sopra la pentola. Aspettate che la padella sia calda e poi iniziate a spennellare l'impasto con pennellate veloci partendo dalla circonferenza e andando poi verso il centro. Ricoprite un paio di volte la superficie della padella spennellandola di impasto. All'inizio l'impasto sarà trasparente poi cuocendo diventerà biancastro. Usate una spatola di legno o di silicone per staccare i bordi del foglio di brik dalla padella. Sollevate poi il foglio con le mani e adagiatelo su un piatto. Proseguite così fino a esaurimento della pastella. All'inizio avevo spennellato i fogli di brik con dell'olio di semi perché temevo che si attaccassero, ma poi ho provato a sistemarli uno sull'altro senza ungerli e non si sono attaccati. Una volta che avrete finito di cuocere la brik preparate il ripieno, mettetene un po' sul centro del foglio, piegate a fagottino e cuocete friggendo i fagottini in olio ben caldo o in forno a 200°, fino a doratura, dopo aver spennellato la superficie con del burro fuso.
 
English Version
 
So many recipes require brik pastry! For those who don’t know it, brik or warqua is a thin pastry, thinner than filo pastry, and is native to North Africa. It is located in Morocco and Tunisia, where it is used to make delicious filled parcels which are then fried and served hot. Parcels made ​​with brik pastry can also be baked if previously brushed with oil or melted butter. Where I live I can hardly ever find filo pastry, let alone brik! And so, as always in these instances, I get not discouraged and I made it myself. What a great satisfaction when these experiments turn out well! I stuffed my brik pastry sheets with a mix of sautéed vegetables flavoured with a good pinch of ras -el- hanout, a blend of spices and herbs also typical of northern Africa . The mix that I bought in London has a discreet aroma of nutmeg and cloves and is not too spicy. Here's how I prepared my brik pastry.
 
For about 25-26 brik pastry sheets:
  • 150 g 00 flour
  • 50 g of durum wheat flour or semolina
  • 1 tablespoon of vegetable oil
  • 1 teaspoon salt
  • 400 ml of water
Put the flour, salt, water, and oil into a bowl and stir with a whisk . Let stand for about 1 hour then use a hand blender or a sieve to get a smooth dough without any lump. Put boiling water in a pot and place a non-stick pan over the pot. Wait until the pan is hot and then start brushing the dough with quick strokes starting from the circumference and then going towards the centre. Cover the surface of the pan a couple of times brushing with thin layers of mixture. At first the mixture will be transparent then after cooking fora few seconds it will become whitish. Use a wooden or silicone spatula to loosen the edges of the sheet of brik from the pan. Then raise the thin sheet with your hands and lay it on a plate. Continue like this until all the batter has been used. At first I brushed the sheets of brik with vegetable oil because I was afraid that they’d stick together, but then I tried to place them one on top of the other without greasing them and they were fine. Once you have finished cooking the brik prepare the filling, once lukewarm put a bit in the middle of the sheet, fold the sides and roll until you have a parcel. Fry in hot oil or in an oven at 200 ° until golden brown, after having brushed the surface with melted butter.

lunedì 18 novembre 2013

Golosità Salate - Gallette di Patate e Cipolle or Onion and Potato Rosti

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Oggi ho preparato queste gallette per accompagnare un po' di formaggio ed avere così pronto un pranzo veloce e delizioso senza perdere troppo tempo in cucina. In questo periodo sto portando avanti molti progetti che con la cucina non hanno nulla a che fare e il tempo sembra volarmi fra le mani senza che me ne accorga. Così un contorno veloce è proprio quello che ci voleva per darmi energia e farmi sentire soddisfatta. Ho fatto un veloce inventario della dispensa e del frigo e cipolle e patate di montagna mi sono venute in mente, un buon formaggio semi-stagionato e il pranzo sembrava già pronto. Ho aggiunto semi di nigella e carvi per dare un po' di profondità al sapore di queste gallette e un pizzico di paprika che mi ricorda tante preparazioni a base di patate di origine tedesca. Ottime appena cotte, queste gallette si possono servire anche tiepide o possono essere tenute in caldo in forno se si ha intenzione di prepararne molte.  
 
Per 6 gallette:
  • 2 patate medie
  • 1 cipolla piccola
  • semi di nigella
  • semi di carvi
  • 1 cucchiaio di farina
  • 1 uovo
  • paprika dolce
  • sale
  • pepe
  • 1 cucchiaio di olio d'oliva o di semi 
Sbucciate e grattugiate le patate e la cipolla che strizzerete e metterete a scolare per togliere quanto più liquido di vegetazione possibile. Nel frattempo scaldate l'olio in una padella antiaderente. Mettete le verdure in una ciotola, condite con sale, pepe e un pizzico generoso di paprika. Aggiungete un po' di semi di nigella e di carvi, la farina e mescolate bene il tutto. Aggiunto l'uovo leggermente sbattuto e iniziate a cuocere il composto versandone cucchiai colmi nella padella, schiacciate con una spatola per ottenere delle gallette tondeggianti e compatte e fatele cuocere per alcuni minuti prima di girarle e far dorare anche l'altra parte. Scolate su carta assorbente e servite calde o tiepide.
 
 English Version

Today I made these fritters to be served with some cheese, and so I got a quick and delicious lunch without losing too much time in the kitchen . In this period I am working on many projects that have nothing to do with cooking and time seems to fly without me noticing. So is a quick side to my cheese was just what Ineeded for some energy and instant satisfaction. I did a checked the pantry and the fridge and onions, potatoes harvested on the mountains were available, a good chuck of cheese and lunch seemed almost done just by choosing the ingredients. I added nigella and caraway seeds to give a little depth to these fritters and a pinch of paprika that reminds me of so many German potato dishes. Excellent served as soon as ready, these fritters can also be served lukewarm or can be kept warm in the oven if you plan to make many of them.
 
For 6 cakes :
  • 2 medium potatoes
  • 1 small onion
  • nigella seeds
  • caraway seeds
  • 1 tablespoon flour
  • 1 egg
  • sweet paprika
  • salt
  • pepper
  • 1 tablespoon olive oil or vegetable oil
Peel and grate the potatoes and the onion and squeeze in order to remove as much liquid as possible. Meanwhile, heat the oil in a non-stick frying pan. Put the vegetables in a bowl, season with salt, pepper and a generous pinch of paprika. Add some nigella and caraway seeds, the flour and mix well. Add the lightly beaten egg and begin to cook the mixture by pouring heaping tablespoons into the pan, push a little with a spatula to get a roundish and compact shape. Cook for a few minutes before you turn them over and brown the other side. Drain on kitchen paper and serve hot or warm.

giovedì 14 novembre 2013

Rivisitazioni - Zuppa di Pomodoro con Ajvar or Tomato Soup with Ajvar

 
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Il pomodoro mi piace, si sa.
Mi piace a primavera inoltrata, quando si cominciano a trovare i primi insalatari mezzi verdi che si fanno maturare nella ciotola in cucina, vicino alla finestra al tepore dei primi soli. Mi piace in estate come accompagnamento che va bene con tutti i piatti, trasformato in gazpacho dissetante o in salsa che avviluppa pasta trafilata al bronzo. Gli ultimi pomodori d'autunno sono preziosi e si gustano piano piano. In inverno non mi scoraggio certo e preparo zuppe fumanti con il pomodoro in scatola. Pochi requisiti necessari per avere piatti eccellenti a base di pomodoro anche nel cuore del freddo inverno: usare i pomodori dell'orto che abbiamo conservato oppure, in mancanza di questo, usare pomodori conservati acquistati facendo attenzione a che siano italiani e possibilmente biologici. Si sente tanto parlare di cibo adulterato, terreni inquinati, mancanza di regolamentazione sulla produzione e la conservazione del cibo in altri Paesi. Io ho deciso di comprare solo materie prime quanto più possibile del territorio, biologiche e assolutamente italiane. Niente limoni del Cile o del Sud Africa per me, piuttosto sto senza, niente agrumi in generale che non siano italiani, niente pomodori di chissà dove. Ecco che in questo modo si riesce ad avere in tavola del cibo sano e gustoso. Ecco come nasce questa zuppa semplice, ricca del profumo intenso del pomodoro appena addolcito da un tocco di burro. Mi piace accompagnare questo tipo di zuppe con dei crostoni di pane, ma stavolta ho pensato di spingermi un poco oltre e servire la zuppa con dei sandwich tostati. Una cena che ricorda un poco un picnic, tanto gusto, poche tribolazioni. A volte è anche bello star poco in cucina ed avere comunque un piatto sfizioso da presentare no?
 
Per 2 persone come piatto unico:
  • 2 barattoli di pomodori pelati
  • 1 e 1/2 cipolla dorata
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
  • 1/2 cucchiaio di ajvar
  • sale
  • bicarbonato
  • 1 noce di burro

Per accompagnare:
  • 4 fette di pane
  • 4 fette di prosciutto cotto
  • un poco di formaggio grattugiato grossolanamente
  • burro
Tritate grossolanamente la cipolla e fatela dorare nell'olio. Dopo 5 minuti aggiungete l'aglio tritato, fate cuocere per 1 minuto mescolando e poi aggiungete il pomodoro e un pizzico di bicarbonato. Fate prendere il bollore, aggiungete l'ajvar, una presa di sale e fate cuocere per circa 15/20 minuti. Togliete dal fuoco, aggiungete il burro e poi frullate con un frullatore a immersione.
Preparare il pane tostato spalmando leggermente di burro entrambi i lati delle fette di pane, farcite con prosciutto cotto e formaggio di vostro gradimento e tostate in una padella antiaderente dal fondo spesso fino a che il pane sarà ben dorato. Servite con una ciotola fumante di zuppa di pomodoro.
 
English Version
  
It is well known I like my tomatoes.
I like them in late spring, when you can find the first greenish tomatoes you can put in a bowl in the kitchen next to the window in the warmth, and wait until they’re ripe enough to make a salad. I like them in summer as side that goes well with all the main dishes, or turned ​​into refreshing gazpacho or again cooked to make a sauce that envelops high quality pasta. The last autumn tomatoes are precious and I savour them slowly. Comes winter I’m not discouraged and prepare steaming soup with canned tomato. A few requirements are needed to have excellent tomato dishes even in the middle of the cold winter: use the tomatoes from the garden that were home preserved or, failing this, use bought canned tomatoes making sure they are Italian and possibly organic. We’ve been hearing about adulterated food, contaminated soils, lack of regulation on the production and storage of food in other Countries. I decided to only buy my raw food at the farmers market, organic if possible, and absolutely Italian. No lemons from Chile or South Africa for me, I’d rather do without, no citrus fruits that are not Italian, no tomatoes from who knows where. Only in this way it is possible to serve healthy and tasty food. Here is how I made this simple soup, the rich and intense tomato aroma softened by a touch of butter. I usually like to serve this kind of soups with croutons, but this time I decided to push myself a little further and serve it with toasted sandwiches. A dinner that looks like a little picnic, a lot of taste, not much work. Sometimes it's nice when we don’t slave in the kitchen and still have a delicious dish to be served, isn’t it?
 
For 2 people as a main dish:
  • 2 cans of peeled tomatoes
  • 1 1/2 golden onion
  • 1 clove of garlic
  • 1 tablespoon extra virgin olive oil
  • 1/2 tablespoons of ajvar
  • salt
  • bicarbonate
  • 1 knob of butter
 
To serve:
  • 4 slices of bread
  • 4 slices of ham
  • a little cheese, like Cheddar, coarsely grated
  • butter
Coarsely chop the onion and softened in the oil. After 5 minutes add the chopped garlic and cook for 1 minute stirring, then add the tomatoes and a pinch of baking soda. Bring to a boil, add the ajvar, a pinch of salt and cook for about 15/20 minutes. Remove from heat, add the butter and then blend with a hand blender.
Prepare the toast by slightly spreading the butter on both sides of the bread slices, fill with ham and cheese to your liking and toast on a thick-bottomed pan until the bread is golden. Serve with a steaming bowl of tomato soup.

martedì 12 novembre 2013

Ricordi e Sapori - Ajvar

 
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Questa ricetta mi ricorda una strada di Londra, Green Lanes, piena di botteghe orafe con centinaia di bracciali e collane luccicanti tutti esposti nelle vetrine in un tripudio di opulenza e poi macellerie halal e tante tante  pasticcerie e negozietti turchi dai nomi esotici ricchi di prelibatezze a me sconosciute che poi ho imparato ad apprezzare. Dal formaggio halloumi che adoravo grigliato e servito con una insalata mista di valeriana, cetrioli, cipollotti e pomodorini, ai dolci croccanti ricoperti di semi di sesamo, ai piccoli rombi di baklava dolcissima, o ai "sigari" di sottilissima pasta fillo ripieni di frutta secca e poi fritti. E poi barattoli di peperoni arrostiti e messi in salamoia, e barattoli di questa salsa rossa l'Ajvar, nome misterioso, sapore che mi ha subito conquistata. E' una preparazione tipica di tutta la regione balcanica e io l'ho sempre mangiata su fette di pane tostato, o accompagnata da verdure crude. E' ottima anche come accompagnamento per piatti di carne. Se ne trovano varietà poco piccanti e altre veramente piccantissime. A me piace di media intensità ma il peperoncino che ho usato era veramente forte e così la salsa è venuta parecchio battagliera, ma non importa, la gusterò ugualmente!
 
Ecco le dosi per un vasetto da 250 ml e uno da 200 ml.
 
2 peperoni rossi grandi
1 piccola melanzana
1 piccolo peperoncino fresco rosso
1-2 spicchi d'aglio
1-2 cucchiai d'olio
1/4 di cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di aceto di vino bianco o succo di limone
 
Accendete il forno a 220°. Mettete la melanzana in una teglia insieme al peperoncino e cuocete in forno per circa 30/40 minuti o fino a che la melanzana è morbida e il peperoncino ha la buccia scura. Arrostite i peperoni sui fornelli, sulla fiamma diretta in modo da carbonizzare la pelle. Una volta che i peperoni sono cotti metteteli a riposare dentro sacchetti di plastica ben chiusi per circa 10 minuti. Sbucciate la melanzana, pulite i peperoni dalla pelle e dai semi e mettete la polpa delle verdure in un mixer. Aggiungete i restanti ingredienti e frullate fino ad ottenere una crema densa e rustica. Fate riposare almeno un'ora prima di servire per permettere ai sapori di combinarsi bene. Travasare in barattoli ben puliti e conservate in frigo. 
 
 
English Version


 This recipe reminds me of a street in London called Green Lanes. It’s a very long road full of jewellery shops with hundreds of glittering bracelets and necklaces all exposed in windows that shine in a blaze of opulence and then there are the halal butcheries and many many bakeries and Turkey grocery shops with exotic names packed with delicacies I didn’t know anything about, but that I learned to appreciate . The list is endless, from halloumi cheese that I loved grilled and served with a mixed salad of lettuce, cucumbers, spring onions and tomatoes, to the crispy sweets scattered with sesame seeds, to the small diamonds of overly sweet baklava, or the thiny "cigars" of thin phyllo pastry stuffed with dried fruit and fried. And then jars of roasted peppers put into brine, and jars of this red sauce the ajvar, the mysterious name , the intense flavour and I was conquered immediately. Ajvar it’s comes from the Balkan region and I have always eaten it on slices of toasted bread, or accompanied by raw vegetables. It's also excellent as an accompaniment to meat dishes. There are many varieties that space from mild to fiercely hot. I like it of medium intensity but the chilli I used was really hot and so the sauce came out quite spicy, never mind I’m going to enjoy it anyway!

For a 250 ml jar of and a 200 ml one:

2 large red peppers
1 small aubergine
1 small fresh red chilli
1-2 cloves of garlic
1-2 tablespoons of olive oil
1/4 teaspoon salt
1/2 teaspoon sugar
1 teaspoon white wine vinegar or lemon juice

Preheat the oven to 220°C. Put the aubergine in a baking dish along with the chilli and cook in the oven for about 30 /40 minutes or until the aubergine is soft and the chilli skin has turned dark. Roast the peppers on the stove , on the direct flame to char the skin. Once the peppers are cooked put them in a plastic bag, close tightly and let them rest for about 10 minutes. Peel the aubergine, peel the peppers and take the seeds out, then put the vegetables in a blender. Add the remaining ingredients and blend until you get a thick and rustic sauce. Let it rest for at least an hour before serving to allow the flavours to develop. Pour into jars thoroughly cleaned and stored in the fridge.

domenica 10 novembre 2013

Ancora Premi!


Ringrazio molto Monica di sogni e sapori in cucina per avermi donato questo premio. E' sempre bello sapere che ci sono persone là fuori che apprezzano tutto il lavoro e la dedizione che c'è dietro al mio blog.
Grazie Monica, ti sono molto grata.
Non riesco però a girare il premio, in questo periodo sono superincasinata, mille cose da fare, ho cominciato tra l'altro anche a preparare i miei regali di Natale homemade e così dedico questo premio a tutte le persone che mi seguono e che mi fanno sentire in buona compagnia in questa mia avventura culinaria.
 

giovedì 7 novembre 2013

Nuovi Incontri - Crema di Cavolfiore Arancione or Orange Cauliflower Soup

 
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Un paio di settimane fa io e Andrea siamo andati a Torino. In serata, prima di riprendere la strada per il lungo viaggio verso casa, abbiamo deciso di fare un salto ad Eataly. Per chi non lo conoscesse si tratta si un mercato al coperto, nel caso di Torino si trova nell'edificio che un tempo ospitava la fabbrica del "Punt e Mes". Non si tratta però un semplice mercato perché al suo interno, in mezzo agli scaffali ordinatamente forniti di cibarie varie, tutte selezionate accuratamente da Slow Food, ci sono ristorantini che offrono le prelibatezze più svariate. Dalla cucina toscana, con cacciucco e tagliata, alle piadine romagnole cariche di squacquerone e prosciutto crudo, fino alle belle pizze, i frittini accompagnati da degustazioni di birre, potete trovare tutte questi piatti girando fra gli scaffali del mercato, insomma un paradiso per golosi! Purtroppo noi uscivamo da un aperitivo sostanzioso e non avevamo molta fame così abbiamo fatto un po' di spesa. Non sono mancati così un bel barattolo di crema di nocciole, delle spezie ricoperte di zucchero glassato, quelle che vengono offerte nei ristoranti indiani a fine pasto per intenderci e un bel cavolfiore arancione. Il cavolfiore arancione è ricco di betacarotene, da qui il suo bel colore, e quindi ci dà un maggiore apporto di vitamina A rispetto al suo parente più pallido. Una buona ragione per comprarlo se lo si trova sui banchi del mercato. Una vellutata è stata la mia scelta per preparare questo cavolfiore solare e per accentuare il colore del piatto ho pensato di aggiungere un poco di curcuma. Sana e buonissima, adatta a questa stagione di mezzo che ci porta verso i freddi dell'inverno.
Per 2-3 persone
  • 1/2 cavolfiore arancione
  • 1 cipolla
  • 2 patate medio-piccole
  • 1 cucchiaio d'olio evo
  • 1 cucchiaino di semi di senape neri
  • 1/2 cucchiaino di curcuma
  • sale
  • pepe
  • pane rustico per accompagnare
Lavate il cavolfiore e dividetelo in fioretti, sbucciate le patate e tagliatele a tocchetti. Scaldate l'olio in una pentola e dopo averla tritata grossolanamente metteteci a soffriggere la cipolla a fuoco moderato. Aggiungete la curcuma e i semi di senape e fate tostare per qualche minuto. Aggiungete il cavolfiore e le patate, salate e fate insaporire per qualche minuto. Nel frattempo portate a bollore dell'acqua e aggiungetela alle verdure fino a coprirle. Portate a bollore poi abbassate il fuoco, mettete un coperchio e fate cuocere per circa 10 minuti o fino a che il cavolfiore non è cotto. Togliete qualche fioretto di cavolfiore che terrete per decorare il piatto e frullate il resto con un frullatore a immersione. Assaggiate e regolate di sale e pepe, aggiungete ancora acqua calda se la crema fosse troppo densa e servitela decorando con le cimette tenute da parte e accompagnata con fette tostate di pane casereccio.



English Version
 
A couple of weeks ago Andrea and I went to Turin. In the evening, before hitting the road for the long journey home , we decided to pop in to Eataly . For those not familiar with it, it’s an indoor market, in this case is located in the building that once housed the "Punt e Mes" factory. This is not just a market because within it, amongst the aisles covered in shelves neatly stacked with an incredible variety of food, all carefully selected by Slow Food , there are restaurants that offer great grub. From Tuscan cuisine with fish soup and juicy beef t-bone steaks, to piadine filled with squacquerone cheese and Parma ham, to the beautiful pizzas, or again fried food morsels served with cold beers. You can find all these dishes by strolling amongst the shelves of the market. This certainly is a paradise for gourmands! Unfortunately we were coming straight from a meeting where we were served a hearty pre-dinner cocktail with lots of lovely food along with drinks and therefore we were not really hungry so instead of having dinner at Eataly we did a little shopping. We got a nice jar of hazelnut cream , some spices covered with confectioner sugar, those tiny sweets that are offered in Indian restaurants after a meal and we also bought a beautiful orange cauliflower. The orange cauliflower is rich in beta-carotene, hence its beautiful colour, and because of that it gives us a higher intake of vitamin A compared to its closest pale relative. A good reason to buy it if you can find it on the market stalls . A chose to prepare a soup with the cauliflower and to accentuate its colour I thought I'd add a little turmeric. Healthy and delicious soup is suitable for this season and it gently accompanies us into the winter. 
Serves 2-3
  • 1/2 orange cauliflower, or a small one
  • 1 onion
  • 2 medium-sized potatoes
  • 1 tablespoon extra virgin olive oil
  • 1 teaspoon black mustard seeds
  • 1/2 teaspoon of turmeric
  • salt
  • pepper
  • rustic bread to serve
Wash the cauliflower and divide it into florets, peel the potatoes and cut into chunks. Heat the oil in a saucepan, coarsely chop the onion and cook in the oil over medium heat. Add the turmeric and mustard seeds and toast for a few minutes. Add the cauliflower and potatoes, a pinch of salt and cook for a few minutes. In the meantime, bring some water to a boil, add the vegetables to the pan with the onion and pour the water just until it covers the veggies. Bring to a boil then reduce the heat, put a lid on and cook for about 10 minutes or until the cauliflower is cooked. Remove some cauliflower florets for decoration and mix the rest with a hand blender. Taste and season with salt and pepper, add more hot water if the cream is too thick and serve garnished with the cauliflower florets and toasted slices of rustic bread.

mercoledì 6 novembre 2013

Mal d'Africa - Biscotti Africani con Farina di Mais e Cocco or Mealie Meal Biscuits

 
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Chi mi conosce sa che amo leggere. I regali che preferisco e che ricevo più spesso sono libri. Leggo prevalentemente romanzi, guide turistiche, libri di craft e naturalmente libri di cucina. Ci sono dei libri di cucina che leggo come fossero romanzi, dall'inizio alla fine, senza saltare una pagina, ci sono romanzi che se non mi entusiasmano leggo velocemente o abbandono del tutto. Questo non accade per i romanzi di uno dei miei autori preferiti: Alexander McCall Smith. Un autore di origini scozzesi nato in Zimbabwe che ha iniziato a scrivere romanzi una quindicina di anni fa e che mi ha catturata dalla prima pagina che ho letto. Ringrazio la mia amica Nadia che me lo ha fatto scoprire. Una delle serie di romanzi a cui sono più affezionata sono quelli che hanno per protagonista Precious Ramotswe, una intraprendente donna del Botswana che decide di aprire un'agenzia investigativa tutta al femminile. Una donna intraprendente ma legata alla tradizione, si definisce "traditionally built" essendo appunto di costituzione robusta e non disdegna un buon pasto o una fetta di torta con il suo bush tea. Ironica e intelligente riesce ad intrattenerci risolvendo misteri e riportando la pace e l'armonia là dove era perduta. Un fenomeno editoriale che ha creato un personaggio che va al di là dei romanzi di McCall Smith. Infatti è stato scritto un libro intitolato "Mma Ramotswe's Cookbook" - Nourishment for the traditionally built di Stuart Brown. C'è una bella prefazione di McCall Smith che riconosce che una volta che un autore crea un personaggio poi questo diventa patrimonio di tutti i lettori. Un libro con le ricette di tutte le Mma Ramotswe del mondo, o meglio con le ricette tipiche della cucina sub-sahariana. Non potevo non comprarlo e sono molto contenta di averlo fatto. E' un bel libro ricco di racconti e fotografie coloratissime. Lo consiglio a chiunque sia curioso dei cibi degli altri e che mastichi un po' di inglese perché credo che non ne esista una versione italiana. Da questo libro ho preso spunto per questa ricetta semplice semplice per dei biscotti adatti alla prima colazione ma anche per un tè del pomeriggio o per una dolce merenda. E' interessante come l'uso della farina di mais per le preparazioni dolci sia una costante nelle cucine di tanta parte del mondo e come un po' di cocco, come in questo caso, renda il gusto di questi biscotti semplici così esotico. Friabili e croccantini la dolcezza dell'uvetta esaltata dal sapore del cocco, sono veramente speciali. Ecco la ricette rivista da me nelle dosi e con l'aggiunta dell'uvetta all'interno dell'impasto.
  • 190 g farina autolievitante
  • 85 g di farina di mais fioretto
  • 1 pizzico di sale
  • 1/2 cucchiaino di lievito per dolci
  • 85 g di burro
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio di latte
  • 160 g di zucchero semolato
  • 50 g di cocco disidratato
  • 100 g di uvetta gigante dorata, opzionale
Accendete il forno a 200°.
Setacciate insieme la farina autolievitante, il fioretto, il sale e il lievito. Aggiungete il burro lavorandolo con le punte delle dita  o in un mixer fino ad ottenere un composto che assomiglia a piccole briciole di pane. Aggiungete lo zucchero e il cocco e mescolate bene. Sbattete l'uovo con il latte e unite al composto poi tritate grossolanamente l'uvetta, se la usate e aggiungetela anche questa. Formate una massa compatta, dividetela in due parti e stendete ogni parte su un piano infarinato fino a ottenere uno spessore di circa 1/2 cm. Ritagliate dei biscotti con l'aiuto di un bicchierino o un tagliabiscotti. Io ho usato degli stampini per biscotti rotondi e quadrati molto piccoli, di circa 4-5 cm di diametro e ho ottenuto una sessantina di biscotti. Disponete i biscotti su una teglia rivestita di carta da forno e cuocete per circa 6-8 minuti fino a che i bordi cominciano a dorarsi. Fate freddare per un paio di minuti nella teglia poi trasferiteli su una griglia da pasticcere per farli freddare. Conservateli in una scatola per biscotti.
 
English Version
 
 Anyone who knows me is well aware that I love reading. The gifts I prefer and I get most often are books. I read mostly novels, travel guides, craft books and cookery books of course. I read some cookbooks as if they were novels, from the beginning to the end without skipping a page, there are novels that, if not interesting enough, I read quickly or abandon altogether. This is not the case for the novels of one of my favorite authors: Alexander Mccall Smith. Born in Zimbabwe from a Scottish family, he began to write novels about fifteen years ago and I was in love with his books from the first page I read. I thank my friend Nadia who made ​​me discover him. One of his series that I like most is the one whose main character is Precious Ramotswe , an enterprising woman from Botswana who decides to open an all female detective agency. A resourceful woman with a great respect for traditions, she describes herself as " traditionally built" meaning shes on the heavy side and doesn’t say no to a good meal or a slice of cake with hes bush tea. Ironic and intelligent she manages to entertain the reader solving mysteries and bringing back peace and harmony where it was lost. This character is a publishing phenomenon that goes beyond McCall Smith’s novels. In fact there’s a book called " Mma Ramotswe 's Cookbook" - Nourishment for the traditionally built written by a certain Stuart Brown. There is a nice foreword by McCall Smith, who acknowledged that once an author creates a character then this very character becomes the property of all the readers. So this is a book of Mma Ramotswe’s recipes, or rather with the recipes of the sub -Saharan Africa. I had to buy it and I'm very glad I did. It’s a beautiful book full of colourful stories and photographs. I recommend it to anyone curious about food of other cultures, and know a little English because I believe this book has not been translated in Italian. I took inspiration from this book to make a very simple recipe for biscuits suitable for breakfast, for an afternoon tea or a sweet snack. It 's interesting how the use of corn flour for the sweet preparations is a constant in the kitchens of many parts of the world and how a little coconut , as in this case, makes this biscuits taste so exotic. Crumbly and crunchy, the raisins sweetness enhanced by the flavourful coconut , they are really special . Here's the recipe adapted from the book, changing the doses and adding the raisins to the mix. 
  • 190 g self-raising flour
  • 85 g of fine corn flour (meali meal)
  • 1 pinch of salt
  • 1/2 teaspoon of baking powder
  • 85 g butter
  • 1 egg
  • 1 tablespoon milk
  • 160 g caster sugar
  • 50 g dried coconut
  • 100 g giant golden raisins, optional
  Preheat the oven to 200 degrees.
Sift together the self raising flour, the mealie meal, salt and baking powder. Add the butter working it with the fingertips or in a mixer in order to get a mix that resembles fine breadcrumbs. Add the sugar, the coconut and mix well. Beat the egg with the milk and add it to the mixture then coarsely chop the raisins, if you use them and add them to the mix. Work briefly to form a compact dough, divide it into two and roll each half on a floured board until you get to about 1/ 2 cm thickness. Cut out cookies with the help of a small glass or a cookie cutter. I used some small round and square cookie cutters, about 4-5 cm in diameter and I got a sixty cookies. Arrange the biscuits on a baking sheet lined with parchment paper and bake for about 6-8 minutes until the edges begin to brown. Let cool for a few minutes on the sheet then transfer them on a wire rack and let them cool. Keep them in a tin.

lunedì 4 novembre 2013

I Suggerimenti del Lunedì - La Ciotola degli Scarti

Sarà anche la scoperta dell'acqua calda ma da quando la uso la mia vita in cucina è migliorata sensibilmente!
Se già non lo fate provate a mettere una ciotola di medie dimensioni sul piano di lavoro dove preparare i vostri piatti. Che sia un'insalatona o un dolce, una preparazione semplice come un uovo fritto accompagnato da verdura saltata o un pranzo luculliano, con la ciotola per gli scarti risparmierete tempo e fatica. Prima di convertirmi al suo uso sbucciavo le patate su un tagliere o un pezzo di carta da cucina e poi buttavo le bucce nel bidoncino dell'umido con risultati alterni: spesso la carta si rompeva o dal tagliere rigido saltavano via bucce da ogni parte. Invece di raccogliere dal piano di lavoro o dai taglieri torsoli di mele, fondi di cavolfiori e finocchi, raschiature di carota, gusci d'uovo e ogni altro scarto che si produce mentre si cucina, ora li metto direttamente nella ciotola e quando è piena la verso agilmente nel bidoncino. Il piano di lavoro rimane pulito e sgombro, lavoro più velocemente e non devo sprecare il mio tempo a ripulire.
Bello no?

domenica 3 novembre 2013

Novembre - Muffin di Zucca e Spezie con Variante al Cioccolato or Butternut Squash Muffins and a Chocolate Variation

 
Scroll Down for English Version
 
Mi era avanzato un pezzo di zucca butternut squash e ho pensato di fare dei muffin per rimpiazzare una promessa di castagne perché molte si son rivelate essere abitate da "bachetti" bianchi e cicciotti. Le castagne arrivavano dalla Toscana, raccolte dalla sorella n.3 che abita in mezzo al bosco, come le fate, e che ha a disposizione le prelibatezze della natura sulla soglia di casa. Le avevo messe a seccare in garage e le avevo controllate ben bene ma qualche larva deve essermi sfuggita e così sono state contaminate velocemente, lasciandone poche integre. Le ho portate comunque alle cena di ieri sera perché il loro sapore è ottimo, quando non sono abitate da ospiti indesiderati, piccole e tondette, un concentrato do dolcezza. Le abbiamo cotte sui fornelli casa con la padella bucherellata. Abbiamo sporcato un po', questo è innegabile ma il sapore dell'autunno racchiuso nelle castagne è impagabile. Comunque, per tornare ai muffin, visto che le castagne non erano tantissime ho pensato di portare anche un dolcetto. Da un po' volevo provare i muffin con la zucca ed ecco che l'occasione si è presentata. Ho preso la ricetta da un vecchio libro della Demetra intitolato "Muffins & Dolcetti Americani". Ho modificato un po' la ricetta "Muffins speziati alla zucca" e ho anche preparato una versione al cioccolato per chi proprio la zucca in un dolce non se la sentiva di affrontarla. Ho dimezzato le dosi e quindi ho preparato 6 muffin alla zucca e 6 alla zucca al cioccolato. Ho aggiunto delle pepite di cioccolato fondente in entrambe le preparazioni per un tocco di decadenza e devo dire che sono passati a pieni voti, anche dopo un lauto antipasto a base di salumi e tortilla chips con un'ottima salsa piccante preparata dai padroni di casa, una bella pizza e le famigerate castagne.
Ecco la mia ricetta per 6 muffin alla zucca e 6 alla zucca e cioccolato.
 
Per i muffin di zucca:
  • 110 g di farina 00
  • 65 g di zucchero di canna moscovado scuro
  • 35 g di zucchero semolato
  • 1/4 di cucchiaino di sale
  • 1/4 di cucchiaino di mixed spice
  • 1/8 di cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 1/2 cucchiaio di lievito per dolci
  • 55 g di burro ammorbidito
  • 60 g di purea di zucca butternut squash
  • 35 ml di latte
  • 5 ml di aceto di vino bianco
  • 1 uovo
  • 50 g di cioccolato fondente
 
Scaldate il forno a 200°.
Per prima cosa sbucciate la zucca, tagliatela a tocchetti e cuocetela a vapore fino a che risulterà morbida. Dovrebbero volerci circa 10 minuti. Schiacciate la zucca con una forchetta e se è troppo acquosa mettetela in una pentola dal fondo spesso e fatela asciugare per qualche minuto. Mescolate il latte e l'aceto e lasciate riposare per 10 minuti. Tritate il cioccolato fondente grossolanamente. In una ciotola capiente mescolate la farina, lo zucchero di canna, lo zucchero semolato, le spezie, il sale e il bicarbonato. Mescolate bene per amalgamare tutti gli ingredienti. In un'altra ciotola sbattete leggermente l'uovo poi aggiungete il burro e il latte con l'aceto e la zucca, mescolate e poi versate negli ingredienti secchi, incorporate velocemente usando un cucchiaio grande aggiungete le scaglie di cioccolato fondente e mescolate brevemente. Il segreto per avere dei muffin buoni e leggeri sta nel non mescolare troppo il composto. Una volta pronto versate il composto ottenuto in 6 stampini per muffin ricoperti con i pirottini di carta. Io ho usato stampi di silicone che non devono essere imburrati. Cuocete i muffin per circa 20 minuti e fate la prova stecchino per controllare che siano cotti all'interno. Sfornate e dopo pochi minuti toglieteli dallo stampo facendoli freddare su una griglia da pasticcere.
 
Per i muffin alla zucca e cioccolato:
  • 95 g di farina 00
  • 30 g di cacao in polvere amaro
  • 65 g di zucchero di canna moscovado scuro
  • 35 g di zucchero semolato
  • 1/4 di cucchiaino di sale
  • 1/4 di cucchiaino di mixed spice
  • 1/8 di cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 1/2 cucchiaio di lievito per dolci
  • 55 g di burro ammorbidito
  • 60 g di purea di zucca butternut squash
  • 35 ml di latte
  • 5 ml di aceto di vino bianco
  • 1 uovo
  • 50 g di cioccolato fondente
 
Scaldate il forno a 200°.
Per prima cosa sbucciate la zucca, tagliatela a tocchetti e cuocetela a vapore fino a che risulterà morbida. Dovrebbero volerci circa 10 minuti. Schiacciate la zucca con una forchetta e se è troppo acquosa mettetela in una pentola dal fondo spesso e fatela asciugare per qualche minuto. Mescolate il latte e l'aceto e lasciate riposare per 10 minuti. Tritate il cioccolato fondente grossolanamente. In una ciotola capiente mescolate la farina, lo zucchero di canna, lo zucchero semolato, il cacao, il sale e il bicarbonato. Mescolate bene per amalgamare tutti gli ingredienti. In un'altra ciotola sbattete leggermente l'uovo poi aggiungete il burro e il latte con l'aceto e la zucca, mescolate e poi versate negli ingredienti secchi, incorporate velocemente usando un cucchiaio grande aggiungete le scaglie di cioccolato fondente e mescolate brevemente. Il segreto per avere dei muffin buoni e leggeri sta nel non mescolare troppo il composto. Una volta pronto versate il composto ottenuto in 6 stampini per muffin ricoperti con i pirottini di carta. Io ho usato stampi di silicone che non devono essere imburrati. Cuocete i muffin per circa 20 minuti e fate la prova stecchino per controllare che siano cotti all'interno. Sfornate e dopo pochi minuti toglieteli dallo stampo facendoli freddare su una griglia da pasticcere.
 
Con questa ricetta partecipo al seguente contest:
 
http://giornisenzafretta.blogspot.it/2013/10/nuovo-contest-una-zucca-per-te.html?showComment=1383553004413#c2547548771884308843
 
 
English Version
 
I had some leftover butternut squash and thought I'd make some muffins to replace a promise of chestnuts because a lot of the chestnuts I wanted to bring to my friends were inhabited by chubby, white worms. The chestnuts came from Tuscany, collected by sister number 3 who lives in the woods , like the fairies, and she has many of nature’s delights on her very doorstep. I dried the chestnut in the garage and I checked them carefully but I must have missed some larva and so many other chestnuts were contaminated quickly, leaving just a few handfuls intact. I brought the remaining ones to the dinner last night because they taste fantastic when not inhabited by unwanted guests. These chestnuts are small and round, a concentrate of sweetness. We cooked them on the stove using a special pan with holes on the bottom. We made a little mess on the stove, this is undeniable, but the autumn taste of chestnuts is priceless. Anyway, back to the muffins, given that the chestnuts were not many I thought I'd bring along a treat. For some time I wanted to try the pumpkin muffins and this was the perfect opportunity. I got the recipe from an old book edited by Demeter titled " Muffins & other American little cakes". I changed a little the recipe for the " Spicy Pumpkin Muffins " and I also prepared a chocolate version for those who just didn’t want to deal with pumpkin in a cake. I halved the dose and then I made 6 pumpkin muffins and 6 pumpkin and chocolate ones. I added some dark chocolate nuggets in both recipes for a touch of decadence and I must say both versions were really appreciated, even after a hearty starter made of great salami and cold cuts, and tortilla chips with a spicy sauce prepared by the hosts, a nice pizza and the infamous chestnuts.Here is my recipe for 6 pumpkin muffins and 6 pumpkin and chocolate muffins.  
For the pumpkin muffins:
  • 110 g flour 00
  • 65 g of dark brown moscovado sugar
  • 35 g caster sugar
  • 1/4 teaspoon salt
  • 1/4 tsp mixed spice
  • 1/8 teaspoon baking soda
  • 1/2 tablespoon baking powder
  • 55 g butter, softened
  • 60 g of butternut squash puree
  • 35 ml of milk
  • 5 ml of white wine vinegar
  • 1 egg
  • 50 g of dark chocolate
 
Preheat the oven to 200 degrees.
Peel the pumpkin, cut it into small pieces and steam it until soft. This should take about 10 minutes. Mash the pumpkin with a fork and if it is too watery put it in a thick-bottomed pan over moderate fire and let it dry for a few minutes. Mix the milk and vinegar and let it stand for 10 minutes. Coarsely chop the chocolate. In a large bowl , mix together the flour, brown sugar, granulated sugar, spices, salt and baking soda. Stir well to mix all the ingredients. In another bowl, lightly beat the egg and then add the butter, the milk with vinegar and the pumpkin, stir and then pour over the dry ingredients, stir quickly using a large spoon, add the chocolate chips and stir briefly. The secret to good and light muffins is not to over work the mixture . Once ready, pour the mixture into 6 muffin tins lined with paper cups. I used silicone molds which and they don’t need to be greased. Bake the muffins for about 20 minutes and do the toothpick test to check that they are cooked through . Remove from the oven and after a few minutes remove them from the mold and cool on a wire rack.
 
For the pumpkin and chocolate muffins:
  • 95 g flour 00
  • 30 g bitter cocoa powder
  • 65 g of dark brown moscovado sugar
  • 35 g caster sugar
  • 1/4 teaspoon salt
  • 1/8 teaspoon baking soda
  • 1/2 tablespoon baking powder
  • 55 g butter, softened
  • 60 g of butternut squash puree
  • 35 ml of milk
  • 5 ml of white wine vinegar
  • 1 egg
  • 50 g of dark chocolate

Preheat the oven to 200 degrees.
Peel the pumpkin, cut it into small pieces and steam it until soft. This should take about 10 minutes. Mash the pumpkin with a fork and if it is too watery put it in a thick-bottomed pan over moderate fire and let it dry for a few minutes. Mix the milk and vinegar and let it stand for 10 minutes. Coarsely chop the chocolate. In a large bowl , mix together the flour, brown sugar, granulated sugar, cocoa powder, salt and baking soda. Stir well to mix all the ingredients. In another bowl, lightly beat the egg and then add the butter, the milk with vinegar and the pumpkin, stir and then pour over the dry ingredients, stir quickly using a large spoon, add the chocolate chips and stir briefly. The secret to good and light muffins is not to over work the mixture . Once ready, pour the mixture into 6 muffin tins lined with paper cups. I used silicone molds which and they don’t need to be greased. Bake the muffins for about 20 minutes and do the toothpick test to check that they are cooked through . Remove from the oven and after a few minutes remove them from the mold and cool on a wire rack.