mercoledì 30 marzo 2011

Alfabeto culinario - E

E

Erba Cipollina e altre decorazioni.
A me piacciono i piatti ben presentati, tante piccole porzioni e composizioni adagiate delicatamente sui piatti monocolore.
Le decorazioni sono ESSENZIALI.
Un filetto di pesce bianco è arricchito da una nota di colore prezzemolata, e qui Andrea mi odierà che sostiene che il prezzemolo viene spolverato sui piatti dei cuochi poco abili.
Un pomodoro tagliato a stella che brilla di vinaigrette, un ventaglio di cetriolo, ravanelli intarsiati, barchette di zucchine, una spolverata di pepe rosa su un candido formaggetto fresco, aulenti foglie di basilico appena raccolte che rinfrescano un’insalata, un ricciolo lungo e sottile di carota, gocce di cioccolato su una salsa alla vaniglia che con il tocco veloce di uno stuzzicadenti diventano cuori e fiori e ghirigori.
Sono queste le decorazioni che mi piacciono.
Il tocco semplice dell’inutilità che però sottolinea l’amore con il quale il piatto è stato preparato.
Di tutte queste piccole vezzosità l’erba cipollina è quella che, forse per sapore, apprezzo meno.

martedì 29 marzo 2011

Lunch - Funghi Ripieni or Stuffed Mushrooms


Non ricordo di aver mai provato a fare i funghi ripieni, ma so di averli mangiati in passato e mi erano molto piaciuti. Domenica abbiamo inaugurato la stagione dei barbecue e per l'occasione avevo comprato melanzane e funghi da grigliare. Ho dimenticato di fare i funghi e così oggi ho deciso di cucinarli in forno.
Ho cercato online per avere un'idea di come si facessero e poi ho fatto di testa mia. Il risultato è stato davvero ottimo: un piatto gustoso e profumato che sazia senza appesantire.
Da rifare sicuramente!
Per 1 persona come piatto unico o per due persone servito dopo una vellutata di verdure.
  • 3 cappelle di funghi (io ho usato gli champignon bruni grandi)
  • 2 fette di pane integrale o ai cereali
  • 1 cucchiaio d'olio extravergine
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 manciata di prezzemolo
  • 1 rametto di timo
  • qualche foglia di basilico
  • 1 mozzarella tritata o del caprino o del formaggio che possa fondere
  • sale e pepe
Accendere il forno a 200°.
Saltare una cappella dei funghi tritata con un filo d'olio, uno spicchio d'aglio tritato e una spolverata di prezzemolo. Nel frattempo tritare con il mixer tritare il pane con il timo fresco e il basilico. Aggiungere il mix di pane alla padella e saltare aggiungendo sale e pepe.
Mettere le due restanti cappelle di funghi in una teglia appena oliata, condirle con un filo d'olio, riempirle con il mix di pane mettere in forno per 15 minuti. Togliere dal forno, aggiungere la mozzarella e condire con un poco di sale (io ho usato quello della Camargue addizionato di erbe della Provenza) infornare nuovamente fino a che la mozzarella comincia a sciogliersi.
Servire con dell'insalata mista condita con della vinaigrette per avere un piatto unico oppure con del finocchio e dei ravanelli come ho fatto io.

Teniamoci Caldi - Zuppa di Cipolla con Crostini al Formaggio or Onion Soup with Cheese & Herb Toasts

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Succede che nel bel mezzo dello sbocciare della bella stagione si incappi in qualche giorno che ci riporta indietro, così ne approfitto per propinare piatti caldi e dal sapore invernale, come questa zuppa di cipolle che ho trovato sul numero di marzo di Goodfood, numero che si sta rivelando molto interessante da punto di vista dell'ispirazione per pranzi e cene da preparare senza cadere nei soliti triti e ritriti piatti che si fanno in automatico perché è facile e comodo.
A me piace la varietà tanto che spesso una ricetta viene fatta una sola volta, e anche se è un successo cade nel dimenticatoio perché altre, nuove e apparentemente più interessanti ricette prendono il sopravvento. A volte è un peccato perché si perdono delle chicche.
Bando alle ciance però e via con la ricetta che è buona e unisce Francia e Inghilterra in un sol piatto.
Per 6 persone come piatto d'apertura (io ho dimezzato le dosi e l'ho servita come piatto unico):
  • 25 g di burro
  • 1 cucchiaio di olio d'oliva
  • 6 cipolle affettate finemente
  • 3 spicchi d'aglio tritati finemente
  • 2 cucchiai di farina
  • 300 ml di birra scura, non troppo amara
  • 1.3 l di brodo di manzo (io ho usato del brodo vegetale)
  • qualche goccia di salsa Worcester
  • sale e pepe
Per i Toast
  • 1 baguette tagliata in 12-18 fettine sottili
  • 175 g di formaggio cheddar stagionato oppure Stilton grattugiati (io ho usato un formaggio svizzero che avevo in casa)
  • erba cipollina tagliuzzata (che non ho usato)
  • prezzemolo tritato (che non ho usato)
Premetto che la ricetta parlava di "Zuppa di cipolle con crostini di formaggio e erbe". Io la parte delle erbe l'ho abolita perché Andrea non gradisce molto ma credo che diano un tocco in più a questa ricetta. La prossima volta che la faccio provo questa variante per me.
Cominciamo con lo scaldare il burro e l'olio in una casseruola capiente e cuocerci la cipolla e l'aglio a fuoco dolce fino a che diventano morbidi e dorati, alzare il fuoco e cuocere ancora fino a che assumono un colore più deciso e intenso. Ci vorranno dai 20 ai 40 minuti in tutto.
Aggiungere la farina e mescolando far cuocere per 2 minuti poi aggiungere la birra e far sobbollire per qualche minuto.
Aggiungere ora il brodo, sale, pepe e salsa Worcester, portare di nuovo a bollore e tenere in caldo mentre si preparano i toast.
Accendere il grill del forno e tostare il pane da entrambi i lati. dopo aver mescolato il formaggio e le erbe metterne un po' su ogni fetta di pane e mettere di nuovo sotto il grill fino a che il formaggio si è fuso.
Servire la zuppa con le fette di pane appoggiate al centro del piatto.
Dal sapore deciso ma non invadente, ottima per aprire un pranzo rustico o semplicemente per spezzare la monotonia dei soliti minestroni ai quali si ricorre quando si cerca un po' di calore a tavola.


English Version

As we're not out of the cold season as yet, I decided to prepare this hearty onion soup. It’s flavoursome and comforting, the cheesy toast are a great complement.
Here is a link for the recipe, read on the March issue of Goodfood magazine.
Enjoy!

lunedì 28 marzo 2011

Alfabeto culinario - D

D

Delia Smith, la veterana.

Dagli anni ’70 insegna, a chi vuole prestarle orecchio, a cucinare le prelibatezze dimenticate e spesso snaturate della cucina britannica.
La donna dietro all’impennata di vendite delle uova e dei mirtilli rossi (cranberries) che dopo alcune sue trasmissioni sono andati a ruba nei supermercati del Regno Unito.
Il volto della signora inglese che da dietro il tavolo della sua cucina ci ha deliziato con preparazioni casalinghe dall’aspetto invitante.
La pioniera della cucina televisiva prima dell’invasione dei “celebrity chefs”.
Con la sua voce pacata e il suo fare manierato ci ha spiegato il soufflé, ci ha accompagnato passo passo mentre preparavamo gli scotch eggs per un picnic, ci ha insegnato come rifilare la pasta che ricopre una pie di carne e ci ha svelato i segreti delle mincepies più deliziose.
La donna che ci ha rivelato quanto la crema inglese tradizionale fatta in casa sia una sublime prelibatezza.
Grazie a lei ogni Natale a casa nostra la tradizione italiana e quella inglese dei cibi delle feste si uniscono in un connubio che piace e sorprende piacevolmente.

Viva Viva Delia Smith!

Grazie a lei ho scoperto che la cucina tradizionale britannica non si limita a beans on toast!

giovedì 24 marzo 2011

Alfabeto culinario - C

C
Poteva essere cioccolato ma è caffettiera.
Perché dalla caffettiera si sprigiona il profumo più buono che ci sia che è sinonimo di casa, di inizio di giornata quando si aprono gli occhi e si sa, da quel profumo, che qualcuno ha pensato a noi e ci ha preparato il caffè.
Il profumo è intenso, avvolgente, seducente.
Peccato che il sapore non sia all’altezza.
Eh si perché raramente il sapore del caffè riesce ad eguagliare l’aroma che sprigiona.
Peccato.
A me poi piace dolce e con il latte che snatura un po’ la sua essenza...
Alcune volte però, quando meno te lo aspetti, incontri un piccolo espresso che racchiude in sé un’esperienza unica e appagante.

mercoledì 23 marzo 2011

Alfabeto culinario - B

B

Babette dell’omonimo pranzo.
La Blixen ci aveva abituati a personaggi straordinari e anche questa volta non ci delude.
Nella sua trasposizione cinematografica questo racconto ci rende partecipi della straordinaria esperienza della preparazione di questo pranzo.
Uno dei miei film preferiti EVER!

Le atmosfere austere della casa, il paesaggio aspro e brullo dell’Europa settentrionale si contrappongono al pranzo preparato da Babette, al suo sudare ai fornelli, alla stanchezza della preparazione, al vino che scalda.
A volte tutto quello che serve è un pasto luculliano per sciogliere le remore e avvicinare gli animi.
P.s. Devo confessare che alle cailles en sarcophage non mi ci avvicinerei neanche morta, ma ho apprezzato l’originalità del piatto.

martedì 22 marzo 2011

Alfabeto culinario - A

Amanti delle liste e degli alfabeti a tema eccovi serviti.
In leggera differita rispetto alla pubblicazione su FB dove lo sto condividendo con gli amici, ecco anche a voi il mio Alfabeto Culinario.
Una lettera per volta.
A

Artusi non c’è scozzo!
Non c’è modo migliore per aprire un alfabeto culinario.
Il suo "L' arte la scienza in cucina e l' arte di mangiar bene" l’ho letto come fosse un romanzo, nei lunghi viaggi in treno, ridendo delle sue a volte repellenti introduzioni ai piatti di cui poi ci avrebbe fornito la ricetta, e sgolosando su certe pietanze che solo un ricettario vetusto e un uomo dalle granitiche opinioni come lui potevano proporre.
Suggerisco una lettura di questo libro, anche a scappa tempo, per poter apprezzare i mangiari di una volta e l’incredibile carattere di quest’uomo baffuto che della cucina ha fatto un’arte.
Cito a mò d’esempio l’introduzione allo Strudel, dolce che manda in solluchero i più e che il Maestro descrive così:


“ Non vi sgomentate se questo dolce vi pare un intruglio nella sua composizione
e se dopo cotto vi sembrerà qualche cosa di brutto come un'enorme sanguisuga, o
un informe serpentaccio, perché poi al gusto vi piacerà. “

La Fatica della Forma Perfetta - Cupole col Cuore Morbido or Crusty Domes with a Soft Heart


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Sono stata un po' pigra ultimamente, presa dalla primavera, e quindi dalle mille attività che sono necessarie per il risveglio del giardino, ho lasciato un po' in disparte la cucina.
I primi fiori sbocciati in giardino mi hanno incantata, i cespugli di lavanda da sfoltire hanno reclamato la mia piena attenzione.


Ho passato il tempo a cucire, seminare e preparare per la nuova stagione il giardino e il balcone dove il Peabo passa le sue giornate scuriosando fra i vasi di fiori e erbe aromatiche.


Le celebrazioni nazionali, i santi patroni, centenari di squadre di calcio locali, le feste che si sono susseguite mi hanno tenuta lontana da casa e così sulla cucina è calato il silenzio. Frettolose insalata consumate velocemente e quasi senza gusto, bagel tostate con un velo di peanut butter e un cucchiaino di marmellata di fragole, per restare nella vera tradizione dei golosi, tazze di tè fumante poggiate sui muretti del giardino e afferrate con mani guantate e un po' terrose mentre decidevo se estirpare o no i rami che sembravano secchi che più secchi non si può di una margherita che lo scorso anno mi aveva dato molta soddisfazione con una fioritura copiosa e prolungata.
Ieri sera però, un lunedì come tanti, ho deciso di riprendere pieno possesso del mio regno. Una bella teglia di lasagne al pesto per cena e un dessert da leccarsi i baffi.
Ho visto le foto di una mela cotta in forno e ripiena su cui era stata poggiata questa cupola di pasta brisée e ho deciso che dovevo assolutamente provare.
La mela ripiena doveva essere sostituita con qualcosa di più goloso però, che altrimenti Andrea non avrebbe apprezzato. Le fragole allora, le sue preferite. Anche se non è ancora stagione, questo è uno dei pochi frutti che il consorte mangia volentierissimo e quindi mi ingegno per trovarne di profumate e succose, mature al punto giusto.
Essendo lunedì però, e dopo aver passato la giornata a cucire spaventapasseri, verniciare tavolinetti e pulire vecchie carriole, ho deciso che avrei usato delle scorciatoie.
La prima: Crema in polvere. Ho seguito le istruzioni della confezione e ho fatto un po' di crema inglese aggiungendo delle bucce di limone per dare un tocco di "fatto in casa" alla preparazione industriale.
Ho lavato e tagliato le fragole a pezzettoni, aggiunto un cucchiaio di zucchero e il succo di mezzo limone, mescolato e lasciato macerare a temperatura ambiente.
Sono passata poi alla preparazione della cupola di brisée. Che difficoltà!
Intanto ho utilizzato una pasta fresca comprata e ho scoperto che è troppo sottile per questa preparazione. Il primo tentativo si è risolto in una rete che si smollava in cottura e si frantumava appena si toccava una volta fuori dal forno. Ho impastato la pasta avanzata e tirata con il mattarello fino ad avere uno spessore di 4-5 mm e poi, usando l'apposito attrezzo, ho intagliato la superficie della pasta per avere questa forma che ricorda un alveare. (Se non si dispone dell'attrezzo in questione, si può ottenere lo stesso risultato, con un po' di tempo, facendo dei tagli sfalsati sulla pasta utilizzando un coltello affilato). Si fa una palla con della carta da forno e si avvolge la pasta intorno alla palla, maneggiandola con cura e sistemandola in modo che il disegno delle losanghe sia armonico. Si informa a 180° per circa 15 minuti stando attenti a ruotare la pasta se il forno non la dora uniformemente. Una volta cotta si sforna, si lascia freddare e si toglie la carta da forno con molta attenzione.
Per la presentazione, si stende una base di crema sul piatto di portata, si versano sopra alcuni cucchiai di fragole e si ricopre il tutto con la cupola di brisée e si serve con una spolverata di zucchero a velo.



English Version

Springtime has diverted my attention from the kitchen to the garden. Last night though I thought it was about time to make something nicer than a salad or a toasted bagel: Pesto lasagne for main and a Short crust pastry dome over some strawberries and custard. I know it’s not yet strawberry season, but Andrea loves them and I wanted to prepare a great dessert so I looked for nice, ripe ones and after washing and cutting them I added a spoonful of sugar and the juice of half a lemon and let them to macerate for a while at room temperature. I prepared some custard from a packet and added the rind of half a lemon to give it a hint of “homemade”, and I cut the pastry with a lattice pastry cutter (if you haven’t got one you can use a sharp knife and a lot of patience). I made a ball of parchment paper and carefully put the pastry on top of it forming a nice patter. After baking the pastry in the oven (180°C for 15 mins) and keeping an eye on it, turning it if necessary to get a uniform golden colour, I waited for the pastry to cool and then, carefully I got rid of the parchment paper.
To serve: spoon some custard on a serving plate, add some strawberry on top of it and finish off with the pastry dome. Sprinkle with icing sugar.


venerdì 11 marzo 2011

E il Basilico? Insalata Mista con Mozzarella & Uovo in Camicia or Mixed Salad with Poached Eggs


Stamani sono andata a fare un giro alla serra dei fiori, la primavera sta arrivando e ritorna la voglia di avere a disposizione le erbe aromatiche fresche per condire le insalate e i freschi piatti che si addicono a questa stagione.
Insieme al coriandolo, la camomilla, il timo, la salvia, l'erba cipollina, comprata soprattutto per i suoi fiori, e ancora il dragoncello e il rarissimo, da queste parti, rabarbaro, ho comprato anche un vasetto di profumatissimo basilico.
L'idea di una bella insalata fresca si è delineata e così ho pensato di far qualcosa su una base di pomodorini e basilico.
Apro il frigo, tiro fuori finocchio, carota, sedano, pomodorini, una mozzarella, un uovo e mi sono messa al lavoro.
La carota è stata grattugiata, l'uovo cotto in camicia utilizzando la cocottina di silicone che rende la vita facile, i pomodorini tagliati a metà e la mozzarella spezzettata con le mani che è più bella rispetto alle fettine bianchicce e tristine in cui di solito si trasforma. Ho fatto una piccola decorazione con una fettina sottile di Gouda e un cuore di sedano, condito il tutto con un filo d'olio, sale, pepe e origano. Appena prima di portare in tavola ho aggiunto l'uovo.
Un piatto colmo di sapori freschi dove l'uovo tiepido e cremoso è diventato l'ingrediente che ha reso speciale questo piatto.
E il basilico?
Il basilico me lo sono dimenticato, ma, nonostante lo ami, oggi non mi è mancato...

mercoledì 2 marzo 2011

Love is in the Air - Cuori di Pomodoro or Tomato Hearts


Nei giorni scorsi ho visto su un blog, di cui non ricordo l'indirizzo, una splendida insalata con dei pomodori a cuoricino. Non ho resistito e stamani, nel corso della mia passeggiata, ho fatto un salto al super e mi sono presa i datterini per provare a replicare questa chicca visiva.
Ho anche fatto alcune foto per spiegare come si facciano in modo che anche voi possiate ravvivare le vostre insalate miste con questo modo insolito di servire una verdura di tutti i giorni.


Si usano i pomodori datterini, quelli di forma allungata per intendersi, e si fa un taglio obliquo dividendo il pomodoro in due. Si prendono le due metà del pomodoro e se ne ruota una fino a che si otterrà la forma del cuoricino.




Eccolo, facile no?