mercoledì 21 dicembre 2011

Aspettando Natale - I Preparativi or Getting Ready for Christmas



Anche quest'anno siamo quasi arrivati a Natale e i preparativi per il pranzo in famiglia si stanno svolgendo secondo i piani.
Venerdì faremo la spesa per le ultime cose da comprare, le più fresche, le carni e la frutta e poi ci metteremo all'opera.
Devo confessare che io adoro cucinare i primi, ci sono tante varianti, tante possibilità, paste, risotti, crespelle, tutti gli anni l'interpretazione e l'estro potrebbero fornire spunto per piatti fantastici e invece, proprio a Natale, ho le ali tarpate.
Qui a Natale si mangiano gli agnoli in brodo, punto e basta!
Non che a casa mia in Toscana la cosa sarebbe stata molto diversa eh, al di là dell'Appennino si sarebbero mangiati i tortellini emiliani della tradizione della famiglia da parte di mamma. Dal brodo a Natale non si scappa e io il brodo non l'ho mica tanto in simpatia...e vi dirò di più: più il brodo "è buono" e meno mi piace!
Per una volta all'anno ecco che tutti diventiamo più buoni e anche io mangio il brodo, poco, e gli agnoli quasi asciutti sono ottimi.
Allora a me non rimane altro che occuparmi dei secondi che son difficili perché per mettere tutto d'accordo la scelta delle carni si riduce drasticamente e anche i tipi di cottura. Dopo 2 tacchini ripieni, una deliziosa Beef and Ale Pie servita in cocottine singole e ricoperta di sfoglia dorata, dopo dei buoni involtini di tacchino ripieni di salsiccia e altre bontà, quest'anno ho deciso di fare un brasato al vino. Non userò il Barolo che secondo me i vini buoni van bevuti, non ci si cucina. Non che si debba cucinare con vini pessimi eh, io sono convinta che una bottiglia di buona qualità  dia ottimi risultati senza dover sborsare una fortuna. Per accompagnare la carne servirò delle patate in gratin con cipolle caramellate. Trovo che le patate arrosto, per quanto ghiotte siano, se servite dopo il momento ottimale di cottura diventano o troppo secche o, se tolte dal forno per ovviare a questo inconveniente, troppo fredde. Le patate in teglia con panna e aromi saranno perfette!
Credo poi che una zuppiera di coleslaw condita con mano leggera possa essere un'alternativa alla solita insalata un po' tristina o a una verdura cotta che molti rifuggono in queste occasioni.
Presa la decisione per il secondo piatto non mi è rimasto che studiare qualche ricetta per gli antipasti e il dolce. Le prove sono andate avanti da novembre a ora e dopo vari dolci, tutti buoni per carità, sono tornata io alla tradizione, quella inglese però: mince pies! Questo dolcetti natalizi che qua riscuotono successo sono semplici da fare e con la versione nella pasta sfoglia ancora più golosi e friabili. Avevo in mente un tronchetto di cioccolato o una magnifico croquembouche ma non avevo voglia di perdermi troppo fra pentole e spatole per ritrovarmi distrutta al momento del pranzo e così che mince pies siano! Naturalmente le accompagnerò con la deliziosa crema inglese di Delia Smith, poi ci saranno i tradizionali panettone e pandoro e spesso sulla nostra tavola appare anche l'offella di Bovolone.
E procedendo in questo menù al contrario ecco che appare il pane, fatto in casa naturalmente,  per accompagnare i salumi, il grana con la mostarda e per sbocconcellare fra un pasto e l'altro magari insieme ad un cucchiaino di piccalilli.
Gli antipasti classici che a me piacciono tanto e che quindi riproporrò sono i cheese straws fatti con la pasta sfoglia e cosparsi si semi di sesamo e semi di papavero, delle tartine di pane tedesco imburrate e accompagnate da salame e confettura di cipolle o con del formaggio fresco spalmabile e fettine di salmone affumicato. Quest'anno le new entry del pranzo di Natale saranno la sorella numero 4 Chiara e mia mamma e in onore a Chiara che non mangia carne ci saranno delle incursioni marinare come il salmone nelle tartine e un paté di aringhe che sono curiosa di provare. Ci sarà anche la classica spuma di mortadella e pistacchi e sempre per Chiara appariranno dei rotolini di peperoni arrostiti ripieni di una crema di tonno.
Ci saranno olive siciliane, verdure in agrodolce e altre leccornie come un paté di anatra che ho comprato a un mercatino di prodotti tipici francesi qui a Mantova. Ci saranno cose buone da mangiare e chiacchiere e convivialità.
Che belle queste occasioni in cui ci si ritrova e si sta insieme davanti a una tavola imbandita.


Buon Natale a tutti quelli che passano di qui!

mercoledì 14 dicembre 2011

Dolcezze - Natale & Cioccolata or Christmas and Chocolate


Natale si avvicina e io quest'anno sono sommersa da una colata di cioccolato. Non che la cosa mi dispiaccia, è voluta, perchè tutta questa cioccolata l'ho comprata io eh, ma non credevo che fare i cioccolatini sarebbe stato così impegnativo.
Qualche settimana fa sono andata a una dimostrazione che è stata tenuta in un centro casalinghi della zona, un posto fantastico pieno di attrezzatura per la cucina che mi fa sgolosare a più non posso!
Assistere alla dimostrazione comprare gli stampini per fare i cioccolatini è stato un attimo. Ho pensato "quest'anno regalo cioccolatini a tutti!"
Dopo le prime prove ho capito che la cucina sarebbe dovuta diventare una cioccolateria e io avrei dovuto lavorare come una schiava forndendo cioccolato giorno e notte se avessi volevo fare abbastanza cioccolatini da regalare. Così ho deciso di farne un discreto quantitativo da offrire agli ospiti e amici via via che verranno a trovarci durante il periodo natalizio.
Così per le strenne natalizie, a parte la solita "cosina" fatta da me, ho pensato di orientarmi verso qualcosa di diverso.
Fare i cioccolatini è stata un'impresa titanica, con un occhio al gatto che come potete vedere in questa foto segue attentamente ogni mia mossa quando sono in cucina, lo scaldare, mescolare e riempiere gli stampini e poi svuotarli e il raffreddamento fra una fase e l'altra mi hanno fatto capire che questo è un lavoro di pazienza e a me piacciono i lavori che sono veloci e danno risultati strepitosi: minimo sforzo, massimo rendimento, fattore "WOW" assicurato.


Quelli sotto sono cioccolatini con il cuore ripieno di ciliegia  e ratafià alla ciliegia e altri ripieni al cioccolato gianduia, a distinguerli il colore del pirottino.


Questi invece, di più difficile lavorazione perché quadrati, sono ripieni di una deliziosa crema al caffè. Questi sono forse i miei preferiti. Dopo averne mangiati un po' non riesco a decidere. Ne ho fatti alcuni anche con le scorzette d'arancia e sono deliziosi!


Nella foto d'apertura ho ricoperto di cioccolato fondente dei piccoli amaretti che erano avanzati dopo aver preparato il ripieno dei tortelli di zucca e, visto che era avanzata della cioccolata fusa, ho deciso di fare dei mendiants arricchendo delle "sfoglie" di cioccolato con mandorle, mirtilli rossi, pistacchi e scorze d'arancia. De-li-zio-si!

mercoledì 7 dicembre 2011

Preparativi per le Feste - Tortelli di Zucca per la Cena della Vigilia or Pumpking Tortelli for Christmas Eve


La tradizione vuole che la sera della vigilia di Natale a casa di Andrea si mangino i tortelli di zucca.
La ricetta tradizionale prevede anche l'uso di mostarda nel ripieno ma, visto che Andrea si è riconciliato con questo piatto da pochi anni e non gradisce la mostarda, noi la terremo lontana dai nostri tortelli che così verranno mangiati da tutti.
Io li ho assaggiati per la prima volta in un ristorante nel mantovano e mi son subito piaciuti con quel loro sapore dolce/salato, con il profumo di amaretti e l'accompagnamento della salsa di pomodoro che contrasta deliziosamente. Vengono anche conditi con burro fuso e salvia ma la versione "rossa" per me è veramente quella più azzeccata.
Oggi mi sono cimentata nella loro preparazione e scrivo qui la ricetta che mi è stata passata dalla nonna di Andrea. Naturalmente la nonna ha spiegato la ricetta dandomi per dosi "un po' di questo" e "un po' di quello" così io ho pesato gli ingredienti mentre cucinavo per passarvi una ricetta che si potesse riprodurre senza paura di sbagliare.
Per 60 tortelli di circa 4.5 cm di lato:

Per la pasta
  • 3 uova
  • 300 g di farina 00
  • un bel pizzico di sale
Per il ripieno
  • 1 kg di polpa di zucca (qui usano le mantovane, io ho usato una zucca dalla buccia arancione che è risultata essere buonissima)
  • 100 g di amaretti sbriciolati finemente
  • 2 manciate colme di grana grattugiato
  • 1 piccola manciata di pangrattato
  • sale
  • pepe
  • noce moscata
Per prima cosa ho cotto la zucca a vapore e poi l'ho messa a "asciugare" in un colapasta capiente in modo che freddasse e non trattenesse l'umidità.
Una volta che si è freddata ho usato uno schiacciapatate per ridurla in purea e poi, visto che ci mettevo troppo, l'ho messa nel mixer e in un paio di minuti ho ottenuto una bella consistenza morbida e compatta.
Ho aggiunto tutti gli altri ingredienti e mescolato bene.
E' arrivato il momento di fare la pasta: la farina insaporita con il sale viene setacciata sulla spianatoia, si forma una bella fontana al centro, si rompono le uova e con una forchetta prima, con una spatola o le mani poi, si  incorpora la farina alle uova.
Una volta che la pasta ha raggiunto una bella consistenza omogenea e non si appiccica più al piano di lavoro la si spiana fino a ottenere delle strisce di circa 10 cm di spessore al centro delle quali si metterà il ripieno,  un cucchiaino colmo circa, intervallandolo in modo da poter poi chiudere i tortelli e avere un piccolo margine di pasta. Ripiegheremo la pasta su se stessa facendo attenzione a far uscire l'aria e con le dita faremo pressione sui bordi della pasta per fare aderire bene i lembi intorno al ripieno.
Con un tagliapasta o un coltello si divideranno i tortelli e si metteranno ad asciugare su vassoietti di cartone spolverizzati di farina.
Ecco fatto!
Per la cottura basterà immergerli in acqua bollente salata e farli cuocere per qualche minuto, la cottura dipende dallo spessore della pasta (io ho spianato fino al penultimo "buco" della spianatrice a mano) e dalla grandezza dei tortelli, la prova assaggio qui è d'obbligo!
Condire con la salsa che più vi aggrada e servire ben caldi.

venerdì 2 dicembre 2011

Dolcezze - Torta di Ricotta di Piera or Piera's Ricotta Cheese Pudding


Qualche settimana fa sono andata a casa in Toscana e ho colto l'occasione per passare una serata con le mie sorella e Piera, una nostra cugina con la quale abbiamo condiviso l'infanzia e che è considerata da noi come la quinta sorella. E' stata una serata di chiacchiere e risate, di confidenze e di un bel tepore familiare e dopo una buona e agognata pizza Piera ci ha deliziate con una torta semplice e delicatissima. 
Una volta tornata a casa l'ho subito provata e devo dire che al secondo assaggio c'è stata la conferma del mio amore per questa torta.
La facilità dell'esecuzione la rende pericolosa, potrebbe presentarsi sulla tavola più e più volte!
Andrea, che non ama molto il sapore delle uova nelle torte è riuscito ad apprezzarla accompagnata da una salsa di frutti di bosco, io la preferisco in purezza.
Gli ingredienti sono pochi e semplici:
  • 500 g di ricotta
  • 150 g di zucchero
  • 4 uova
  • 1 cucchiaio di farina
In una ciotola si mescolano le uova con lo zucchero, poi si aggiunge la ricotta e infine la farina fino ad amalgamare bene l'impasto. Di mia iniziativa ho aggiunto un po' di essenza di vaniglia che secondo me ci stava proprio bene.
Io ho usato una teglia da 26 cm, credo troppo grande, una teglia da 22 cm, o forse anche da 20 cm, sarebbe stata più adatta perché la torta è venuta veramente sottile. In più ho usato della carta da forno bagnata e strizzata e l'impasto s'è un po' attaccato in cottura, nulla di tragico, ma la prossima volta userò della carta da forno imburrata e infarinata.
Si inforna a 180°C fino a che la torta si colorisce e la consistenza della torta non è più liquida ma si solidifica senza indurirsi. Circa 30-40 minuti.
Far freddare e servire da sola o accompagnata da una salsa di frutti di bosco, quasi fosse una cheesecake senza base di biscotti.
Una tortina decisamente da tenere in considerazione nelle prossime festività e da servire in occasione delle riunioni fra amici e parenti.
Deliziosa!


giovedì 1 dicembre 2011

Si Avvicina il Natale - Delia Smith's Traditional Custard



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Come tutti gli anni, con l'avvicinarsi delle feste natalizie comincio a pensare a cosa preparare per allietare i coomensali. La tradizione vuole che il giorno di Natale vengano servite mince pies accompagnate da custard, la famosa crema inglese, ricca, deliziosa e decadente. Per questa festa speciale seguo la ricetta di Delia Smith che prevede panna al posto del mix di panna e latte e rende quindi la preparazione particolarmente indicata per essere servita nei mesi invernali e in occasioni speciali.
  • 1 bacca di vaniglia
  • 275 ml panna fresca
  • 3 tuorli grandi
  • 1 cucchiaino di maizena
  • 25 g zucchero 
Tagliare la bacca di vaniglia nel senso della lunghezza a con un cucchiaino raccogliere i semi che andranno messi, insieme alla bacca, in una pentolina nella quale verrà versata la panna. Accendere il fuoco a fiamma bassa e portare quasi a ebollizione.
Nel frattempo, con una frusta, montare lo zucchero, la maizena e i tuorli amalgamandoli bene.
Rimuovere la bacca di vaniglia dalla panna e, mescolando con la frusta, versare la panna nel composto di uova. Versare subito questo composto nella pentola e mettere sul fuoco mescolando con una spatola di silicone o un mestolo di legno e far cuocere a fuoco dolce fino a quando raggiunge il punto di ebollizione e la crema ottenuta comincia ad addensarsi e vela il cucchiaio.
Versare al crema in una salsiera e coprirla con della pellicola per alimenti facendo attenzione a che le pellicola sia a contatto con la crema per mantenerla morbida.
Per riscaldare la crema basta togliere la pellicola e immergere la salsiera in una pentola d'acqua che bolle dolcemente.
La crema inglese si mantiene per qualche giorno in frigo ed è ottima per accompagnare le deliziose mince pies, il tradizionale panettone o altri dolci che ci allieteranno durante le feste. Ottima anche con una fetta di torta di mele.


English Version


Delia Smith's Traditional English Custard
  • 1 vanilla pod
  • 275 ml double cream
  • 3 large egg yolks
  • 1 teaspoon cornflour 
  • 25 g golden caster sugar 
Begin by splitting the vanilla pod lengthways and using the end of a teaspoon to scoop out the seeds. Then place the pod and the seeds in a small saucepan, along with the cream. Now place the pan over a gentle heat and heat it to just below simmering point.
While the cream is heating, whisk the egg yolks, cornflour and sugar together in a medium bowl using a balloon whisk. Next remove the vanilla pod from the hot cream. Then, whisking the egg mixture all the time with one hand, gradually pour the hot cream into the bowl.
When it's all in, immediately return the whole lot back to the saucepan using a rubber spatula. Now back it goes on to the same gentle heat as you continue whisking until the custard is thick and smooth, which will happen as soon as it reaches simmering point. If you do overheat it and it looks grainy, don't worry, just transfer it to a jug or bowl and continue to whisk until it becomes smooth again.
Pour the custard into a jug or bowl, cover the surface with clingfilm and leave to cool. To serve it warm later, remove the clingfilm and sit the bowl over a pan of barely simmering water.

Le Cremosità - Minestrone di Fagioli e Patate con Pesto or Beans and Potato Soup with Pesto


Il mio preferito fra i minestroni.
C'è dentro tutto il sapore dell'infanzia, i vetri appannati della cucina d'inverno e la novità del pesto che lo accompagnava e che per una volta non si presentava con la pasta. Questa estrosità mi ha subito conquistata e da quando ho assaggiato questa combinazione non sono più riuscita a mangiare il minestrone da solo senza che mi sembrasse incompleto.

Il minestrone di fagioli e patate semplificato si fa così:

Soffritto di carote, sedano, cipolla, uno spicchio d'aglio e un po' di rosmarino.
Si aggiungono delle patate tagliate a tocchettoni e dei fagioli precedentemente ammollati. Si aggiunge abbastanza acqua da ricoprire a filo e si fa bollire il tutto fino a che patate e fagioli sono cotti.
Una volta che i fagioli son cotti se ne raccolgono un po' che terremo da parte e poi si passa tutto il resto, io uso un frullatore a immersione che semplifica le cose.
Alla crema ottenuta si aggiungono i fagioli tenuti da parte.
Si assaggia e si aggiunge un po' di sale e pepe.
A parte volendo si possono cuocere degli spaghetti spezzati che andranno aggiunti al minestrone una volta cotti. Si lascerà riposare il minestrone per una decina di minuti da quando si aggiunge la pasta e poi si serve, rigorosamente con un cucchiaino di pesto e un giro d'olio buono.