giovedì 30 settembre 2010

Sapori Estivi - Fiori di Zucca Ripieni or Stuffed Courgette Blossoms


Ieri sono all'ora di pranzo io e Andrea ci siamo ritrovati a vagare fra i banchi del mercato di un paesotto di provincia. Al primo banco di frutta e verdura ho visto dei bellissimi fiori di zucca che mi hanno colpita per il fatto che ancora, a fine settembre, se ne trovassero in giro. Quest'anno fra una cosa e l'altra li avevo mangiati solo una volta, e si sa, una volta non è abbastanza! Così, finito il giro, e prima di andare a mangiare, ho comprato una cassetta di questi coloratissimi fiori. Una volta arrivata a casa li ho avvolti in canovacci umidi e messi in frigo.
Stamani ho comprato ricotta e uova e ho preparato un po' di fiori ripieni.
Per una quindicina di fiori ho usato i seguenti ingredienti:
  • 250 g di ricotta
  • 90 g di formaggio cremoso
  • 3 cucchiai di parmigiano
  • 1 uovo
  • olio
  • sale e pepe
  • basilico
Ho acceso il forno a 200°. Ho grattugiato il parmigiano in una ciotola capiente, ho aggiunto il formaggio cremoso, la ricotta, il sape e il pepe e ho mescolato bene, ho aggiunto l'uovo e infine, quando tutto era ben amalgamato il basilico tritato finemente. Con una tasca da pasticcere ho riempito i fiori di zucca dopo averli privati del pistillo e del gambo. Ho chiuso i petali sul ripieno e ho adagiato i fiori in una teglia appena unta d'olio. Ho coperto la teglia con dell'alluminio, ho infornato per 15 minuti e poi ho tolto l'alluminio, ho fatto cuocere per 10 minuti da una parte, poi girato i fiori e fatto dorare per altri 10 minuti dall'altra parte. Ho servito i fiori caldi caldi con i muffin di verdure fatti ieri, delle roselline di prosciutto crudo stagionato con il pepe rosa e una ciotola di pomodorini conditi con un po' di sale, olio e basilico fresco.
Ho adattato questa ricetta da una che ho trovato in rete a questo indirizzo .
 

mercoledì 29 settembre 2010

La Biblioteca - Settima Parte or The Library, part seven

In un post precedente avevo già presentato qusto libro che ho comprato seguendo le tante critiche positive di fanatiche panificatrici. Devo dire che per ora ho solo provato la focaccia di Recco, purtroppo nella foga dell'abbuffata mi sono dimenticata di fotografarla. Certo la focaccia di Recco non è lievitata, non richiede cure speciali e sarebbe stato quasi impossibile sbagliare. Dovrò tornare a considerare la validità di questo libro una volta che avrò provato qualche ricetta in più.
 

In vacanza ho approfittato di una giornata piovosa a Caen per rifugiarmi in una libreria dove ho comprato un piccolo libriccino ricco di ricette gustosissime e semplici da rifare. Il secondo libro è un ricordo della vancaza, in quanto racchiude i piatti tipici della Normandia, probabilmente non rifarò molti di questi piatti che non incontrano il mio gusto, ma resta comunque un riferimento prezioso per torte di mele e piatti robusti, sicuramente invernali!
 

Tante Verdure in frigo - Muffins Salati or Savoury Muffins


In questi giorni ho avuto un impeto comprereccio per le verdure. Sarà che l'estate è finita e tutti i suoi colori stanno piano piano sbiadendo, così prima che spariscano del tutto mi sono accaparrata vibranti peperoni rossi e gialli, zucchine sode, carote croccanti, un bel cavolo verza con bellissime foglie corrugate, brillanti cipolle rosse di tropea e candidi cipollotti, porri alteri, pomodorini succosi e il frigo straripa!

Ecco che bisogna decidere come usare tutta questa ricchezza. Un bel minestrone di verdure, della pasta con un "ragout" di peperoni e porri saltati in un filo d'olio buono, e per finire dei muffins salati. Devo confessare che la mia intenzione era quella di farne un discreto quantitativo per poi congelarli ad avere sempre a portata di mano qualcosa che si scongelasse velocemente e potessero risolvere un aperitivo improvvisato o una cena fra amici, se accompagnato da carne alla piastra per esempio, oppure una zuppa o vellutata.
Così ho preso gli ingredienti necessari e il tempo di far scaldare il forno e 12 muffins erano pronti per essere cotti negli stampi di silicone. 
  • 1 zucchina media grattugiata
  • 1 carota media grattugiata
  • 1/2 porro grande tagliato a fettine sottili
  • 2 piccoli cipollotti
  • 1 noce di burro
  • 100g di emmentaler
  • 225g di farina 00
  • 1 cucchiaino di lievito per torte salate
  • 175 ml di latte
  • 55 ml di olio di oliva (io ho solo extravergine in casa e ho messo quello)
  • 1 uovo
Scaldare il forno a 200°.
Per prima cosa far soffriggere i cipollotti e il porro in una noce di burro fino a che sono morbidi ma non coloriti.
Mettere la carota, la zucchina e il porro in una ciotola, aggiungere il formaggio, la farina e il lievito e mescolare bene. Aggiungere gli ingredienti liquidi e mescolare fino ad amalgamare appena il tutto ed avere un impasto abbastanza consistente. Riempire gli stampini per muffins e mettere in forno per circa 20 minuti fino a che i muffins sono coloriti e uno stuzzicadenti inserito al centro di uno di essi esce pulito.
Sono ottimi serviti tiepidi. Si mantengono per qualche giorno in una scatola a chiusura ermetica o si possono congelare per circa 3 mesi.
Andrea mi aveva chiesto di non propinargli questi muffins salati ma si è subito ricreduto quando li ha visti e ne ha mangiati 3 a cena dicendo che ne avrebbe mangiati altri stasera.
Forse non li congelerò dopotutto...

Fatto, Ancora da Provare - Sciroppo di Melograno or Pomegranate Molasses


La settimana scorsa ho avuto in regalo dei melograni che si erano aperti e quindi andavano consumati subito, così, dopo un po' di studio su internet ho deciso di fare una riduzione sciropposa, fra il dolce e l'aspro da usare nella preparazione di carni tipo pollo e maiale.
La procedura è stata semplicissima: dopo aver tagliato i melograni in due ho ricavato il succo con lo spremiagrumi ho passato questo succo al setaccio togliendo tutte le impurità. Ho fatto bollire il succo con dello zucchero e un goccio di limone fino a che si è formato uno sciroppo denso, ci sono voluti circa 45 minuti.
A questo punto ho messo lo sciroppo in un barattolo di vetro, l'ho lasciato raffreddare e lo conservo in frigo dove durerà per circa 1 mese.
Le dosi sono:
  • 4 tazze di succo di melograno (circa 960 ml)
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 1/2 cucchiaio di succo di limone
Non vedo l'ora di usarlo e assaggiare la carne, dovrò trovare una ricetta che lo preveda come ingrediente, o inventerò...

martedì 28 settembre 2010

Esperimenti - Focaccia Genovese or Genoese Focaccia


Uno degli ultimi libri di cucina che mi sono regalata è "Pane e Roba Dolce" delle Sorelle Simili. In rete c'è una vera venerazione per queste donne che tengono corsi di panificazione e sulla pasta fatta in casa, un po' alla vecchia maniera e anche il libro rispecchia questo stile un po' spartano. Poche foto, in bianco e nero, e ricette corredate da piccole storie, così come piace a me.

Ci sono un po' di spiegazioni sulle tecniche di manipolazione degli impasti che non sono molto chiare, almeno per me che ho sempre bisogno di avere un esempio visivo per capire certe cose un po' complicate, ma l'ausilio di Youtube ha reso tutto molto semplice!
Una delle prime ricette che avrei voluto provare da questo libro è quella della focaccia genovese, che mi piace molto, però poi mi sono lasciata travisare da internet e da un signore che, proprio su Youtube, ha pubblicato molti video sulla panificazione e così ho deciso di seguire la sua ricetta.
Ho trovato le dosi sul suo sito e mi sono messa all'opera.
Il procedimento è semplice anche se un po' lungo a causa delle tante lievitazioni, ma il risultato è spettacolare anche se io ho usato una teglia un po' più piccola di quanto richiesto e quindi i tipici "buchini" che contraddistinguono questa focaccia sono stati soffocati dall'impasto sovrabbondante. Forse ho cotto la focaccia un po' di più di quanto si debba, ma questa è stata una scelta dettata da un mio gusto personale.
La focaccia è stata sfornata, tolta subito dalla teglia e messa su una griglia in modo che potesse freddare senza inzupparsi di umidità.
Non ho resistito e l'ho mangiata ancora calda, così senza niente: una prelibatezza!

lunedì 27 settembre 2010

Lunch - Fajitas di Pollo con Guacamole, Panna Acida e Salsa Messicana or Chicken Fajitas with Guacamole, Sour Cream and Mexican Sauce



Per il pranzo domenicale abbiamo deciso di volare in Messico con la fantasia e un pizzico di aiuto dalla cucina.
Sabato abbiamo comprato un avocado maturo, il lime, il pollo e i peperoni, una piccola confezione di panna acida e ieri in tarda mattinata mi sono messa a fare le tortillas mentre il pollo marinava in olio di semi e succo di lime e non dimentichiamo un bel peperoncino fresco tritato.
L'impasto per le tortillas è semplicissimo:
  • 375 g di farina (io ho usato la 00)
  • 1 cucchiaino di sale
  • 80 ml di olio (ho usato quello di semi di girasole)
  • 250 ml di acqua circa
Si mescolano in una ciotola la farina e il sale, si fa una fontana e si versa l'olio al centro. Si comincia ad amalgamare il tutto con la lama di un coltello o una spatola di metallo. Si versa piano piano l'acqua fino ad avere un impasto morbido. Si trasferisce l'impasto su un piano infarinato e si lavora il tutto per circa 5 minuti. A questo punto si fa riposare l'impasto in una ciotola coperta per 1 ora e poi si divide in 12 palline che verranno assottigliate fino ad avere delle tortillas di circa 20 cm di diametro che verranno cotte in una padellina dal fondo spesso. Se le tortillas tendessero a gonfiarsi si schiacceranno con una spatole. Una volta cotte da entrambi i lati si terranno in caldo per essere consumate con la carne.
Per preparare le fajitas di pollo ho tagliato un petto di pollo a strisce, l'ho fatto marinare in un paio di cucchiai di olio di semi e del succo di lime, peperoncino fresco tritato e al momento di cuocere ho scaldato una padella antiaderente e ci versato il pollo e la marinata. una volta che la carne di è sigillata ho aggiunto del peperone rosso e giallo tagliato a striscioline e della cipolla rossa affettata sottilmente. Ho fatto ritirare la marinata e condito il tutto con una spolverata di sale e pepe.
Il guacamole è stato fatto mischiando un po' di ricette e varie versioni che ho assaggiato nel tempo. Ho preso un avocado maturo, ho messo la polpa in una ciotola e ho dato a Andrea l'incombenza di schiacciarla con una forchetta, ho aggiunto del succo di lime, un paio di piccoli pomodorini tagliati a dadini, mezzo peperoncino rosso fresco, una punta di cucchiaino di coriandolo in polvere, una punta di cucchiaino di cumino in polvere e ho mescolato tutto. Ho messo in frigo a insaporirsi e una mezzora prima di servire l'ho riportato a temperatura ambiente.
Al momento di pranzare abbiamo mangiato le tortillas con il pollo, un po' di guacamole e panna acida, o per cambiare della salsa messicana, assolutamente comprata già fatta.
Un pranzo fantastico, supersaporito e solare per trattenere ancora un po' quest'estate che ci sta salutando.



venerdì 24 settembre 2010

Lunch - Leggera Leggera la Minestra di Farro e Verdure or Light Vegetable and Spelt Soup


Ieri sera ho preparato il Pranzo di Andrea per oggi: insalata di farro con tonno e verdure. Il tonno, già condito, viene da una scatoletta, sapore tanto amato da Andrea e il farro l'ho cotto in acqua bollente leggermente salata. Dopo 15 minuti circa si scola, si sciacqua in acqua fredda e si condisce. Pranzo preparato.
Ora c'è una questione che va avanti da quando ho cominciato a preparare i pranzi di Andrea a base di farro ed è la quantità incredibile di farro che tutte le volte si trova a dover affrontare. Io di solito cuocio un quantitativo ad occhio e esagero sempre, forse il retaggio di essere cresciuta in una famiglia numerosa mi impedisce di cuocere micro-porzioni. Ieri allora ho deciso di misurare il quantitativo di farro per poi tenere la misura come riferimento. Ho preso un bicchiere della nutella, anzi IL bicchiere della nutella che da anni Andrea usa per il succo di frutta al momento della colazione, l'ho riempito fino a un 1 cm dal bordo di farro e ho cotto questo quantitativo. Quanto decido di essere precisa sfioro la mania!
Una volta cotto, questo quantitativo è come lievitato, ne è venuta fuori una ciotola enorme e così Andrea ha preso il quantitativo che gli bastava per il pranzo e ne è avanzato un bel po'.
Visto che stamani ho preparato la base per della vellutata di verdure, ho deciso di farmi per pranzo una bella ciotola di farro e verdure.
Ho preso 4 costole di sedano, 2 zucchine, 1 porro, 3 carote, 1/4 di cavolfiore, 5 foglie di cavolo verza, un avanzo di insalata mista non condita, ho tritato il tutto grossolanamente e messo a cuocere in una pentola capiente con 1 litro di acqua bollente e del granulare vegetale. Una volta che le verdure sono risultate tenere ho preso un po' di questo mix, l'ho messo in una piccola pentola, ho aggiunto il farro avanzato e ho scaldato il tutto.
Ho pensato di servire questa minestra con del pane integrale con semi di girasole, condito il tutto con pepe macinato fresco e un goccio d'olio extravergine d'oliva.
Una bontà che scalda il cuore!

giovedì 23 settembre 2010

Sapori Autunnali - Torta di Carote e Zenzero or Ginger and Carrot Cake


Finalmente ieri mi sono decisa e ho fatto un salto dall'ortolano per comprare delle belle carote fresche per fare questa torta che da tempo mi stuzzicava dalle pagine di Goodfood. In casa avevo tutto, dallo zenzero candito che ho fatto qualche tempo fa, alla melassa scura, al golden syrup, la melassa chiara, allo zenzero in polvere...
Prendere in mano i barattoli e controllare le date di scadenza e le quantità di prodotto rimasto e questo mi ha permesso di stilare una prima "lista della spesa" da portare con me a dicembre quando andremo a Londra.
In pochissimo tempo ho assemblato gli ingredienti e dopo aver imburrato e rivestito uno stampo da plumcake con carta da forno ho infornato e in 45 minuti precisi il dolce era pronto. Questo nonostante le traversie sulla temperatura del forno di cui vi ho raccontato ieri qui.
Ecco la ricetta che ho seguito per confezionare questo fantastico dolce da merenda pomeridiana, naturalmente accompagnata da una buona tazza di ottimo tè.
Ingredienti per uno stampo da plumcake della capacità di 900 g:
  • 100 g di burro più un poco per imburrare lo stampo
  • 100 g di zucchero di canna scuro Moscovado
  • 50 g di melassa scura
  • 50 g di melassa chiara
  • buccia di 1 arancia (naturalmente io questa non l'ho messa perché le arance non sono di stagione)
  • 1 limone succo e buccia
  • 1 carota grande grattugiata (circa 140 g di polpa)
  • 5 pezzi di zenzero candito tritato finemente (io qui ho fatto a occhio usando 3 cucchiaini di piccoli pezzi di zenzero)
  • 175 g di farina autolievitante (che non avevo così ho usato farina normale e una bustina di lievito)
  • 1/4 di cucchiaino di bicarbonato
  • 2 cucchiaini di zenzero in polvere
  • 1/4 di cucchiaino di pepe macinato al momento
  • 2 uova
  • 140 g di zucchero a velo (che ho fatto con il mixer usando dello zucchero semolato in cui avevo messo delle bacche di vaniglia in infusione)
Accendere il forno a 180°.
Imburrare la teglia e rivestirla con della carta da forno.
Mettere il burro, lo zucchero, le melasse e metà delle scorze grattugiate in una pentola e mettiamo sopra un fuoco moderato mescolando in modo da amalgamare tutti gli ingredienti. Si aggiungono poi la carota, 3/4 di zenzero candito, tutta la farina, il bicarbonato, il sale, lo zenzero in polvere, il pepe, le uova e si mescola tutto fino ad ottenere un impasto liscio che verrà versato nello stampo e infornato per circa 45 minuti o fino a quando uno stuzzicadenti inserito in mezzo al dolce non uscirà asciutto e pulito. Si fa freddare 20 muniti nello stampo e poi con l'aiuto della carta da forno metterlo su una griglia da pasticcere.
A questo punto bisogna setacciare lo zucchero a velo in una ciotola, aggiungere il resto delle bucce degli agrumi grattugiate e poi versare circa 4 cucchiaini di succo di limone e mescolare fino ad avere una glassa liscia e compatta. Mettere un po' di pellicola sulla superficie della glassa fino al momento di usarla.
Quando il dolce è completamente freddato versare la glassa sopra e far cadere dai lati, aggiungere il rimanente zenzero candito e lasciare che la glassa si indurisca prima di servire.
 

Questa torta ha un sapore intenso, carico di contrasti, la dolcezza delle melasse e la piccantezza dello zenzero si bilanciano e il tutto viene esaltato dalla nota asprigna e molto profumata del limone usato per la glassa e dalla sua buccia aromatica.
Una volta assaggiata c'è il pericolo di non riuscire a fermarsi...

mercoledì 22 settembre 2010

Tecnologia & Perplessità - Termometro da Forno or Oven Thermometer

Come commentare il fatto che io abbia comprato un termometro da forno per "non avere più problemi" con le cotture di dolci e affini quando il detto termometro, a forno spento e in disuso da giorni, segnava circa 60°. Quando, con un giro di manopola ho dato il comando "Che si giunga ai 180°", il pigro termometro è rimasto incantato sotto i 100° per un bel po', fino a che l'ho dato per defunto, se non che, nel momento in cui ho chiuso lo sportello, dopo aver infornato una torta di carote di cui vi parlerò in seguito, ha avuto un guizzo di vitalità e tutto ad un tratto s'è messo a scalare vette di calore che non avrebbe dovuto raggiungere. In pochi secondi, e sotto i miei occhi increduli, la lancetta ha cominciato a inerpicarsi al di sopra dei 150° e poi, con un balzo, ecco che ha toccato i 165, di corsa verso i 180 e ho capito in un attimo che non si sarebbe fermato lì dove avrebbe dovuto. Infatti salutati i 180, è andato ad accaparrarsi i 190 e fino ai 200 e passa. Io intanto ho manovrato le manopole partendo al contrattacco e staccando subito il rifrullo d'aria della convenzione ho placato i bollenti spiriti del forno abbassando la temperatura quel tanto che bastava per fermare questa assurda e non rischiesta impennata, che aprire lo sportello era assolutamente vietato, pena la cattiva riuscita di questa torta che da tempo stavo meditando e per la cui creazione ho dovuto anche improvvisarmi speziale e alchimista per produrre un introvabile zenzero candito.
Ora assestatosi il termometro imbizzarrito sui 165°, a metà strada fra la temperatura consigliata per l'opzione ventilata e quella statica, la torta cresce tranquilla nel suo stampo, incurante della lotta che è avvenuta a suon di manopole e lancette perché uscisse perfetta e fragrante dal forno.
Non resta che aspettare mentre il profumo di melassa e zenzero si appropria della casa baciata dal sole al tramonto.

giovedì 16 settembre 2010

Lunch - Cous Cous con le Verdure or Mixed Vegetables Cous Cous


Ho assaggiato il cous cous per la prima volta quasi 20 anni fa in Tunisia.
Una presentazione particolare, in un grande piatto di ceramica spesso e colorato, le verdure a raggiera su una base cous cous fumante, in mezzo della carne profumata e succosa.
Bello e solare questo piatto mi ha subito conquistata.
Una delle cose che mi piacciono molto a proposito del cous cous è che come la pasta è molto versatile e prende la personalità del sugo che lo accompagna.
Oggi ho deciso di preparare il cous cous con le verdure, senza carne o pesce.
Ho preso mezzo peperone giallo, qualche pezzo di cavolfiore, di broccolo, e li ho messi a soffriggere in una padella con dell'olio e uno scalogno tagliato sottilissimo.
Ho fatto andare le verdure a fuoco vivace fino a che sono diventate croccanti e dorate, le ho saltate e pepate poi ho preparato il cous cous secondo le indicazioni della confezione e l'ho lasciato riposare 5 minuti nell'acqua bollente condita con un pizzico di sale e un cucchiaino d'olio. Nel frattempo ho lavato e tagliato qualche pomodorino rosso e giallo e l'ho aggiunto alle verdure con qualche foglia di basilico.
Al momento di servire ho impiattato il cous cous e ci ho versato sopra le verdure con il loro sughetto di cottura. Il profumo fantastico e la consistenza particolare di queste piatto ne hanno fatto un pranzo fantastico, ancora pieno di profumi estivi ma con un tocco di calore che occhieggia all'autunno.

mercoledì 8 settembre 2010

Variazioni sul Tema - Spanakopita Rivisitata or Spanakopita My Way


Ho comprato la feta ricordando che in frigo avevo una confezione di pasta fillo e degli spinaci. Avevo intenzione di fare una torta salata come quelle che mangiavo a Londra e che faceva una mia amica e collega bosniaca. Ho scoperto che nella regione balcanica, in Grecia e in Turchia viene condiviso un simile patrimonio culinario. Cambiano i nomi, magari la presentazione dei piatti, ma il sapore è quello!
In Grecia questa torta si chiama Spanakopita, in Turchia abbiamo i Borek di formaggio
Ricordo che gli ingredienti base per questa torta salata erano:
  • pasta fillo (una pasta tirata sottilissima che si secca velocemente quando è lasciata fuori dal suo involucro o non coperta da un canovaccio)
  • spinaci scottati o decongelati e poi strizzati perché non rilasciassero acqua in cottura
  • feta
  • formaggio cremoso
  • uova
  • burro fuso per spennellare gli strati di pasta
  • sale e pepe
Non avevo il formaggio cremoso in frigo e la confezione di pasta aveva solo 6 fogli di fillo, così ho deciso di fare dei fagottini.
Ho fatto soffriggere della cipolla, prima variazione, in un po' di olio, poi l'ho mescolata agli spinaci, circa 250 g, e ho sbriciolato 100 g di feta poi l'ho incorporata agli spinaci mescolando bene. Ho aggiunto in pizzico di sale e pepe. E' questo il momento di assaggiare per controllare la sapidità. A questo punto si aggiunge un uovo e si inizia a comporre la torta salata.
Si accende il forno a 200°.
Si fanno fondere due cucchiai di burro, si prende un foglio di fillo e si tengono gli altri avvolti in un canovaccio. si stende il foglio di fillo sul piano di lavoro e si spennella con il burro, si taglia in 3 parti nel senso della lunghezza e si sovrappongono le strisce ottenute. Si mette un bel cucchiaio di composto di spinaci e feta all'estremità della pasta più vicina a noi.


Si comincia a "triangolare" la pasta racchiudendo il ripieno, prima da una parte...


 
poi si gira sopra, e infine dall'altra parte e via fino alla fine della striscia di pasta.

 
A questo punto si imburra tutto il fagottino e si adagia su una teglia imburrata, si fanno cuocere i fagottini per circa 20/30 minuti, fino a che diventano di un bel colore dorato.
A me piace servire questi fagottini su un letto di salsa di pomodoro tiepida aromatizzata con un poco di origano o del basilico.
Ottimo piatto unico.
Il ripieno saporito e morbido contrasta deliziosamente con la croccantezza dell'involucro.

martedì 7 settembre 2010

Power Walking e Cene Veloci - Vellutata di Cavolfiore & Patate or Potato and Cauliflower Soup


 
Da domenica abbiamo iniziato a fare un po' di esercizio per scrollarci di dosso questa apatia estiva. Qui dietro casa c'è un forte diroccato intorno al quale è stato realizzato un percorso con attrezzi per fare esercizi, il tutto in mezzo a nespoli, querce e molto verde. Così, ora che non fa più caldissimo ci siamo decisi!
L'organizzazione è doverosa. Nei weekend possiamo andare a fare in nostri "giri intorno al fortino" quando vogliamo, ma durante la settimana abbiamo deciso che preparerò qualcosa che si possa scaldare prima che Andrea torni dall'ufficio così poi, al ritorno dal nostro giro di esercizi basterà riscaldare la cena. Così lunedì ho preparato questa vellutata di cavolfiore e patate che si è fatta quasi da sola, e al momento di andare a tavola ho tostato qualche fetta di pane integrale agli 8 cereali, tipo tedesco, e la cena era pronta!
Per la vellutata per 4 persone ho preso un quarto di un cavolfiore di medie dimensioni, l'ho lavato e tagliato a pezzi abbastanza piccoli, ho pelato due patate medie e le ho tagliate in 4 per la lunghezza e poi a fette di circa 3 mm.
Ho messo a rosolare 1/4 di cipolla in un cucchiaio d'olio extravergine e dopo qualche minuto ho aggiunto cavolfiore e patate.
Dopo aver mescolato bene ho salato e ho aggiunto 1/2 cucchiaino di granulare vegetale, ho versato sopra le verdure dell'acqua bollente fino quasi a ricoprirle.
Far cuocere 10 minuti e poi provare a spezzare una fettina di patata per vedere se è cotta.
Una volta che la cottura è stata raggiunta frullare le verdure nel loro liquido con un frullatore a immersione e aggiungere acqua bollente se la vellutata fosse troppo densa.
Assaggiare di sale servire accompagnata da noce moscata, pepe, olio extravergine e pepe di Cayenna in modo che i commensali possano condire la vellutata a loro piacimento.
Un ottimo complemento per questo piatto sono pancetta, speck o prosciutto crudo appena grigliati e tagliati a striscioline, pane tostato spalmato con un velo di burro o crostini di pane all'aglio o ancora del pane fresco croccante.
Se qualcuno ha qualche altro suggerimento...

lunedì 6 settembre 2010

Thinking ahead to Christmas - Piccalilli


Nella pigrizia della domenica pomeriggio, ieri ho iniziato a sfogliare alcuni libri di decorazioni e ricette natalizie. Sarà stato il calo di temperatura, l'avvicinarsi dell'autunno, ma la mente è volata al Pranzo di Natale e a cosa avrei potuto fare quest'anno.
Ecco che mentre sfogliavo "Happy Christmas" di Delia Smith ho visto una bella foto di "sottaceti all'inglese" con la senape in polvere. La verdura assume un bel colore gialli ed è immersa in una crema molto aromatica. Ho letto la ricetta, per sfizio e quando ho visto che la preparazione richiede almeno 2 mesi di riposo prima di essere pronta per essere consumata, ecco che ho deciso che oggi avrei provato a farla. Avevo quasi tutto in casa e così mi sono messa ai fornelli. La preparazione è veloce e semplice, basta seguire i vari stadi di preparazione senza fare pasticci ed ecco che mi son ritrovata con 2 barattoli di Piccalilli che gusteremo a Natale, sempre che siano venuti buoni...
Ecco la ricetta di Delia.
Ingredienti per 3 barattoli da 350 ml (a me ne sono venuti 1 da 500 ml e 1 da 200 ml, forse ho tagliato la verdura più piccola di quanto indicato, mi succede sempre, dovrò imparare a tagliare prendendo le misure con il righello!)
  • 250 g di cavolfiore tagliato in pezzetti di circa 2,5 cm
  • 175 g di piccole cipolle tagliate in quattro per la lunghezza e poi tagliate ancora in mezzo (io ho usato cipolle rosse perché avevo quelle in casa e hanno tinto un po' il cavolfiore di rosa, poco male)
  • 200 g i cetriolo, sbucciato, tagliato in 4 per il lungo e poi tagliato e fette di circa 1/2 cm
  • 175 g di fagiolini tagliati in pezzi di circa 2,5 cm
  • 475 ml di aceto di malto + 2 cucchiai (e qui ho dovuto adattarmi che l'aceto di malto da queste parti non si trova, così ho usato aceto di vino bianco e aceto di mele)
  • 1/4 di una noce moscata grattugiata
  • 1/4 di cucchiaino di Pepe della Giamaica (pimento)
  • 75 g di zucchero
  • 1 spicchio d'aglio tritato insieme a 1/2 cucchiaino di sale
  • 20 g di senape inglese in polvere
  • 10 g di curcuma
  • 1 cucchiaio colmo di farina
Si mettono in una pentola capiente l'aceto, il cavolfiore, la cipolla, la noce moscata e il pimento e si porta il tutto a ebollizione. Si copre la pentola con un coperchio e si fa sobbollire per 8 minuti.
Passato questo tempo si aggiungono il cetriolo, i fagiolini, lo zucchero e l'aglio, si mescola bene e si fa riprendere il bollore. Da quel punto si calcolano altri 5/6 minuti senza coprire la pentola. Le verdure dovranno essere ancora croccanti.
Mettere un colino su una ciotola e scolare le verdure tenendo da parte l'aceto di cottura. Si mescolano la farina, la senape e la curcuma in una ciotola con i 2 cucchiai di aceto che avevamo tenuto da parte, un paio di cucchiai di acqua e si mescola. Si aggiunge un mestolo di aceto di cottura e poi si versa questa pastella fluida in una pentola. Si porta a bollore mescolando con una frusta, aggiungendo tutto l'aceto di cottura poco per volta. Si fa bollire a fuoco dolce per 5 minuti poi si trasferiscono le verdure in una ciotola capiente, si versa sopra la salsa di senape e si mescola bene. A questo punto non rimane che versare la verdura nei vasetti sterilizzati (io li ho bolliti in acqua per 10 minuti e poi li ho fatti asciugare in forno a 110°). Tenere per 2 mesi in un posto fresco e al buio prima di consumare.


P.S. Consiglio spassionato: quando si ha a che fare con la curcuma è meglio vestirsi con vecchie magliette o comunque non mettersi mai nulla a cui si tiene particolarmente.
La curcuma macchia!

E' tremenda, non c'è modo, che io conosca, di mandarla via e così, tanto per fare un esempio, la felpa nella foto era semplicissima, rosa e nera, i "fioroni" che si vedono sono stati applicati dopo che inavvertitamente mi ero messa a cucinare del pollo seguendo una ricetta indiana che prevedeva l'uso di curcuma. Che errore: una mescolata un po' più energica e patatrac!
 

venerdì 3 settembre 2010

Non è Aria Fritta ovvero l'Uso Trasversale - Il Latte Macchiato & La Superschiuma


Si è mai vista una schiuma così densa, corposa, quasi solida, a sovrastare un latte macchiato?
Stamani a colazione avevo voglia solo di una bevanda corroborante e così ho riempito la macchinetta di caffè al ginseng e ho preso la mia caffettiera Bodum comprata in Neal Street a Londra secoli fa. Ho versato 3 dita di latte e ho usato stantuffo e filtro far incorporare quanta più aria possibile al liquido. Una schiuma sensazionale, da Guinness, e non intendo da record, proprio da Guinness: la birra!

mercoledì 1 settembre 2010

A Mali Estremi - Stem Ginger


Nell'ultimo numero di Goodfood ho trovato una ricetta per una torta di carote e zenzero che prevede anche l'uso di zenzero candito. Dove lo trovo lo zenzero candito? Non lo trovo, mi son risposta un po' stizzita come accade tutte le volte che non trovo qualcosa e come tutte le volte non mi do per vinta, io quella torta la voglio fare. A questo punto la solita soluzione è quella di scartabellare fra le mie risorse libresche o in rete per trovare una ricetta che mi aiutasse a farlo in casa.
Ecco che ho trovato la ricetta e visto che avevo comprato dello zenzero fresco proprio lunedì mi sono messa subito all'opera!
La ricetta è facile, il risultato spero buono.
Come procedere:
  • 1/2 tazza di zenzero fresco tagliato a julienne (io l'ho tagliato a dadini piccoli che l'ho sempre visto così e ho aumentato un po' i tempi di cottura)
  • 1/2 tazza di zucchero
  • 1 tazza di acqua
Se mette una pentola con un po' d'acqua a fuoco, intanto si sbuccia e taglia lo zenzero. Appena l'acqua raggiunge il bollore si versa lo zenzero nella pentola e si fa bollire per 1 decina di secondi. Si ripete questo procedimento altre due volte. La ricetta non puntualizzava se si doveva cambiare l'acqua o meno, io l'ho fatto.
Si mettono lo zucchero e la tazza d'acqua in una pentola e si fanno bollire. Quando raggiungono il bollore si aggiunge lo zenzero e si fa sobbollire per circa 20 minuti.
Io ho fatto bollire un po' di più, circa mezzora.
Si fa intiepidire il tutto e si mettono zenzero e sciroppo di zucchero in un vasetto che verrà conservato in frigo.
Ora posso fare la torta di carote e zenzero.