martedì 30 ottobre 2012

Trick or Treat - Gratin di Zucca or Pumpkin au Gratin

 
 
Ieri ho intagliato la zucca che avevo comprato in Baviera una settimana fa. Sul ciglio della strada si vedevano ogni tanto dei cumuli di zucche e dei cartelli come quello nella foto sotto. In pratica si potevano comprare le zucche scegliendole, guardando quanto costavano e lasciando i soldi in una cassettina. Un po' come l'Honesty Bookshop di Hay on Wye dove i libri sono negli scaffali all'aperto a disposizione di tutti, niente commessi. Come resistere? Ho scelto la mia zucca, l'ho portata a casa e ieri ho tirato fuori i ferri del mestiere, mi sono messa a intagliare e in poco tempo ho intagliato la mia zucca.
 
 
Ho tenuto la polpa, molto fibrosa e dal profumo poco intenso e l'ho messa da parte per preparare un gratin. Adoro questa preparazione, non so da dove arrivi la ricetta, è un cavallo di battaglia della mamma che lo ha sempre fatto. Io che apprezzo la zucca in ogni sua declinazione devo dire di avere un debole per il gratin e stavolta ho voluto provare a farlo per non sprecare questa zucca poco saporita. Ho chiesto la ricetta alla sorella numero tre e mi sono messa all'opera. La ricetta è semplice e come tutte quelle che ci passiamo chiacchierando al telefono non ha dosi ma è fatto di "un po' di questo e un po' di quello". Sono sicura però che con un po' d'occhio, che quello ci vuole sempre in cucina, sarete in grado di riprodurre questa bontà senza difficoltà. Si parte facendo soffriggere della cipolla tritata e del prezzemolo in un po' di burro. Io ho aggiunto un po' d'olio. Poi si fa a pezzi la zucca sbucciata e la si aggiunge al soffritto. Si sala e si fa cuocere coperta a fuoco moderato fino a che la zucca è morbida. Si mette la zucca cotta in una ciotola, si aggiunge un po' di noce moscata grattugiata, del pepe nero macinato al momento, del parmigiano grattugiato e si assaggia il composto per aggiustare i condimenti. A questo punto si aggiungono due pugnetti di riso, io ho usato del vialone nano ma credo che qualsiasi tipo di riso per risotti vada bene. Poi si aggiungono le uova fino ad ottenere un composto molto morbido. Imburriamo una teglia, la cospargiamo di pangrattato e versiamo il composto nella teglia. Cospargiamo la superficie con dell'altro pangrattato e mettiamo in forno a 180° per circa 30/40 minuti. Fino a che il riso è cotto. Si mangia calda, come contorno a un piatto di carni arrosto, oppure tagliata a piccoli quadrotti come aperitivo o come merenda golosa accompagnata da salumi.
 

Questa foto per dare un'idea della consistenza prima della cottura.

Mettiamoci all'opera...

Ecco la zucca intagliata, ora una pulita, un goccio di colla per ovviare a un "piccolo incidente" di percorso

Ecco la zucca sul balcone in attesa della sera per poter essere illuminata.

lunedì 29 ottobre 2012

A Tutto c'è Rimedio - Passato di Verdura or Mixed Vegetable Soup


Per pranzo ho scongelato del passato di verdura. In estate, quando le verdure sono saporite e mature, preparo dei passati di verdura che congelo e poi via via che l'inverno avanza mi regalo un po' di sapori ricchi e genuini. Il passato di oggi era di colore chiaro e all'assaggio c'era un gusto preponderante di rapa. Anche se le verdure mi piacciono tutte, volevo stemperare un po' questo sapore forte ma soprattutto volevo che il passato fosse denso e vellutato. Al momento di riscaldarlo mi sono accorta che le fibre delle verdure e la parte liquida si erano separate, non so a cosa sia dovuto, forse al tipo di verdura usato, forse all'alta percentuale di liquido nella preparazione. Ho deciso di provare ad addensare il passato con della maizena stemperata in mezzo bicchiere di latte che avrebbe aiutato a rendere il sapore più delicato. Ho anche aggiunto un paio di croste di grana lavate e grattate. Ho scaldato il passato a fuoco moderato mescolando spesso e il risultato è stato davvero ottimo. Il grana ha dato un tocco di sapore e la maizena mi ha regalato la densità che cercavo.

sabato 27 ottobre 2012

Esperimenti - Brodo con il Soffritto or Vegetable Stock

Con le ultime risorse del congelatore ho deciso di fare un bel risotto di zucca. Di solito cucinao il risotto con del brodo di dado vegetale bio e granulare vegetale, ma di dado in questa casa non ce n'è da settimane. Così ho optato per un brodino vegetale veloce fatto in casa, non ci vuole poi molto. Peccato che non c'erano le verdure di base, solo una cipolla in frigo. Che fare? Beh, ho preso 3 bei cubettoni di soffritto (carota, sedano e cipolla) che ho preparato quest'estate e li ho messi in pentola. Ho aggiunto la cipolla sbucciata nella quale ho conficcato un paio di chiodi di garofano, uno spicchio d'aglio, qualche grano di pepe nero, un paio di bacche di ginepro, dei gambi di prezzemolo, una presa di sale marino, ho aggiunto acqua fredda e ho portato a bollore scoperto. Ho fatto sobbollire per 30 minuti e poi ho colato il brodo. E' venuto molto saporito, sembra un po' la minestra di sassi della fiaba, con niente sono riuscita a fare una cosa decente. Certo ho usato l'ultima cipolla per fare il brodo. Ora come lo faccio il soffritto per il risotto? Mmmm, un'ultima ispezione con le testa nel congelatore e ho trovato un barattolino con su scritto sull'etichetta "porro soffritto per risotto". Ora, non è questa fortuna? Ah, anche la zucca era in congelatore, che dire, ora è praticamente vuoto, ma mi sento molto orgogliosa di me stessa, ho nutrito la nostra piccola famigliola con quello che c'era in casa per 2 settimane.
Certo ora una bella spesa ci sta proprio!

venerdì 26 ottobre 2012

Diamo Fondo alla Dispensa - Salamelle, Ceci e Fagioli Rossi in Umido or Sausage Stew with Chickpea and Borlotti Bean


Ecco ritornati dalla mini vacanza in Baviera dove abbiamo passato il tempo vagabondando per le campagne tedesche baciate dal sole. La cordialità della gente, i panorami stupendi e le buone birre ci hanno fatto dimenticare Parigi e lo smacco del volo cancellato. Siamo partiti nel fine settimana e così non abbiamo fatto la spesa, non l'avevamo fatta neppure la settimana prima e così questa è la terza settimana di fila che viviamo di quello che abbiamo nella dispensa e nel freezer. Il frigo è praticamente vuoto, a parte un po' di burro, il grana e della cotognata. Così ho scongelato delle salamelle e ho deciso di farle in umido con i borlotti. Peccato che di borlotti in dispensa neanche l'ombra. E nemmeno di cannellini! Sono andata vedere cosa era rimasto e ho trovato dei ceci e dei fagioli rossi. Potevano andare, dovevano andare per forza, altro non c'era. Così ho spellato la salsiccia, l'ho tagliata a bocconcini e l'ho rosolata in una pentola con un filo d'olio, poi l'ho metta in un piatto e nella stessa pentola ho fatto andare un po' di soffritto e uno spicchio d'aglio tritato, ho aggiunto della passata di pomodoro, sale, pepe e ho portato a bollore. Ho aggiunto la salsiccia, i ceci e i fagioli rossi scolati e sciacquati e ho fatto sobbollire per 15 minuti a fuoco dolce. Verso fine cottura ho aggiunto un po' di erbe di Provenza. Ho servito con del buon pane tedesco di farina di segale che avevo fatto in giornata. Prima di venir via siamo passati da un supermercato in Baviera dove Andrea ha comprato alcune birre e io mi sono lanciata nel reparto spezie e condimenti, ho comprato dei noodles per fare degli stir-fry di carne e verdure e una confezione di questo preparato per fare il pane. Ne ho presa una sola perché non sapevo come sarebbe venuto e con il senno di poi, e dopo l'assaggio, avrei dovuto prenderne di più. Ora dovrò provare a fare questo pane da sola, chissà se ci riuscirò...
 
 
 

mercoledì 24 ottobre 2012

Trick or Treat - Dolcetti di Riso Soffiato or Puffed Rice Treats

 

Anche se in questa via non bazzicano bambini e anche se nessuno suonerà alla porta la sera di Halloween per chiedere dei dolcetti, ho deciso di preparare qualche treat da sgranocchiare. Una versione meno calorica, credo, della torta di riso soffiato e barrette Mars è fatta con il coccolato e il golden syrup. In Italia non l'ho mai trovato ma credo che si possa sostituire con dello sciroppo d'acero o miele dal sapore molto delicato o ancora dallo sciroppo di mais.  Questi dolcetti sono facilissimi da fare e con queste dosi ne vengono circa 14 grandi se li porzionate nei pirottini da muffins, se usate invece quelli per i cioccolatini ne verranno veramente tanti. Sono deliziosi se accompagnati al caffè e a fine cena danno la soddisfazione del dolce senza dover per forza accendere il forno.
Ecco come si fa.
 
  • 60 g di burro
  • 3 cucchiai di golden syrup (o sostituti)
  • 100 g di cioccolato al latte
  • 90 g di riso soffiato
 
Sciogliete il cioccolato nel micro onde o a bagnomaria poi aggiungete il burro tagliato a piccoli pezzi e mescolate fino a che anche questo si è sciolto. Aggiungete il golden syrup e mescolate. Togliete il composto dal fuoco e aggiungete il riso soffiato mescolando delicatamente. Versate il contenuto nei pirottini con l'aiuto di due cucchiai. Fate freddare bene prima di servire. Il composto si solidificherà e i dolcetti saranno pronti per essere gustati.

 

martedì 23 ottobre 2012

Corsi e Ricorsi Storici - Torta di Carote or Carrot Cake


Una delle torte da metà pomeriggio che amo di più. Insieme al banana bread e ad altre fruit cake dense, umide e ricche di sapore che bene si accompagnano al tè delle cinque la torta di carote mi piace perché viene usata una verdura che da piccola odiavo. Mangiavo le carote solo crude e una volta ho rinunciato a un gelato con delle pesche dentro perché credevo che fossero pezzi di carota.
La torta di carote è anche stato il mio primo esperimento culinario da ragazzina e tutto andò per il verso sbagliato fino a che all'assaggio da parte della mia famiglia fu dichiarata la torta più cattiva che avessero mai assaggiato.
Negli anni ho gustato torte di carote ricoperte di glassa, leggere leggere e spolverate di zucchero a velo, robuste e decise decorate con crema di burro. E mi sono piaciute tutte. Così ho deciso di farne una per merenda. All'assaggio Andrea ha detto che è proprio vero, le mie torte di carote sono proprio cattive. La sua opinione però non è imparziale. Si sa che la suggestione delle carote nella torta lo porta a dire che sa di insalata di carote condita con olio sale e pepe! Una critica poco fondata visto che la torta era veramente buona e somigliava nel sapore e nella consistenza alle altre torte che avevo mangiato in passato. Se qualcuno si sentisse coraggioso abbastanza da provare la torta di carote e volesse la ricetta chiedete e sarete esauditi.

sabato 20 ottobre 2012

Ricordi di Vacanze Estive - Pasties di Patate, Formaggio e Cipolle Rosse or Potatoes, Red Onions and Cheese Pasties


Le vacanze estive passate in Cornovaglia e Devon sono state accompagnate dalla ricerca delle pasties che in quelle zone sono un mangiare di tutti i giorni. Le Cornish Pasties sono famose in tutta la Gran Bretagna  e il loro ripieno di carne di manzo e rape, fra le altre cose, le rende inimitabili. Io ho trovato questa ricetta su Goodfood che ultimamente sfrutto moltissimo per dare un tocco diverso alle solite cene e devo dire che, a parte la difficoltà nello stendere la pasta per ottenere dei quadrati della dimensione richiesta, e qui un geometra sarebbe stato d'aiuto, non ho riscontrato nessuna difficoltà. Nella ricetta si diceva di prendere 500 g di pasta brisé ma io ho deciso di farla sa sola. Ne ho fatta un po' di più, e ho congelato quella che è rimasta, la utilizzerò per fare una piccola torta salata.
Ecco la ricetta per 8 pasties, abbastanza per 4 persone.
  • 1 patata grande, tagliata in cubetti da 1 cm
  • 2 carote,tagliate in cubetti da 1 cm
  • 300 g di chutney di cipolle caramellate *
  • 1 cucchiai di foglie di timo tritate (io ho usato solo 2 rametti)
  • 1 cucchiaio di senape di Digione
  • 140 g di formaggio Cheddar grattugiato (io ho usato dell'Emmentaler)
  • 500 g di pasta brisé
  • 1 uovo sbattuto
  • semi di papavero
  • sale
  • pepe
*A meno che non abbiate delle cipolle caramellate a disposizione o un vero chutney, fate come me: prendete 300 g di cipolle rosse, tagliatele sottilmente, mettetele a soffriggere in una padella con una noce di burro e un filo d'olio. Quando sono morbide aggiungete 2 cucchiaini di zucchero semolato e fate cuocere a fuoco vivace fino a che non comincia a caramellizzare, sfumate con poco aceto balsamico e fate cuocere ancora qualche minuto.

Accendete il forno a 190°. Foderate una teglia con della carta da forno. Bollite le patate e le carote in acqua salata per 5 minuti o fino a che non sono tenere. Scolate bene e mettetele in una ciotola. Aggiungete le cipolle, il timo, la senape, il formaggio, una presa di sale e del pepe macinato fresco. Mescolate bene facendo attenzione a non schiacciare troppo le carote e le patate. Mettete in frigo a freddare. Stendete la pasta brisé fino ad ottenere uno spessore di circa 3 millimetri e tagliate la pasta in 8 quadrati di 13 cm di lato. Suddividete il ripieno in 8 parti e mettetene una parte in ogni quadrato di pasta. Con l'uovo sbattuto spennellate i bordi della pasta attorno al ripieno e portare i 4 angoli verso il centro sigillando bene tutti i lati. Spennellate tutta la superficie delle pasties con l'uovo, cospargetele con i semi di papavero e infornate per 30 minuti o fino a che sono ben dorate.
Servite calde con un'insalata mista. Devo dire che a me piacciono anche a temperatura ambiente o leggermente riscaldate sotto il grill del forno.

venerdì 19 ottobre 2012

Vecchie Ricette, Nuovi Giochi - I Passatelli or Passatelli in Vegetable Stock


Ragazzi che bontà!
Non me li ricordavo, li sento sempre decantare dalla sorella numero 4 che quando viene a Mantova ne prende sempre di già fatti, anche se le ho regalato l'attrezzo per farli ma si sa, è un po' pigra, se li trova fatti tanto meglio.
Hanno un sapore antico, mi ricordano le cucina di nonna Teresa, forse hanno un che di stracciatella, quella con il brodo e le uova, non si parla di gelato qui.
Visto che oggi avevo la macchina ho deciso di approfittarne e sono andata a un centro casalinghi dove hanno veramente di tutto. Oltre a prendere un regalino per la sorella numero 3 mi sono comprata l'attrezzo per fare i passatelli. Si tratta di una specie di schiacciapatate ma con i fori più grandi dove si mette l'impasto e si schiaccia direttamente nel brodo in ebollizione. Ma partiamo dall'inizio. Il brodo. Ecco io non sono una grande amante del brodo, soprattutto quello di carne e quindi di solito mi affido a dei buoni prodotti granulari, il più naturali possibile, o dei dadi bio, sempre e solo vegetali che non voglio sapere cosa c'è in quelli di carne. Certo se per tre settimane di fila mi dimentico di comprarli, nonostante siano nella lista della spesa, vuol dire che il brodo va fatto proprio partendo dall'acqua e le verdure. Così ho messo una pentola d'acqua fredda al fuoco, ci ho messo 3 bei pomodorini ciliegini, un cuore di sedano, 2 carote, un ciuffetto di prezzemolo, 1 cipolla infilzata con 2 chiodi di garofano, qualche bacca di ginepro, 1 foglia di alloro, qualche grano di pepe nero e una presa di sale marino. Ho portato a ebollizione e ho fatto cuocere per circa 30-40 minuti con il coperchio a metà, che non mi ricordavo se il brodo si cuoce coperto o scoperto e ho optato per una via di mezzo. Ho filtrato questo brodo saporito e ne ho messo un po' in una pentolina. Poi ho fatto la ricetta che si trova sul retro della scatola, dimezzandola e invece che per due persone a me la quantità è venuta per una scodella di passatelli tutti per me. Va detto che quello è stato il mio pranzo, non ho mangiato nient'altro, magari se ci fosse stato un secondo con un contorno, come si faceva una volta, o magari si fa ancora nelle case più tradizionali rispetto alla mia, allora in quel caso la dose sarebbe stata sufficiente anche per due persone.
Ho dovuto andare a naso con il grana che è menzionato negli ingredienti, senza specificare la dose, ma poi non si ritrova nella ricetta. Ecco come ho fatto. In una ciotola ho sbattuto un uovo, ho messo 2 cucchiai di pangrattato, 2 cucchiai di grana grattugiato, mezzo cucchiaio di farina e una presa di sale. Ho mescolato bene e ho messo l'impasto nell'attrezzo per i passatelli, l'ho messo sopra la pentola con il brodo e ho premuto. Con il coltello ho tagliato i passatelli che sono caduti nel brodo e sono rimasti staccati gli uni dagli altri. Il mio timore era che si sarebbero incollati al coltello e fra di loro ma non è successo. Ho raccolto l'impasto rimasto sulle pareti dell'aggeggio, bisognerà trovargli un nome migliore, e ho schiacciato anche questo facendo dei mini passatelli che ho buttato nel brodo. Ho fatto cuocere per 10 minuti e li ho serviti....a me stessa. Un sapore di casa, d'inverno, di cucina economica. Tanti bei ricordi evocati da questo piatto che mi era quasi sconosciuto.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta:

 

giovedì 18 ottobre 2012

Ricette Rubate - Focaccia Morbida or Soft Rosemary Focaccia


Qualche giorno fa sono stata in libreria e sfogliando un libro sul pane ho visto una ricetta per la focaccia che mi piaceva. L'ho solo intravista e non ho letto bene il procedimento anche se in questa libreria ci sono divanetti dove sedersi per poter sfogliare i libri tranquillamente. Mi sono rimaste impresse però le proporzioni di farina e acqua e parte del procedimento così ho deciso di provare a farla prima di dimenticare tutto. Chissà poi se  era proprio così...
Non ricordo neppure il nome del libro!
Il risultato è stato golosissimo e devo dire che se non avessi lasciato il forno a temperature infernali e la focaccia non si fosse colorita un po' troppo, questa sarebbe stata forse la più buona focaccia che abbia mai fatto.
Ecco più o meno come dovrebbe essere.
  • 200 g di farina forte
  • 150 ml di acqua tiepida
  • 1 cucchiaino di sale
  • qualche grammo di lievito granulare (io ho messo mezzo cucchiaino)
  • 50 ml di olio extravergine d'oliva
Fate sciogliere il lievito nell'acqua e lasciatelo a riposare per 5 minuti per farlo attivare. Mescolate farina e sale in una ciotola e poi versare al centro della farina l'acqua con il lievito. Con una spatola incorporate l'acqua alla farina fino a che otterrete un  impasto appiccicoso. Togliete dalla ciotola, incorporate bene tutta la farina e ungete la ciotola con 1/3 dell'olio. Mettere l'impasto nella ciotola coprite e fate lievitare per 1 ora. Passato questo tempo prendete un lembo dell'impasto e tirate, poi piegatelo sulla pasta. girate la ciotola di un quarto di giro tirate un lembo della pasta e ripiegatela. Versate un altro terzo di olio nella ciotola e coprite per un'altra ora, ripetete questo procedimento altre 2 volte. Passato questo tempo accendete il forno a  240° prendete l'impasto delicatamente per non sgonfiarlo troppo, mettetelo su una teglia unta e schiacciatelo con la punta delle dita cercando di stenderlo senza forzarlo troppo. Cuocete per circa 20-30 minuti. 
Nel mio forno anche una temperatura di 220° può andar bene per cuocere questa focaccia.
Come prima prova ho deciso di insaporire la focaccia con del rosmarino e del sale Maldon, il risultato è stato strepitoso. Una focaccia gonfia e morbidissima che sapeva di olio d'oliva senza essere unta. Veramente degna di una signora merenda.


mercoledì 17 ottobre 2012

Colori Autunnali - Zuppa di Peperoni Rossi e Focaccia Veloce or Red Pepper Soup with Fast Focaccia


Ultimamente mi capita di cucinare zuppe o creme di verdura almeno una volta a settimana e lo faccio con molto piacere. Adoro cominciare un pranzo o una cena con una portata calda da accompagnare a una focaccia o uno stuzzichino veloce. Se poi la zuppa è tutta la cena basta farne un po' di più, due belle ciotole a testa e un po' di frutta o un crumble per dessert e il pasto è sistemato. Direttamente dal mio libro sulle zuppe ecco la ricetta per 6 porzioni.
  • 4 peperoni rossi
  • 3 cucchiai di olio d'oliva
  • 1 grossa cipolla tritata
  • 2-3 spicchi d'aglio tritati
  • 400 g di pomodoro a pezzi in scatola
  • 900 ml di brodo vegetale
  • 2 cucchiai di aceto balsamico
  • sale
  • pepe

Grigliate i peperoni poi metteteli in un sacchetto di plastica e sbucciateli appena sarà possibile maneggiarli. Scaldate l'olio in una pentola  e soffriggete la cipolla a fuoco basso per 5 minuti. Unite l'aglio e fate cuocere per 1 minuto poi aggiungete il pomodoro e i peperoni tagliati a listarelle. Aggiungete il brodo, l'aceto, il sale e pepe. Portate a ebollizione e , coprite, abbassate la fiamma e fate sobbollire per 30 minuti. Una volta che la zuppa è cotta passatela al passaverdura o usate un frullatore a immersione. Servite con pane rustico o focaccia come ho fatto io. Pane in casa non ne avevo e neppure il tempo per fare un impasto da far lievitare. Così ho fatto una focaccia veloce senza lievito di birra, e devo dire che l'accoppiata è stata vincente.

martedì 16 ottobre 2012

Accompagnamenti - Purè di Patate alle Erbe or Herbed Mash Potatoes

 

A noi le patate piacciono in tutte le loro declinazioni, dalla frittura al vapore, bollite, trifolate, arrostite, ripiene, trasformate in gnocchi o semplici e saporite puree. Ecco una versione che veniva suggerita da Goodfood come accompagnamento per il manzo alla birra con cipolle che ho fatto domenica. Non ho esitato e ho seguito il consiglio. Ho dovuto barare per ricreare al meglio questa ricetta che richiede l'uso del latticello che io qua proprio non trovo. Così l'ho sostituito con del latte in cui ho versato un po' di succo di limone per ricreare il sapore vagamente acido del latticello.
Ecco le dosi per 4 persone
  •   900 g di patate pelate e tagliate a cubetti
  • 50 g di burro
  • 100 ml di latticello (1 cucchiaio scarso di succo di limone e latte, mescolate e fate riposare per 5 minuti)
  • 1/2 cucchiaino di noce moscata grattugiata
  • 2 cucchiai di erbe aromatiche miste tritate ( prezzemolo, aneto, erba cipollina)
  • sale
  • pepe
Cuocere le patate a vapore per circa 15 minuti o fino a che non sono tenere. Passatele allo schiacciapatate e mettetele in una pentola dove avrete metto a sciogliere il burro, mescolate e aggiungete il latticello o il latte al quale avrete aggiunto il limone. Mescolate bene e fate scaldare bene la purea di patate. Tritate le erbe e aggiungetele al composto appena prima di servire insieme a una presa di sale, pepe e la noce moscata. Lo so che è una ricetta semplice e forse anche un po' banale ma vale la pena prendere in considerazione che con piccoli ritocchi anche una semplice cosa come un purè di patate può fare la differenza.

lunedì 15 ottobre 2012

Sunday Lunch - Stufato di Manzo alla Birra con Scalogni or Beef and Shallots Simple Stew


Oggi non vi presento il mio menù per la settimana perché questa per noi sarà breve e non vale la pena pianificare per pochi giorni. Venerdì partiamo alla volta dell'Alta Baviera, dopo aver digerito la delusione del viaggio per Parigi sfumato a causa della cancellazione del volo.
Spaziamo in giro per l'Europa e non solo con la fantasia ma anche in cucina.
La nostra passione per i pranzi all'inglese stavolta mi ha portato a provare questa ricetta che mi sembrava semplice da fare e adatta perciò al pranzo domenicale senza dover star troppo dietro ai fornelli. Presa dal numero di novembre dell'incomparabile Goodfood, ecco il procedimento e le dosi per 6 persone.
  • una noce di burro
  • 1-2 cucchiai di olio d'oliva
  • 12 cipolline (io ho usato gli scalogni)
  • 1 cucchiaino di zucchero di canna muscovado
  • 1.5 kg di manzo per spezzatino
  • 2 cucchiai di farina
  • 500 ml di birra (in UK quando si parla di birra ci si riferisce alla Ale, birra rossa e mai alla birra chiara)
  • 500 ml di brodo di manzo (io ho usato un dado vegetale bio)
  • 1 bouquet garni (fatto da rametti di timo, prezzemolo e rosmarino)
  • sale
  • pepe
Premetto che la ricetta prevede la cottura della carne in forno ma visto che io avevo la lavatrice in azione ho deciso di cuocerla sul fornello ed è venuta benissimo ugualmente, con le stesse 2 ore di cottura. Comunque qui vi indico il procedimento come da ricetta, decidete voi.
Accendete il forno a 150°.
Scaldate il burro e l'olio in un tegame che può essere messo in forno e che abbia un coperchio. Aggiungere le cipolle e far colorire. Mescolate di tanto in tanto e cuocete per 5 minuti. Aggiungere lo zucchero e cuocere per altri 5 minuti a fuoco basso. Togliere le cipolle dal tegame, e usare quest'ultimo per dorare la carne, aggiungete ancora un po' olio se necessario. Se il tegame non fosse grande abbastanza cuocete la carne poca per volta. Una volta che tutta la carne è stata dorata rimettetela nel tegame, aggiungete le cipolle e la farina. Mescolate bene poi aggiungere la birra e abbastanza brodo per coprire la carne. Aggiungete il bouquet garni a questo punto. Io ho legato tutte le erbe e poi le ho mette in una garza in modo che non si disperdessero. Aggiungete una presa di sale e del pepe macinato fresco portate a ebollizione e poi mettete il tegame in forno chiuso con il coperchio e fate cuocere la carne per 2 ore.
 
A me la carne cotta in questo sugo fatto di birra e brodo è piaciuta molto, tenera come uno spezzatino, delicata ma con un lieve sentore di cacciagione. L'ho trovata molto buona accompagnata da un ottimo purè di patate irrorato dal sugo di cottura. Mi ha saziata e lasciata soddisfatta. Per Andrea l'insieme era forse un po' blando. La prossima volta che proporrò questo tipo di cottura credo che preparerò un fondo più saporito usando un po' di soffritto misto.
E dopo pranzo, come nella miglior tradizione inglese, siamo andati in campagna a fare una passeggiata lungo le sponde del fiume Mincio.
 

venerdì 12 ottobre 2012

Chi ben comincia... - Mele a Colazione or Apples for Breakfast


Ho letto su Goodfood di ottobre questo modo di preparare le mele per averle pronte la mattina per la prima colazione. Io sono pigrissima quando si tratta di preparare la colazione e avere qualcosa a portata di mano che con l'aggiunta di un po' di yogurt e cereali diventa una colazione gustosa e soddisfacente non è cosa da poco così ho comprato le mele e le ho preparate. Una meraviglia con lo yogurt greco, e ancora di più nella versione che ho preparato sostituendo l'uvetta con un paio di cucchiai di mincemeat, non carne macinata come qualcuno potrebbe pensare la il ripieno per le mince pies che preparo ogni Natale.
Eccola ricetta originale che è è veramente deliziosa.
  • 500 g di mele non troppo dolci
  • 50 g di uvetta
  • 2 cucchiai di acqua
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
 Sbucciate le mele e tagliatele a tocchetti, mettetele in una piccola pentola con tutti gli altri ingredienti e cuocere coperte per circa 5 minuti o fino a che le mele cominciano a diventare soffici ma non si spappolano. Lasciatele freddare e mettetele in un contenitore in frigo dove possono essere conservate fino a una settimana.  
Da servire con dello yogurt, cosparso di semi misti e a seconda di quello che vi dice la fantasia mattutina.
 
 
con questa ricetta partecipo alla raccolta:
 

giovedì 11 ottobre 2012

A Cavallo delle Stagioni - Risotto alla Vogherese

 
Sul numero di ottobre di Sale&Pepe ho trovato molte ricette interessanti che ho deciso di sperimentare. Stavolta è il caso del risotto alla vogherese che mi ha ispirata per l'uso dei peperoni che non so cosa c'entrino con Voghera, ignoranza mia. Pare sia un risotto tradizionale di quelle parti e visto che in questa casa i risotti sono molto apprezzati ecco che è entrato nel menù della settimana. La ricetta p semplice il gusto intenso che ammicca ancora all'estate con questo buon sapore di peperoni e il profumo del timo. Lo consiglio vivamente. Quanto ci vuole mai a cucinare un risotto? Un poco più di preparazione e avrete un piatto da invito che farà contenti tutti i vostri commensali.
Ecco le dosi per 4 persone.
  • 320 g di riso carnaroli (io ho usato il vialone nano)
  • 2 peperoni (qui non specifica il colore, nella foto sono rossi e gialli)
  • 1 pomodoro
  • 1 litro di brodo
  • 1 mazzetto di timo (ne ho usati solo 2 rametti)
  • 30 g di grana grattugiato
  • 50 g di burro
  • olio extravergine d'oliva
  • sale
  • pepe
Tagliate i peperoni e il pomodoro a pezzettini,  metteteli in una padella con un filo d'olio, un pizzico di sale e  cuoceteli per 15 minuti. Passate 1/3 degli ortaggi al passaverdure (io ho dato una frullata con il minipimer). Nella stessa casseruola ho fatto saltare il riso, poi l'ho cotto con il brodo caldo. Verso la fine della cottura ho aggiunto il passato di peperoni, i peperoni a pezzi, le foglie di timo e poi ho mantecato con il burro e il grana. Semplice semplice e supergustoso.

mercoledì 10 ottobre 2012

Comfort Food - Crumble di Susine & Mandorle or Red Plums and Almond Crumble


 


 
 
Ho scoperto questo tipo di dessert in UK. Spesso i crumble che si trovano nelle mense o nei locali meno sofisticati sono mattonici della frutta lessata e poco saporita sotterrata da uno strato spesso di pallida pasta sbriciolata che appiccica la lingua al palato. Questa non è la migliore presentazione per allettare qualcuno a provare una cosa nuova, mi sento come l'Artusi che descrive lo strudel come un "serpentaccio", ma la mia esperienza con i crumble è iniziata così. Sentivo tanti amici che ne decantavano le lodi e poi mi scontravo con la triste realtà e non capivo cosa ci fosse di speciale in questo dolce tiepidino e poco saporito. Poi ho assaggiato un crumble fatto veramente bene, con la frutta saporita, la copertura leggera e croccantina, accompagnato da una pallina di gelato alla vaniglia per contrastare la consistenza briciolosa del dolce e la sua temperatura e mi sono innamorata di questa preparazione semplice ma che solleva gli animi quando fuori non splende il sole e le giornate si fanno più corte.
Ho trovato questa ricetta su Goodfood online e ho deciso di aprire la stagione dei crumble con le susine che aspettavano da un po' nella fruttiera.
Ecco le dosi per una piccola teglia per 4 persone.
  • 6-8 susine tagliata a metà, denocciolate e poi in quarti
  • 4 cucchiai di zucchero di canna
  • 100 ml di succo d'arancia (io ho usato succo di mela perché mi sembrava che ci stesse meglio)
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
Per il crumble:
  • 150g di farina
  • 75g di burro
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
  • 4 cucchiai di fiocchi d'avena
  • 50 g di mandorle in scaglie (io ho usato mandorle intere e le ho tritate)
 

Accendete il forno a 180°. Mettete le susine, lo zucchero, il succo e la cannella in una pentola, mescolate e scaldate per 3-4 minuti fino a che lo zucchero si scioglie. Mettete il composto in una piccola teglia di ceramica o 4 tegamini individuali.
Nel mixer mescolate il burro e lo zucchero fino ad ottenere un composto che assomigli a briciole di pane (crumbs appunto), poi unite lo zucchero, l'avena e le mandorle. Io avevo anche un comporto di zucchero e cannella e ne ho aggiunto un cucchiaio. Versate il mix sulla frutta in maniera omogenea poi cuocete in forno per circa 20-25 minuti o fino a che la frutta sotto bolle e l'impasto diventa dorato e croccante. Servite tiepido. A noi piace anche a temperatura ambiente, la mattina a colazione.
 

venerdì 5 ottobre 2012

Sapori Autunnali - Zuppa di Cavolo con Crostini all'Aglio or Savoy Cabbage Soup with Garlic Croutons


Autunno tempo di zuppe. Adoro le mezze stagioni: le giornate sono ancora belle, come nel caso di questo inizio ottobre, ma la sera la temperatura scende e si ha voglia di qualcosa di caldo. Io, essendo amante delle verdure, mi crogiolo e provo tutte le varianti di zuppe e vellutate, passati e minestroni. Andrea mi segue in questo viaggio culinario, a volte con piacere, a volte sognando fumanti piattoni di pasta. E così io lavo, mondo e taglio verdure, le soffriggo, le braso, le salto e le cuoco fino ad ottenere piatti dai profumi invitanti con piccole decorazioni gustose e interessanti per il contrasto delle consistenze.
Ecco a voi l'ultima zuppa provata presa dal libro "200 Zuppe Super".
 
Per 8-10 porzioni
  • 50 g di burro
  • 1 cipolla tritata
  • 2 carote a fette
  • 500 g di cavolo verza senza le coste più dure
  • 1.2 di acqua
  • 600 ml di brodo vegetale
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • 300 g di patate tagliate a fette
  • noce moscata grattugiata
  • sale
  • pepe

Per i crostini:
  • 6-8 fette di pane senza crosta
  • 6-8 cucchiai di olio d'oliva
  • 3 spicchi d'aglio a fette

Fondete il burro e soffrigete la cipolla per 5 minuti. Aggiungete le carote e il cavolo, riservare due foglie per la guarnizione, e mescolate. Cuocete per 2 minuti. Unite l'acqua, il brodo, il succo di limone, le patate, sale, pepe e noce moscata. Portate a ebollizione, abbassate la fiamma e coprite. Cuocete facendo sobbollire per 35 minuti. Riducete il composto in purea con un frullatore a immersione. Se necessario aggiungete ancora un po' d'acqua.
Per i crostini tagliate il pane a dadini di 1 cm, scaldate l'olio in una padella, fate soffriggere l'aglio per 1 minuto po aggiungete il pane e cuocete fino a doratura mescolando presso. Togliete il pane dalla padella e mettetelo a scolare su carta assorbente. Eliminate l'aglio dalla padella, tagliate le foglie di cavolo che avevate riservato e saltatele nell'olio bollente friggendole fino a che diventano croccanti. Servite la zuppa con i crostini di pane e il cavolo fritto.

Naturalmente io ho ridotto le porzioni e ho aggiunto uno zucchinetto che ho trovato in frigo. A me è piaciuta molto, ma non faccio testo.

giovedì 4 ottobre 2012

Esperimenti - Cecina con le Cipolle or Chickpea and Onion Savoury "Tarte"


Era nel piano del menù della settimana ed è stata inserita per soddisfare una curiosità. Per me la cecina è semplice, solo farina di ceci, acqua, sale, pepe e olio extravergine d'oliva. Però ho visto questa ricetta e il tarlo s'è insinuato. Visto che Andrea adora la cecina ho deciso di provare. A me è piaciuta molto, Andrea non ha apprezzato il profumo d'aceto che le cipolle sprigionavano. E dire che la ricetta ne prevedeva 100 ml e io ne ho usato poco più di un cucchiaio. Mi è piaciuta talmente tanto che la rifarò, omettendo l'aceto e magari aggiungendo delle erbe aromatiche, devo ancora decidere quali, ma la rifarò.
Ecco la ricetta che ho trovato sul numero di ottobre di Sale&Pepe:
 
Per 6 persone
  • 330 g di farina di ceci
  • 1 grossa cipolla rossa
  • 4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • 1 dl di aceto
  •  sale
  • pepe
Stemperate la farina di ceci in una ciotola con 9 dl di acqua e far riposare 1 ora togliendo la schiuma che si forma. Sbucciare la cipolla e affettarla sottilmente, cuocerla brevemente con 2 cucchiai di olio, 1 cucchiaio di acqua e 1 dl di aceto. Ungete 2 teglie da 26 cm di diametro con poco olio, suddividete la pastella nelle teglie, salate, distribuite sopra le cipolle e un filo d'olio. Cuocete in forno a 220° per 30 minuti. Servite con abbondante pepe macinato al momento.
 
Io ho usato una teglia rettangolare e la cecina è venuta abbastanza sottile, con la superficie croccante e l'interno morbido. Come vi dicevo ho messo poco aceto e si sentiva comunque molto anche se l'ho fatto sfumare. Se è un sapore che a voi piace seguite la ricetta altrimenti omettetelo. Accompagnata da un'insalata mista e della carne è un ottimo piatto unico.

Lieto Fine - Il Gatto e la Noce or The Cat and the Walnut


Questo placido gattone è responsabile di svariati misfatti compiuti nella nostra casa. Da tre anni a questa parte abbiamo condiviso i nostri spazi con Mr Peabody, un micio simpatico e molto molto vivace. Sapevamo, quando lo abbiamo preso che avrebbe esplorato la casa e non ci sarebbero stati limiti, e così è stato. Sapevamo che qualche gingillo in giro per la casa sarebbe stato sacrificato, e così è stato. Sapevamo che il divano sarebbe diventato il bersaglio delle sue unghie, e così è stato. Quello che non sapevamo è che per attirare la nostra attenzione si sarebbe messo a graffiare gli infissi di porte e finestre! Ora, abbiamo cercato di incanalare la sua energia addobbando la casa con giochi adatti a lui, palline morbide, topini di stoffa, tigri a molla appese alle sedie, palline gialle delle sorprese degli ovetti Kinder con dentro un sonaglino e attrezzate di alette di feltro. In più lo spazzoliamo, ci giochiamo, lo coccoliamo e lui sembra gradire, ma ogni tanto quel grattare torna alla mente e così in giro per la casa ci siamo ritrovati con mensole e infissi firmati Mr P.
Avevo pensato di comprare quei pennarelli che si usano per coprire i graffi sul legno ma non ne avevo trovati del colore che volevo io e poi costano un occhio della testa. Così ho indugiato e rimuginato fino a che ho letto da qualche parte che se si prende una noce, la si apre e si struscia la polpa sul legno rovinato i graffi spariscono.
Stamani ho deciso che era il momento di provare e... ha funzionato!!!
L'olio rilasciato dalla noce liscia e nutre il legno che si ammorbidisce e i graffi, quelli più superficiali, spariscono. I graffi profondi rimangono, forse bisognerebbe mettere un po' di turapori, ma quelli superficiali, che si vedono e sono ruvidi al tatto sono spariti.
E dire che bastava una noce!

mercoledì 3 ottobre 2012

Scambio d'Identità - Le Brioches che Credevano di Essere Ciambelle or Doughnuts Made with Brioche Dough


Dopo aver ricevuto via email la notizia che il nostro volo per Parigi era stato cancellato io e Andrea abbiamo deciso che non ci saremmo crogiolati nella delusione ma che avremmo reagito e avremmo pensato a una meta alternativa. Stiamo ancora pensando, a 18 giorni dalla partenza e nel frattempo io ho deciso di addolcire l'amara pillola con questo dolcetto. In casa al momento ne sono rimaste solo 4 che nel pomeriggio ne ho distribuite a nonne e suoceri. Ho usato un preparato per brioches come base, ho aggiunto gli ingredienti freschi e dopo la prima lievitazione di 15 minuti ho preparato queste ciambelle stendendo l'impasto dello spessore di circa 1 cm, e tagliandolo con un coppapasta e facendo il foro al centro con un bicchierino da  liquore.
Forse mi dovrei comprare dei tagliabiscotti rotondi di diverse misure... ma non ci distraiamo e torniamo alle nostre ciambelle. Le ho fatte lievitare sotto un canovaccio pulito per circa 1 ora e 15 minuti. Nel frattempo ho acceso il forno a 180°. Le ho spennellate con uovo sbattuto a cui avevo aggiunto un cucchiaino di essenza di vaniglia e poi le ho fatte cuocere per 12. Una volta cotte le ho spennellate con un po' di latte e le ho passate nello zucchero vanigliato. Leggere leggere, di ottimo sapore, sono una merenda o una colazione favolosa. Certo, si potevano anche friggere volendo ma non ne avevo voglia e poi le cose fritte son buone lì per lì, Andrea non avrebbe potuto apprezzarle e le calorie sarebbero schizzate alle stelle così questo è stato un buon compromesso. La prossima volta voglio provare ad aggiungere della scorza grattugiata di limone o arancia all'impasto e magari farne qualcuna ripiena, a mo' di bombolone. Che sia un po' presto pensare al carnevale?

martedì 2 ottobre 2012

Benvenuto Autunno - Sugolo or Grape Juice Pudding

 
Scroll Down for English Version
 
Non mi ricordo di aver mai mangiato il sugolo prima di venire a vivere a Mantova e si che da noi in Toscana ce ne sono di vigneti. Forse perché non vengo da una famiglia di estimatori di vino e quindi più che mangiare l'uva e bere qualche bicchiere nelle occasioni speciali, non siamo mai stati così familiari con i frutti del vigneto. Ricordo una vendemmia fatta da piccola, con le mani appiccicose di acini scoppiati e le api che gironzolavano in mezzo a tutto quel nettare. C'è la marmellata di uva fragola che fa sempre mia mamma, buona e a mio avviso meglio dell'uva fragola fresca che ha quel sapore strano di "Big Babol" che non mi è mai piaciuto molto. E poi Andrea un giorno ha comprato il sugolo. L'ho assaggiato questa specie di budino di uva e devo dire che non ne sono rimasta molto entusiasta. Non so, è una via di mezzo aliena per me, né dessert, né frutta. Forse non lo capisco bene e nel frattempo lo mangio, in attesa di prendere una decisione. In questi giorni al mercato contadino prendevano le ordinazioni per il mosto per fare il sugolo e così abbiamo deciso di provare, è semplicissimo e così mi son detta "perché no?". Siamo tornati a casa con il nostro litro e mezzo di mosto e abbiamo seguito le indicazioni della nonna di Andrea che è stata concisa: "un cucchiaio di farina per ogni bicchiere di mosto".
Ecco come si procede.
Mettete la farina in una pentola con il doppio fondo. Versate a poco a poco il mosto filtrato e mescolate con una frusta in modo da avere un composto liscio e senza grumi. Se però dei grumi si dovessero formare niente paura! Qualche secondo di frullatore a immersione basterà per dissolverli.
Mettete il composto sul fuoco e mescolate in continuazione con un cucchiaio di legno, proprio come fareste per un budino, fino a che il composto comincia a bollire piano e ad addensarsi. A questo punto togliete dal fuoco e versate in composto in pirottini di alluminio o di ceramica precedentemente bagnati. Lasciate intiepidire e mettete in frigo fino al momento di servire. Si conserva in frigo per qualche giorno.
Devo dire che il sugolo casalingo mi è piaciuto, bisogna farlo andare a fuoco moderato in modo che la farina abbia modo di cuocersi e non si senta il suo sapore una volta che si è addensato. Il colore rosso intenso è bellissimo e la consistenza vellutata.
Forse mi piace veramente...
 
English Version

 
I don’t remember ever having sugolo - a kind of grape juice pudding, before I came in Mantua and that is a bit strange as we have lots of vineyards in Tuscany, which is where I come from. It might be because I come from a family that doesn’t really appreciate wine, we’re more of a grapes eater and moderate, as in special occasion, wine drinkers so we have never been so familiar with the vineyard’s bounty. I remember taking part to a grape harvest when I was a child, sticky hands and bursting grapes, hovering bees binging on all that nectar. There's fox grape jam made by my mum and I like it more than the actual grape that in my mouth tasta like "Big Babol" chewing gum and I never really liked it. Then one day Andrea bought some sugolo. I tasted it and I must say that I was not very impressed by it. I don’t know, it’s a bit alien to me, not a real dessert neither a fruit. Maybe I didn’t catch its essence so I decided to keep on eating it until I come up with a decision whether I like it or not. These past few days they were taking orders for grape juice at the farmer's market and so we decided to try and make our own sugolo, it's easy and so we got some. We returned home with our litre and a half of juice, and we followed Andrea’s grandma’s directions: "a tablespoon of flour for every glass of juice."
Here's how sugolo is made.
Put the flour in a heavy bottom saucepan. Pour the filtered juice little by little stirring with a whisk in order avoid any lump. If you got some lumps don’t worry though, and dissolve them with an immersion blender.
Put the mixture on the stove and stir constantly with a wooden spoon, just as you would for a custard until the mixture begins to boil and thicken up. Remove from heat and pour the mixture into disposable aluminium baking cups in or little ceramic ramekins previously wet. Let cool and refrigerate until ready to serve. It keeps in the fridge for a few days.
I must say that I liked homemade sugolo. It should be cooked over a moderate heat so that the flour has time to cook and can’t taste it once the sugolo is cooked. Its deep red colour is beautiful and the texture is so velvety.
Maybe I really like ...

lunedì 1 ottobre 2012

Menu della Settimana or Weekly Menu

Ecco qua.
Ho deciso di essere più professionale nell'organizzazione dei pasti e così ho preparato un file e ho messo giù delle idee. Questi piatti rispecchiano i gusti della nostra famiglia, la stagionalità degli ingredienti e le mie letture del momento. Ho dovuto giostrarmi anche con le varie attività settimanali e le esigenze sportive di Andrea e così questo è il nostro menù per la settimana. Il fatto di iniziare con la domenica è puramente organizzativo. Di solito facciamo la spesa il sabato e così la domenica è il primo giorno utile per cucinare le vettovaglie fresche. Tutto qui.
C'è qualcuno là fuori che legge questo blog che organizza i pasti della settimana?
Idee?
Suggerimenti?