lunedì 27 febbraio 2012

Segni di Primavera - Carbonara di Verdure & Variante or Vegetable Carbonara and a Variation


Sento odore di primavera e mi comporto di conseguenza cercando piatti pieni di verdure e colori. Qualche anno fa io e Andrea abbiamo pensato di sperimentare con le verdure che avevamo in frigo e farne un sughetto per condire la pasta. Forse a causa del mio smodato amore per la "cubettatura" delle verdure ci è venuto in mente che potevamo sostituirla alla pancetta e fare una carbonara senza carne. L'esperimento ci è piaciuto talmente tanto che abbiamo reiterato questa ricetta molte volte, variando le verdure in base a quanto avevamo a disposizione. Ci piace, ci piace, ci piace in barba a quanti odiano che i  piatti vengano stravolti. Abbiamo mantenuto la tecnica di soffriggere le verdure e, una volta cotta la pasta, l'abbiamo mantecata con l'uovo sbattuto e insaporito con una bella manciata di grana e una macinata abbondante di pepe. Un piatto molto gustoso, non propriamente leggero ma, per sentirci meno in colpa, quando lo cuciniamo facciamo piatto unico. Il mix di verdure che per noi funziona meglio è il seguente:
  • porri
  • peperoni rossi
  • peperoni gialli
  • zucchini
  • carote
Ai porri si possono sostituire cipolle, cipollotti o scalogni, si possono mettere anche sedano o melanzane, sedano rapa, broccoletti o cavolfiore e ancora fagiolini e piselli.
Le possibilità sono infinite!

Con le stesse verdure poi io faccio delle gustosissime frittate soffriggendo le verdure prima poi mischiandole con l'uovo sbattuto e via di nuovo nella padella. Sono deliziose accompagnate da radicchio o insalate miste. Buonissime anche fredde, sopra una fetta di pane tostato per una merenda sostanziosa, un picnic o, tagliate a quadrotti, sono ideali per un aperitivo o una cena in piedi.

giovedì 23 febbraio 2012

Di Libri e di Riviste - Minestra di Ceci or Chickpea Soup



Ho deciso di sfruttare di più tutti i libri e riviste di cucina di cui mi circondo. Ogni settimana cercherò di cucinare almeno una ricetta prendendoli come spunto o copiando spudoratamente!
Questa settimana è la volta della minestra di ceci. E'è un sapore che amo smodatamente anche se non legato a episodi particolari o al passato. Mia mamma ha sempre odiato la minestra di ceci e non ce l'ha mai fatta quando eravamo piccole, così da grande ho scoperto questo gusto rustico e un po' ruvido di questa minestra.
Ho da parte dei quadratini di pasta all'uovo che ho ricavato, come faceva nonna Teresa, dagli avanzi della sfoglia che avevo fatto per i tortelli di zucca e ricotta.
Dal libro "Toscana a Tavola - cibi e vini" edito da Meravigli. Regalo di Andrea, questo libro è stato stampato sulla carta paglia, la bellissima carta gialla su cui si scolavano i fritti. Le ricette sono un po' vaghe, i tempi di cottura spesso non vengono dati, ma i procedimenti sono semplici. Una cosa buffa è che nella spiegazione delle ricette lo scrittore si rivolge al lettore dandogli del LEI.
Riporterò la ricetta pari pari, perché trovo che sia fantastica.
Minestra di Ceci
Ingredienti (4 persone):

ceci secchi (metta ad ammollare i ceci per abbondanti 24 ore in acqua fredda o tiepida) gr. 200, pasta (a scelta può usare tagliatelle, orecchiette o pasta di piccolo taglio) gr. 200, uno spicchio d'aglio, un rametto di rosmarino, pomodoro in conserva (una cucchiaiata), olio d'oliva (tre cucchiaiate), sale
Lavi i ceci ammollati, li cuocia in un litro e più di acqua bollente con poco sale. Una volta ultimata la cottura dei ceci ne passi la metà al setaccio e li faccia cadere nella pentola. Ora faccia soffriggere l'olio con il rosmarino e l'aglio. Quando questo s'imbionda aggiunga la conserva di pomodoro e 1/2 bicchiere d'acqua (meglio ancora se farà sciogliere il cucchiaio di conserva nel bicchiere d'acqua). Metta il sugo nella pentola dei ceci, aggiunga i ceci interi, assaggi e a sua discrezione metta sale e pepe. Unisca la pasta, che lascerà cuocere per non molto tempo e tenga presente che questa minestra dovrà risultare abbastanza densa.
Non è bella questa ricetta? Sembra uscita dalle pagine dell'Artusi.

giovedì 16 febbraio 2012

Frettolosamente - Brioche senza Burro or Brioche without Butter


Nei giorni scorsi, vagabondando per food blog, ho trovato questa bellissima ricetta per fare delle brioche dall'aspetto favoloso.
Ho voluto provare, ma visto che sono un'impaziente nata, ho usato il preparato per brioche che mi aveva portato Luigi dalla Francia. E fin qui tutto ok. Se non fosse che, nella foga di avere tutto pronto per cominciare a intrecciare, ho dimenticato di mettere il burro nell'impasto e me ne sono accorta solo a fine lievitazione. Ormai il danno era fatto! Per fortuna son stata previdente e ho fatto un quantitativo appena sufficiente per due brioches.
La fare dell'intreccio è bellissima, avrei potuto farne mille di queste piccole meraviglie, poi ho aspettato che lievitassero e le ho infornate, spennellandole con dell'uovo sbattuto e spargendo sopra qualche granello di zucchero.
Appena son state tiepide ne ho assaggiata una e devo dire che non mi è dispiaciuta per nulla! Un po' più densa delle brioche normali e decisamente meno "grassa" al gusto, ma buona.  Lorena, della pizza bianca con patate, l'ha battezzata la "Debrioche", e l'ha proposta come nuovo prodotto light. Mi ha fatto morir da ridere!
Andrea naturalmente non ha apprezzato, figuriamoci, già a lui le brioche non piacciono molto, figuriamoci se gliene propongo una senza burro!
La prossima volta però le farò bene, mi prenderò tutto il tempo che ci vuole e saranno strepitose, come è giusto che siano.

Variazioni sul Tema - Tatin Salata con Cavolo Verza & Scamorza Affumicata or Savoury Tatin with Savoy Cabbage and Smoked Scamorza Cheese


Che piatto versatile! Una ricetta semplice, ricca di sapore che mi ha permesso di usare le mie formine da tortina individuale e sopratutto di utilizzare la pasta brisée che ho fatto qualche tempo fa.
Abbiamo mangiato queste tortine come secondo dopo un piatto di pasta, ma potrebbero anche aprire un pranzo di cacciagione o possono accompagnare della carne saporita. A me sono piaciute moltissimo.
Ho trovato la ricetta sul numero di febbraio di Sale&Pepe e ve la propongo.

Ho modificato un po' le dosi e son venute tre tortine ecco gli ingredienti:
  •  250 g di verza
  • 50 g di lardo
  • 40 g di scamorza affumicata
  • 1 spicchio d'aglio
  • rosmarino
  • pepe
Tagliare la verza a listarelle e passarla al mixer con l'aglio, il rosmarino e il lardo.
Soffriggere questo composto in un tegame e aggiungere la verza. Aggiungere il pepe, incoperchiare e cuocere a fuoco basso per 10-15 minuti. 
Accendere il forno a 180°C.
Foderare 3 stampini da tartelletta (da 10 cm di diametro) con carta da forno bagnata, strizzata e imburrata. Suddividere il composto di verza e la scamorza tagliata sottile nei tre stampini, stendere la pasta brisée e metterla sopra il ripieno.
Cuocere in forno per circa 30 minuti, sfornare, attendere qualche istante e poi rovesciare le tatin nel piatti di portata.

mercoledì 15 febbraio 2012

Dolcezze - Tortini Al Cioccolato Fondente or Mini Dark Chocolate Tarte



Ho scongelato un panetto di pasta brisée per fare delle tatin salate e ho deciso di usarne un po' anche per fare delle tortine monoporzione con crema al cioccolato. La scusa era quella di usare i nuovi stampi che ho comprato qualche tempo fa. Mi piacciono le monoporzioni e così ho deciso di mettermi all'opera.
La ricetta per la brisée è questa. Ho foderato gli stampini (da 10 cm di diametro) con della carta da forno, steso la pasta, rivestito con questa gli stampi e li ho cotti in bianco usando le palline di ceramica per non far gonfiare la base. Dopo circa 25/30 minuti di cottura a 180°C ho sfornato gli involucri di pasta e li ho fatti freddare. Nel frattempo ho preparato la ganache di cioccolato facendo bollire 100 ml di panna fresca e poi versandola in una ciotola dove avevo messo 100 g di cioccolato fondente ridotto in scaglie. Ho mescolato e aspettato che si raffreddasse un po'. Ho riempito gli involucri di pasta con la crema tiepida e li ho messi in un luogo fresco, non in frigo, fino al momento di servire. Sublimi, magari un po' grandi, infatti io e Andrea ne abbiamo mangiata una sola dividendocela. La ricchezza della ganache si sposa bene con la sobrietà dell'impasto. Un'accoppiata vincente!

martedì 14 febbraio 2012

Dolcezze & Surplus - Muffins ai Kiwi or Kiwi Muffins


Mi sono ritrovata a fare i conti con una fruttiera colma kiwi  e troppo poco tempo per consumarli. Visto che né Andrea né Mr P. gradiscono questo frutto ho dovuto trovare un modo alternativo per smaltirne un po'.
Ecco una soluzione veloce veloce: gli intramontabili muffins.
Semplici, senza la copertura in crema di burro o cioccolato che li trasforma in modaioli cupcakes.
Pochi ingredienti per una riuscita garantita.
Adatti a mille occasioni, dalla colazione al tè del pomeriggio, alla merenda. Perfetti per essere portati in ufficio o impacchettati per un picnic.
Ho trovato questa ricetta in rete e l'ho "tradotta"  in grammi per chi non è attrezzato con gli inesorabili misurini onnipresenti nella cucina americana.
Ho incrementato la quantità di kiwi e invece di 12 muffins ne sono venuti fuori 16. Forse gli stampi americani son più grandi dei nostri, chissà...

Ingredienti per 16:
  • 95 g di farina bianca
  • 60 g di farina integrale
  • 85 g di farina di mais
  • 3 cucchiaini di lievito per dolci
  • 100 g di zucchero
  • 120 ml di olio di semi
  • 2 uova
  • 120 ml di latte
  • 4 kiwi sbucciati e tagliati a pezzettini
Accendere il forno a 200°C. Inserire dei pirottini negli stampi per muffins oppure imburrarli o, come me, saltate questo passaggio se usate stampi in silicone.
Mescolare in una ciotola le tre farine, il lievito e lo zucchero.
In un altra ciotola capiente mescolare con una frusta l'olio, le uova e il latte. Aggiungere i kiwi e amalgamare. Versare gli ingredienti secchi nel mix con i kiwi e mescolare con una spatola o un mestolo di legno fino a che gli ingredienti sono tutti incorporati. Non mescolare troppo, altrimenti i muffins risulteranno poco ariosi.
Riempire per 3/4 gli stampi e infornare per circa 15/20 minuti i fino a che sono dorati.

P.S. Lo so che in italiano muffin si scrive sempre al singolare e scriverlo con la "s" in fondo sembra una pedanteria, ma io, causa lunga permanenza in terra britannica, non ce a faccio a scriverlo senza, abbiate pazienza!

Dolcezze - Crema Catalana or Burnt Cream



Per la giornata di San Valentino io e Andrea di solito cuciniamo una cenetta speciale e questo è il nostro modo di festeggiare. Quest'anno la richiesta di Andrea è stata semplice: una buona pasta e per dessert una crema catalana. Presto fatto!
Ho usato questa ricetta per 2 cocottine:

  • 250 ml di latte
  • 60 g di zucchero
  • 1 pizzico di cannella in polvere (o un pezzetto di stecca di cannella)
  • scorza grattugiata di un limone
  • 2 tuorli
  • 12 g di maizena
  • un paio di cucchiai di zucchero di canna

Ho messo il latte, la cannella, la scorza del limone, 20 g di zucchero in una pentola e ho portato a ebollizione mescolando all'inizio per far sciogliere lo zucchero. Nel frattempo ho sbattuto i tuorli e il rimanente zucchero,  ho sciolto la maizena in un goccio d'acqua e l'ho aggiunta alle uova. Ho versato il latte nel composto di uova filtrandolo con un colino e poi ho messo il tutto di nuovo sul fuoco a far addensare facendo cuocere, sempre mescolando, per un minuto o due dopo che la crema s'è addensata.
Ho versato la crema nelle coccotte e messa in frigo non appena si è intiepidita. Al momento di servire l'ho cosparsa di zucchero di canna e un altro pizzico di cannella e ho caramellato lo zucchero con la fiamma ossidrica da cucina.
Adoro la crema catalana, facile da fare e dal gusto perfetto con sua la cremosità e il caramello scoccante. E' il mio dolce al cucchiaio preferito.

Cosa Bolle in Pentola - Pane & Ghisa or Bread & Cast Iron


Da un po' di tempo volevo provare questa tecnica, ma le pentole di coccio o ghisa in questa casa non hanno coperchi adatti per il forno e così ho sempre rimandato. Poi mi sono ricordata che in garage, in mezzo alle pentole "in pensione" c'era una piccola Le Creuset di ghisa, cimelio di famiglia, che poteva fare il caso mio. L'ho recuperata, gli ho dato una bella strigliata e dopo un bagno in acqua bollente e sapone eccola lì, brillante e pronta all'azione. Ho preparato l'impasto per 2 pagnotte seguendo la ricetta base del libro "Artisan bread in 5 minutes a day" che non prevede la fase d'impasto del pane e che da anni mi ha convertita ai piaceri del pane fatto in casa senza dover perdere troppo tempo.
Ecco le dosi per chi volesse provare (per 2 pagnotte da circa 450 g l'una):
  • 315 g di acqua tiepida
  • 9 g di lievito di birra granulare 
  • 11 g di sale
  • 488 g di farina da pane (io uso la Manitoba o la 0) + un po' per il piano di lavoro
Lo so, le quantità degli ingredienti sono un po' strane, ma sono convertite da tazze in grammi, ma sperimentate!
In una ciotola capiente mescolare il lievito con l'acqua poi aggiungere la  farina e il sale. Mescolare con un cucchiaio di legno e amalgamare tutti gli ingredienti. Coprire la ciotola e lasciar lievitare per un paio d'ore in un luogo tiepido. Passato questo tempo infarinare il piano di lavoro e la superficie dell'impasto, formare una palla e lasciarla riposare per un altra oretta su un pezzo di carta da forno infarinato. 
Scaldare la pentola e il coperchio in forno a 230° (o 250° se avete una pentola con il pomello del coperchio di acciaio) per almeno 20 minuti. Passato questo tempo, con molta attenzione, togliere la pentola dal forno, mettere la pagnotta al suo interno con la carta da forno, chiudere con il coperchio e rimettere in forno per circa 15 minuti. Passato questo tempo togliere il coperchio e far dorare la superficie del pane, ci vorranno circa 20/25 minuti. Quando il pane è cotto toglietelo dalla pentola aiutandovi con la carta da forno e una spatola e mettetelo a freddare su una griglia da pasticcere. Tagliatelo quando è freddato completamente. Io non ci riesco mai e anche stavolta ho assaggiato il pane ancora tiepido: una bontà!
La crosta croccante e la mollica morbidissima, leggerissima. Questo metodo è favoloso e permette di saltare il passaggio della teglia con l'acqua per creare vapore in forno. Il vapore in questo caso si crea naturalmente nella pentola.

domenica 12 febbraio 2012

Il Grande Freddo - Zuppa di Cipolle or Onion Soup


Continuo con la mia carrellata di cibi contro il freddo di questo periodo. Non  ho niente contro l'inverno, anzi, ogni stagione ha i suoi pregi. Ieri sera, per esempio, sono andata a fare una passeggiata sul lungolago al crepuscolo in compagnia di due amici. Eravamo imbottiti dalla testa ai piedi e abbiamo camminato nella neve ammirando i laghi ghiacciati, in un atmosfera di silenzio surreale. Bellissimo, solo un inverno così può donare paesaggi ed esperienze di questo genere. Al ritorno a casa, per cena, ho preparato questa zuppa di cipolle, che doveva essere "stile francese" ma alla fine ho fatto una semplice zuppa di cipolle, un po' per mancanza di ingredienti, un po' per errori di percorso nell'esecuzione della ricetta. Il risultato è stato ottimo e accompagnata dal pane rustico che avevo sfornato nel pomeriggio si è rivelata proprio un'ottima cena invernale. La ricetta è stata liberamente riadattata seguendo a grandi linee una versione della zuppa di cipolle che ho trovato sul libro "1000 Healthy Eating Recipes" di Linda Doeser, una pubblicazione del 1989 che ha ancora un suo perché, tante ricette semplici e sane per variare la proprio dieta.

Ecco gli ingredienti per 4 porzioni:
  • 2 cucchiai di olio d'oliva
  • 500 g di cipolle pelate e tagliate a fettine sottili
  • 1 cucchiaio di farina
  • 1.2 litri di brodo vegetale
  • 1 pizzico di timo essiccato
  • sale e pepe
  • pane rustico per accompagnamento
A fuoco moderato si fanno imbiondire le cipolle nell'olio per circa 10/15 minuti, mescolando di tanto in tanto. Si aggiunge poi la farina e poi gradualmente il brodo, mescolando continuamente. Aggiungiamo ora il timo, il sale e il pepe, si copre la pentola con un coperchio e si fa cuocere per circa 30 minuti.
Tutto qua.
Se si volesse una versione u npo' più "francesizzata" si tosta il pane, si mette sulla zuppa quando è già stata servita nelle ciotole, si mette del Gruyère grattugiato sul pane e poi si da una passata sotto il grill del forno fino a che il formaggio si scioglie e comincia a sfrigolare.

venerdì 10 febbraio 2012

Il Grande Freddo - Crema di Piselli Congelati or Soup of Frozen Peas


Tempo di zuppe, mangiari caldi e cibi da baite. Siamo nel pieno della stagione fredda, la neve si è posata su tutta l'Italia e non ha intenzione di andarsene e noi ci difendiamo come possiamo: bevande calde, cibi caldi, e attendiamo la primavera. 
Io ho un debole per la crema di piselli, mi ricorda la zia Adriana, la sua era veramente speciale, chissà come la faceva...
Io la mia l'ho fatta buttando un quantitativo "tot" di piselli congelati in acqua bollente appena salata e facendoli cuocere per qualche minuto, fino a che hanno cominciato ad ammorbidirsi, poi li ho scolati riservando l'acqua di cottura. Non so quanti piselli ho usato perchè li ho versato dalla busta direttamente nell'acqua, ma diciamo che ne ho versata mezza confezione da 500g circa. Ho imbiondito mezza cipolla bianca tritata in una noce di burro a fuoco dolcissimo e quando si è ammorbidita ho unito i piselli condendo con un po' di sale e con una macinata di pepe. Dopo che i piselli si sono insaporiti per qualche minuto li ho versati nel bicchiere del frullatore con un po' di acqua di cottura. e ho frullato il tutto aggiungendo acqua fino ad ottenere la consistenza desiderata.
Alla fine si può aggiungere ancora un po' di burro, per dare lucentezza alla crema e servire con del pane rustico.
Adoro questa crema semplice e delicata che non ha bisogno di panna o altri artifici per essere buona.

giovedì 9 febbraio 2012

Il Grande Freddo - Pagnotte Integrali con Semi Vari or Wholewheat Bread with Mixed Seeds


In previsione di una cena a base di un piatto caldo, ho deciso di fare un po' di pane. La scelta per la cena è caduta sulla zuppa di cipolle alla francese, naturalmente rivisitata visto che in casa non ho il formaggio adatto. Supplirò con del grana e la zuppa diventa italiana. Ma torniamo al pane. Ieri ho impastato e oggi ho infornato due filoncini di pane con dentro una miriade di semi vari facendo razzia in dispensa.

Ecco gli ingredienti per due pagnottine:
  • 1 tazza di manitoba 
  • 2 tazze e 1/4 di farina integrale
  • 2 cucchiaini e 1/4 di lievito di birra naturale liofilizzato 
  • 1 tazza e mezzo di acqua tiepida
  • 1 cucchiaino di sale fino marino
  • semi di sesamo
  • semi di papavero
  • semi di carvi
  • semi di nigella
  • semi di girasole
In una ciotola capiente ho sciolto il lievito nell'acqua mescolando con un cucchiaio di legno. ho aggiunto la farina, il sale e i semi ( il quantitativo dei semi dipende dai gusti, a me piacciono tutti per cui ne ho messi circa da 1/2 a 1 cucchiaio ciascuno). Con il mestolo di legno ho amalgamato tutti gli ingredienti facendo attenzione a che tutta la farina fosse incorporata. L'impasto deve essere appiccicoso ma consistente, se dovesse essere troppo morbido aggiungere una spolverata di farina e mescolare. Se fosse troppo secco bagnatevi le mani con dell'acqua e finite di incorporare tutta la farina.
Coprite il contenitore e fate lievitare a temperatura ambiente per un paio d'ore o fino a che l'impasto si gonfia e poi collassa su se stesso. A questo punto mettete la ciotola in frigo per una notte.
Quando siete pronti per infornare il vostro pane cospargete di farina il piano di lavoro, cospargete la superficie dell'impasto di farina e dividetelo in due parti, io di solito uso le forbici e lo taglio.
Formare una palla con la prima parte d'impasto e poi datele una forma allungata, procedete nella stessa maniera con l'altra parte di impasto. Coprire con un paio di canovacci puliti e fate lievitare per 1 ora. Passato questo tempo accendete il forno alla massima temperatura, circa 250°C, e se l'avete scaldate in forno una pietra refrattaria e una teglia un ripiano sotto alla pietra. Quando il forno giunge a temperatura lavorate velocemente ed estrarre la pietra, posizionateci sopra le pagnotte ben distanziate, infornate e prima di chiudere il forno versare una tazza di acqua bollente nella teglia in forno.
Far cuocere per circa 30 minuti o fino a che le pagnotte sono ben colorite e se picchiettate sulla base suonano "a vuoto". Far freddare, se ci riuscite, su una griglia da pasticcere prima di tagliare.


Questo pane è buono con tutto: dagli affettati ai formaggi accompagnati da mostarde, con la confettura di mirtilli rossi (provato a merenda, veramente ottimo), oppure abbrustolito e condito con un filo d'olio, o come accompagnamento, come faremo noi, a una ciotola fumante di zuppa di cipolle.

Sono molto soddisfatta della riuscita di questo pane, l'alveolatura è omogenea, la mollica morbida e profumatissima, la crosta croccante e non troppo spessa.
Perfetto!

Lusingata - E' arrivato anche a me il premio "The Versatile Blogger"



Prima di tutto ringrazio Tugnella per avermi citata e avermi dato la possibilità di parlare un po' di me e nutrire il mio ego.

Ecco come funziona The Versatile Blogger Award:


1) Si cita chi ci ha nominati (dopo il GF questa parola la odio un po')
2) Si raccontano 7 cose noi stessi
3) Si passa il premio a altri 15 blog che seguiamo

Easy Peasy!

1)  In toto, in maniera viscerale, con tutto il cuore, odio profondamente i roditori! Dai topi & family ( ho adorato il cartone animato Ratatouille, figuramoci un cartone ambientato in cucina, ma le movenze dei protagonisti dentoni, soprattutto le scene di gruppo mi facevano rabbrividire e a stento controllavo il ribrezzo) e anche i conigli tanto simpatici non mi stanno. Ho vissuto per anni a Londra dove i parchi sono infestati da scoiattoli e credo che a quel tempo fossi più tonica a causa delle fughe a cui ero costretta ogni volta che uno di questi animaletti cercava di avvicinarsi a me per elemosinare cibo.

2) Sono drogata di libri. I libri sono una delle poche cose che DEVO POSSEDERE. Se passo vicino a una libreria sono attratta inesorabilmente e le mani diventano calamite. Prendo un libro, lo liscio, lo rimiro, sbircio le pagine, lo abbandono - dove l'ho preso - per prenderne un altro che mi piace di più e poi ne tengo due, tre, mi siedo e cerco di scegliere, a volte ce la faccio e, lasciati a malincuore il secondo e il terzo classificato della mia classifica estemporanea, mi avvio mesta alla cassa, felice per quello che prendo, triste di dovermi lasciare tutta una libreria alle spalle. Per anni ho lavorato in una libreria e una buona fetta del mio stipendio entrava nelle mie tasche per poi tornare nelle casse della libreria poco dopo...

3) Parlo, parlo, parlo, che a volte mi rintrono da sola. Mi piace parlare con la gente, non necessariamente conosciuta. Mi fermo a parlare ai banchi del mercato mentre acquisto, con i gestori dei ristoranti se si presenta l'occasione dopo una buona cena, sono socievole, aperta e estroversa. Non disdegno però le giornate passate in solitudine in silenzio senza tele o musica, io e la mia cucina o il progetto di turno da realizzare, come unico interlocutore il gatto.

4) Vorrei avere un orto. Poi magari lo so che il mio sarebbe un orto un po' disordinato, e che forse mi stancherei a dovermi alzare presto tutti i giorni per annaffiare e attendere alle esigenze delle piante. Eppure l'idea dell'orto mi piace. Invidio quello di mia mamma che per tutta l'estate produce cose meravigliose, soprattutto i fiori di zucca che adoro e che si trovano a prezzi esorbitanti sul mercato. Quando, durante le mie passeggiate, vedo gli orti comunali guardo anelante gli attrezzi lasciati nei recinti, il bidone del compost, le piante che si arrampicano lungo le canne di bambù e i miei occhi a cuoricino rendono bello anche l'appezzamente più misero e sgangherato.

5) Adoro sfrecciare in giro con la mia bici. Ho una normalissima citybike con 2 cestini 2 e le borse ai lati della ruota posteriore. Il cestino davanti è ornato di fiori azzurri e gialli, idea che ho preso in prestito dopo aver visto alcune bici così agghindate ad Amsterdam.  Anche nei mesi invernali mi bardo bene e parto per le mie missioni in città con il mio fidato destriero. Non vedo l'ora che arrivi la bella stagione per avventurarmi sulle ciclabili di campagna e godermi il tempo libero che ho a disposizione.

6) Almeno una volta devo provare. Quando si tratta di craft, sia inteso. Ho cominciato milioni di anni fa con il decoupage, usando fiori ritagliati da riviste di giardinaggio e vasi di coccio da due lire. Il risultato è stato pessimo, ma questo è stato il primo passo nelle arti creative e non mi sono più fermata: craquelé, fiori di carta, intaglio, ricamo, uncinetto, gioielli, lavoro a ferri, disegno, nodi cinesi, pittura, e poi il cucito, il mio ultimo e duraturo amore che insieme con il paper cutting mi seguiranno per un bel po' di tempo. Spero.

7) Niente adrenalina per me grazie. Non sopporto le attività da brivido. Non capisco come si possa ricercare un'esperienza che ti dà la scarica emotiva equivalente a una bomba. Rifuggo montagne russe, e già la monorotaia di Sydney per me è stata quasi un'esperienza provante. A me bastano le emozioni del cuore e della vita di tutti i giorni con quello che viene e che cerco di affrontare con coraggio e a testa alta. Ma giù da un ponte legata a un elastico proprio no, non fa per me.

Quanto a passare il testimone ad atri 15 blogger la vedo dura. Leggo tanti blog che mi piacciono e mi incuriosiscono ma la mia è una lettura sconnessa, random, spesso di blog e siti esteri e così non prendetela male, ma la mia affezione ancora non è riposta in molti di voi. Ma fatevi avanti, fatevi conoscere e per il prossimo award sarete certamente nei miei pensieri.
Al momento quindi ecco che mi vengono in mente:
 
Babolsina per legami di amicizia storica e Stella di anice.

mercoledì 8 febbraio 2012

Lunch - Beef and Stout Pie


Io e Andrea adoriamo il rito del Sunday Lunch.
Svegliarsi con calma, andare a fare una passeggiata in campagna, comprare i giornali della domenica  e andare al pub per pranzo. Sfogliare gli inserti in relax mentre ci beviamo qualcosa in attesa che il pranzo ci venga servito non ha prezzo.
In mancanza di giornali con megainserti, in mancanza di pub che ci propinino le portate tradizionali d'oltremanica, il Sunday Roast ce lo facciamo da soli!
Sunday Roast, Sunday Lunch, Roast Dinner, sono sinonimi del pranzo domenicale a base di carne, verdure e patate.
A noi piacciono particolarmente le pies che sono pasticci di carne serviti di solito in ciotole monoporzione che sono chiuse da un coperchio di pasta sfoglia o altri tipi di pasta dal sapore neutro o leggermente salato come la brisée. In questa occasione ho fatto la pasta brisée con la ricetta di mamma che è una certezza. Ne ho fatta una dose abbondante e, dopo aver utilizzato quella che mi serviva, ho congelato il resto diviso in due panetti. Ho usato una ricetta che prevede l'uso di carne di manzo, birra rossa e funghi ma l'ho modificata, naturalmente, in base ai nostri gusti.
Ecco gli ingredienti per 2 belle porzioni ( a me è avanzata un po' di carne che ho mangiato il giorno dopo scaldata come fosse un normale spezzatino):
  • 400/500 g carne di manzo per spezzatino
  • 1 grossa cipolla tagliata a dadini
  • 2 cucchiai di olio d'oliva
  • 1 porro affettato sottilmente
  • 3 gambi di sedano
  • 2 carote grandi
  • qualche fetta di funghi porcini secchi fatta rinvenire in acqua calda
  • 1 cucchiaio di farina
  • 1 cucchiaio di ketchup
  • 1 cucchiaio di salsa Worcester (opzionale)
  • un mazzetto di timo, maggiorana e prezzemolo tritati (usare le erbe aromatiche secche se non si hanno a disposizione quelle fresche)
  • 1 cucchiaino di senape Inglese
  • 1 foglia d'alloro
  • sale e pepe
  • 100 ml di brodo vegetale
  • 100 ml di Guinness
  • 1 uovo
Per la pasta brisée (dose per 3 torte salate):
  • 600 g di farina (io ho usato la 00)
  • 180/200 g di burro freddo di frigo  fatto a cubetti
  • 1 pizzico di sale
  • acqua fredda
Per prima cosa si procede con la pasta brisée incorporando velocemente il burro con la farina a cui si era aggiunto il sale. Io ho usato il mixer, con la funzione pulse per non scaldare troppo l'impasto. Ho aggiunto l'acqua poca per volta fino a che l'impasto ha cominciato a compattarsi. L'ho versato su un piano di lavoro impastandolo un po' per renderlo omogeneo e l'ho messo a riposare in frigo avvolto da pellicola per alimenti.
Per il ripieno si prepara la carne tagliandola a cubotti di circa 2.5cm. Soffriggere la cipolla nell'olio fino a che si ammorbidisce, aggiungere la carne e far colorire. Aggiungere la farina e far cuocere per un paio di minuti, sempre mescolando. E' il momento di aggiungere il ketchup, la salsa Worcester, le erbe aromatiche (escluso il prezzemolo), la senape, la foglia di alloro, un pizzico di sale e una macinata di pepe. Mescolare bene e aggiungere le verdure, il brodo e la birra. Portare a bollore e abbassare il fuoco. Far sobbollire per circa 1 ora e mezzo.
Accendere il forno a 200°C. Mettere la carne nelle pirofile, aggiungere il prezzemolo  e ricoprire con la pasta brisée spianata sottile, circa 3mm. Per far si che la pasta aderisca bene alle pirofile spennellare queste ultime con dell'uovo sbattuto lungo il perimetro dove poggia la pasta. Una volta che le pirofile sono chiuse, spennellare tutta la superficie della pasta con l'uovo sbattuto e infornare per circa 20 minuti o fino a che la pasta è dorata.
Servire con patate arrosto o purè e verdure al vapore.
Buon Sunday Luch!

martedì 7 febbraio 2012

Prelibatezze di Stagione - Zucca Mantovana al Forno or Ovenbaked Mantuan Pumpkin


In frigo c'era mezza zucca mantovana e visto che il forno era acceso ho deciso di arrostirla. L'ho tagliata a fette alte circa 1 cm, ho unto le fette con dell'olio aromatizzato con erbe miste essiccate (rosmarino, origano, timo, maggiorana, salvia) e una spolverata di sale e pepe. Con il forno acceso a 220° ho messo la zucca sulla mia pietra refrattaria e l'ho cotta per una decina di minuti. Deliziosa.

lunedì 6 febbraio 2012

Nuove Interpretazioni - Pizza con le Patate di Lorena or Lorena's Potato Pizza


Ecco la pizza di patate che ho fatto qualche sera fa seguendo la ricetta di Lorena, mia amica e compagna di volontariato del venerdì. Quando le ho detto che avrei fatto la pizza mi ha suggerito questa versione e, visto che avevo fatto l'impasto per 4 pizze e saremmo stati soltanto in due, ho deciso di provare a fare questa pizza bianca per tutti, ne abbiamo portata una bella fetta anche alla nonna di Andrea che ha molto apprezzato.
La ricetta è semplice: pasta di pizza spianata sottile, un filo d'olio, ricoprire con uno stratto di patate tagliate molto sottili e condite con dell'aglio tritato finemente, sale, origano e un giro d'olio.
Si inforna fino a che le patate sono cotte e il gioco è fatto.
Da provare assolutamente, grazie Lorena!

Brutti ma buoni - Biscotti Rustici all'Ananas & Pinoli or Rustic Pineapple and Pine Nuts Biscuits


Ieri, mentre cercavo una ricetta per una pie di carne da fare per pranzo, della scatola di latta in cui tengo le ricette "sciolte", mi è sono capitato in mano un foglio scritto di mio pugno dal titolo "Biscotti rustici all'ananas e pinoli". Non avevo idea da dove arrivasse questa ricetta, ma gli ingredienti ce li avevo tutti e così ho deciso che già che avrei acceso il forno per la pie  tanto valeva che infornassi anche dei biscotti! Così ho letto la ricetta, facilissima, e ho cominciato a preparare la mise en place. A quel punto mi sono resa conto che la ricetta parlava di zucchero ma non ce n'era traccia negli ingredienti. Non mi son lasciata scoraggiare da questa "piccola" svista e ho deciso di andare ad occhio. Poi, dopo che i biscotti erano ormai in forno, ho deciso di fare una ricerca su internet per vedere se da qualche parte ci fosse questa ricetta con il giusto quantitativo di zucchero e ho avuto fortuna:  qui si trova la ricetta con TUTTI gli ingredienti.
Ho sbagliato di poco, invece di 100 g di zucchero di canna ho messo 130 g di zucchero semolato.
L'unica cosa che va corretta nella ricetta è il tempo di cottura. Dopo i 10 minuti indicati i miei biscotti erano decisamente crudi, ce ne sono voluti 15/18 perché i biscotti si dorassero appena sui bordi e mantenessero la forma, beh, più o meno. L'aspetto non è favoloso, lo ammetto, ma il gusto è delicato e con il tè o una bella tazza di cioccolata fumante sono favolosi.

giovedì 2 febbraio 2012

La Ricetta Perfetta - Pollo Arrosto e Gravy or Roast Chicken and Gravy


Intanto chiedo venia per la foto con il pollo già a pezzi pronto per essere servito, ma ho dimenticato di immortalarlo in tutta la sua bellezza appena uscito dal forno!
Il pollo arrosto per me è sinonimo di domenica. E di domenica ho voluto farlo, anche se Andrea ha storno un po' il naso perché invece lui non è amante del pollo cucinato in questa maniera. Alla fine s'è dovuto ricredere perché il risultato è stato davvero ottimo.
Ho preso in prestito la tecnica e i consigli di Jamie Oliver per questa ricetta. Lo so che non c'è bisogno di andare così lontano per fare un buon pollo arrosto, ma per il sughetto d'accompagnamento, la famosa salsa gravy, beh qui allora il discorso cambia. Il UK ho imparato a utilizzare i fondi di cottura per fare delle salse saporitissime e soprattutto abbondanti da servire con la carne. Il fatto che poi là si condiscano anche le verdure bollite con questo sugo è una cosa che non mi è mai piaciuta molto, che un bel filo d'olio extravergine per me è imbattibile.
Torniamo dunque al nostro pollo.

Ecco gli ingredienti per 4 persone:
  • 1 pollo di circa 1.5 Kg
  • 2 carote
  • 2 cipolle
  • 2 gambi di sedano
  • 2 rametti di rosmarino
  • 3-4 foglie si salvia
  • 2 foglie d'alloro
  • 4-5 rametti di timo
  • 1 limone non trattato
  • olio d'oliva
  • sale e pepe
Per la gravy:
  • 1 cucchiaio di farina
  • 1 bicchierino di porto (oppure stessa quantità di sherry o 1/2 bicchiere di vino)
  • 1 litri di brodo di pollo o vegetale
Accendere il forno a 240°.
Tagliare grossolanamente le carote, il sedano e le cipolle e metterle in una teglia. Condire con un po' di olio.
Mettere il timo, l'alloro, la salvia e il rosmarino nella cavità del pollo, aggiungere anche il limone dopo averne punzecchiato la buccia con un coltello. Mettere il pollo sulle verdure nella teglia, poi cospargere con un po' d'olio, salare e pepare.
Mettere il pollo in forno e abbassare al temperatura a 200°. Far cuocere per circa 1 ora e 20'  ricordandosi di controllare, intorno ai 40' di cottura se le verdure sono troppo rosolate, in quel caso aggiungere un  po' d'acqua. Bagnare il pollo con il fondo di cottura e infornare nuovamente.
Una volta che il pollo è cotto togliere le ali, metterlo su un tagliere, coprirlo con carta stagnola, un canovaccio da cucina e lasciarlo riposare per circa 15' prima di tagliarlo.
Prepariamo ora la gravy.
Sgrassare il fondo di cottura del pollo poi mettere la teglia sui fornelli accessi a fuoco medio alto, aggiungere le ali e la farina, mescolare con un mestolo di legno e far cuocere per qualche minuto. Cominciare a pestare le verdure e le ali con uno schiacciapatate di questo tipo:


Io ho comprato questo schiacciapatate proprio per fare questo tipo di salse e per altre preparazioni, non per fare il purè di patate che mi piace liscissimo e per quello uso il passaverdura. Se non avete questo attrezzo usate un mestolo di legno e schiacciate bene il verdure e la carne, deglassate il fondo con il porto, o il tipo di alcool che avete deciso di usare e dopo qualche minuto aggiungere il brodo. Far bollire fino a quando il sugo si sarà addensato e filtrarlo con un colino schiacciando bene le verdure. Versare in una salsiera e portare in tavola per nappare il pollo e, se proprio volete essere British al 100%, anche le verdure d'accompagnamento!