martedì 31 agosto 2010

Ispirazioni Deviate - Pasta al Forno or Ovenbaked Pasta


 
Tornati dal weekend in terre toscane, dove con tutta la famiglia ho partecipato al rito della raccolta delle patate, abbiamo visto che, a parte una ciotola enorme di fagiolini e appunto due belle cassette traboccanti patate, non avevamo in casa frutta o verdura fresca così ieri sera siamo andati a fare la spesa.
Visto che abbiamo una sola macchina in famiglia, per le "spese grosse" vedo aspettare che Andrea torni dall'ufficio o che arrivi il fine settimana. A quel punto il dilemma cena si presenta: preparare qualcosa in anticipo e fare la spesa in santa pace, leggendo bene tutte le etichette, passeggiando fra la mercanzia in cerca di ispirazione e manifestando stupore di fronte a prodotti nuovi e mai visti, oppure fare un blitz veloce al super e tornare a casa in un tempo ragionevole per preparare qualcosa da mangiare un modo da non sforare nel giorno dopo come tempi?
Ho optato per la prima opzione, che a me la spesa veloce non piace, con grande cruccio di Andrea che mi aspetta pazientemente mentre io confronto, paragono, prendo in mano confezioni, soppeso e con tutta la calma del caso alla fine decido se procedere all'acquisto o meno.
La scelta per la cena da preparare ieri sera però è stata facile e veloce. Mentre sfogliavo un libretto di ricette comprato in Francia, ho visto una ricetta di pasta al forno con chorizo e crème fraîche che mi stava tentando da quando ho comprato il libro a Caen in una piovosa mattina di metà agosto. Per il chorizo non c'erano problemi, ne avevo comprato uno a Etretat, per poter almeno fare qualche ricetta che lo prevedeva senza dover tutte le volte sostituirlo con qualche altro ingrediente, per la crème fraîche, beh, mi sarei dovuta arrangiare. E così partendo da quella sostituzione ho modificato la ricetta talmente tanto da avere pasta e chorizo come unici due elementi originali. Il resto alla fantasia e a quello che avevo a portata di mano. Ecco come si sono svolti i fatti che hanno portato alla composizione di questo piatto appetitoso e dal sapore "adulto" come lo ha definito Andrea.
Per prima cosa ho messo a cuocere la pasta, penne, miste, normali e integrali, giusto per finire due pacchetti aperti, 180 g in tutto, ma anche se si trattava di un piatto unico ne è avanzato un po'. Mentre la pasta cuoceva ho tagliato un pezzo di chorizo, l'ho spellato e ne ho fatto delle rondelle piuttosto spesse che ho poi tagliato in quattro. Dopo aver scaldato una padella ci ho fatto rosolare il chorizo e poi l'ho tolto dal fuoco e messo da parte per riutilizzare la padella per far soffriggere un quarto di cipolla rossa con dei funghi champignon tritati sottili. Nel frattempo ho pulito una manciata di fagiolini e li ho tagliati in due o tre pezzi, li ho fatti cuocere a vapore per qualche minuto e li ho aggiunti al soffritto di funghi e cipolla, ho aggiunto anche il chorizo e poi ho fatto saltare tutto con la pasta condendola bene. Dopo aver messo la pasta condita in una pirofila di vetro adatta al forno ho preparato una salsa con un cucchiaio di burro, un cucchiaio colmo di farina sempre nella padella in cui avevo saltato la pasta con il condimento, ho fatto tostare bene e ho aggiunto mezzo bicchiere di latte, sempre mescolando con una frustina e poi ho allungato con dell'acqua aggiungendo del granulare vegetale. Insomma, un mix tra besciamella e brodo. Ho fatto addensare bene, aggiunto un pizzico di sale e pepe e ho unito alla pasta. Ho aggiunto anche una manciata di formaggio tipo emmentaler e ho coperto con della pellicola. Al rientro dal super ho acceso il forno con opzione combinata con grill alla massima potenza, ho spolverato la superficie della pasta con una bella grattugiata di grana e ho infornato per 15 minuti in modo che la parte esposta al grill diventasse croccante e il resto si scaldasse ben bene.
Il sapore robusto di questo piatto mi ha piacevolmente sorpresa, la nota affumicata del chorizo ha legato tutti gli altri sapori e la croccantezza dei fagiolini e della pasta si confondeva nella morbidezza della salsa e del formaggio fuso. Un buon piatto per una cena infrasettimanale. Da ripetere, se avremo ancora chorizo, oppure da cambiare ulteriormente usando quello che c'è in frigo.
 

lunedì 30 agosto 2010

Giro Intorno al Mondo - Arepas


Ecco la prima giornata di fresco dopo l'afa estiva e per festeggiare ho deciso di cucinare qualcosa a pranzo invece sbucciare un frutto o prepararmi qualcosa di freddo ecco che mi sono venute un mente le arepas!
Qualche tempo fa mi è capitato di leggere una ricetta di questo "pane" venezuelano e mi ha incantata per la sua semplicità. Tre ingredienti tre di cui due sono acqua e sale, e questo ha giocato a suo favore sicuramente. Mi sono documentata e come in tutte le ricette della tradizione di ogni paese le dosi degli ingredienti erano diverse in ogni ricetta, così ho deciso che sarei andata ad occhio. Ho comprato la farina di mais bianca, l'ho macinata con il mixer, che qui viene richiesta un farina molto fine, non granulosa come la nostra e poi mi sono messa all'opera. In una ciotola ho versato 1 tazza di farina, un bel pizzicone di sale fino e li ho mischiati, ho aggiunto poi circa 1 tazza di acqua poca per volta sciogliendo la farina con le mani e "impastando" questa pappetta fino a che si è formato un impasto solido ma umidiccio. -Ho messo una padellina a scaldare sul fuoco e l'ho spennellata con un poco di olio. Ho preso una manciata di impasto e rotolandolo fra le mani ho formato una pallina grande all'incirca come un mandarino e poi, sempre con il palmo della mano ho schiacciato questa palline fino a formare delle piccole frittelle schiacciate e spesse un paio di centimetri. Le ho messe a cuocere nella padella fino a che si sono dorate da una parte e poi le ho girate con una spatola facendole cuocere anche dall'altra. Come si vedrà dalla foto le ho fatte cuocere un attimo in più del dovuto ma il sapore non ne ha risentito. Una volta cotte le ho tagliate a metà e farcite con del formaggio tipo Gouda grattugiato, dei pomodorini tagliati a metà, del petto di pollo cotto a vapore e condito con solo una spolverata di sale e una macinata di pepe e infine ho dato un tocco di sapore con della blue cheese sauce ma senza spalmare le pareti delle arepas con del burro come vorrebbe la ricetta. Non volevo esagerare!
I tipi di ripieno per queste focaccette sono molteplici: maiale sfilacciato e formaggio, fagioli neri in salsa fatti secondo le ricette sudamericane, con il pollo, con il guacamole, con prosciutto e formaggio, insomma, la fantasia non ha limiti. Anche da sole sono buonissime!
Con le dosi che ho indicato sopra se ne fanno 3. Si servono calde e visto che non ci vuole nulla a farle vi consiglio di provarle, mi saprete dire...

martedì 24 agosto 2010

Estate - Dalla Colazione al Pranzo Senza Passare dalla Cucina


Non è bastata una settimana dal rientro delle vacanze per abituarmi al fatto che è ancora piena estate, che il caldo e l'afa spadroneggiano e che in cucina non si resiste. Ci eravamo abituati subito a lunghe passeggiate sulle assolate spiagge normanne dove però le temperature al di sotto dei 20°C ci riempivano di stupore ed energia.
Qua invece i 30 e passa gradi pomeridiani ci rendono fiacchi e solo il pensiero di accendere fuochi e fornelli ci fa sentir stanchi.
Così oggi, partendo dalla colazione veloce consumata sul balcone e continuando con un pranzo a base di fresco prosciutto e melone, in cucina ci sono stata giusto il tempo dicomporre i piatti, se ne riparlerà stasera, ma per una cosa veloce, niente preparazioni che richiedono troppo tempo.
Appena alzata, dopo un bel sonno ristoratore, avevo voglia di qualcosa che potesse darmi un po' di energia e così un bel caffè al ginseng e qualche biscottino svedese allo zenzero sono stati la scelta azzeccata. Un giro in città in bici e via di ritorno a casa prima che il sole cocente rendesse la pedalata sgradevole.
Sono tornata un regalo in saccoccia per Lella - sorella numero 2 e mentre girovagavo in un bel negozio di casalinghi del centro ho trovato finalmente i "sassolini" di ceramica per la cottura in bianco delle paste per torte dolci e salate. Li conoscevo e da tempo li rincorrevo senza mai trovarli qua in Italia. Spesso mi era capitato di trovarli all'estero ma come portarseli a casa visto che pesano un bel po' e il peso dei bagagli delle compagnie low-cost è sempre più limitato? Problema risolto!
 

 
L'altro acquisto è stato il termometro da forno così dalla prossima accensione sapremo se effettivamente il mio è un forno capriccioso e bugiardo o se le ricette in cui i tempi di cottura discordano dai mie sono inesatte. Stay tuned se non volete perdere l'ultima puntata della saga "La Misteriosa ed Esatta Temperatura del Forno"
 

lunedì 23 agosto 2010

Primo Approccio Francese – La Torta di Mele & Mandorle or Apple and Almond Tarte


Mentre ero in Francia sono andata a caccia di ricette tipiche locali come sempre mi capita quando sono in terra straniera. Ho comprato cartoline su cui erano stampate ricette e due libri, uno a Bayeux, cittadina deliziosa e uno a Caen, in una mattinata di pioggia quando rifugiarsi in una libreria sembrava l'unica soluzione per passare un po' di tempo in quella città sonnacchiosa.
All'aeroporto poi ho preso un giornale di cucina a me totalmente sconosciuto che si chiama "Règal" e che aveva allegato un libriccino di ricette di dolci che mi ha ingolosito. Da questa rivista ho preso la ricetta di questa torta che essendo di mele sembrava coronasse l'essenza della Normandia dove appunto in mezzo a campi di grano ancora da mietere e pascoli di mucche si incontravano meleti.
Allora mi sono messa all'opera e ho fatto la torta e,nonostante il caldo assurdo di questa fine agosto, ho acceso il forno.
Ancor prima di assaggiare la torta però do quasi per scontato che questa sarà una ricetta “una tantum”. Troppo laboriosa, troppo lunga da preparare, ci sono tante ricette di torte di mele che si fanno quasi da sole per poter annoverare anche questa fra le mie preferite. Certo ancora non l’ho assaggiata e quindi c’è ancora un piccolo margine per cambiare idea.
A suo favore sono l’aspetto delizioso e l’accoppiata mele/mandorle che è sempre vincente, a suo discapito sono la preparazione di 4 composti che formano questa torta dall’aspetto così semplice. Per prima cosa si prepara una crema a base di uova, zucchero, burro e farina di mandorle, poi la pasta sablè che deve riposare in frigo almeno un’ora, in seguito si preparano le mele cuocendole per qualche minuto con del burro, zucchero e semi di vaniglia e in ultimo si prepara la finitura di mandorle.
 

 
Per quanto riguarda la cottura, la ricetta diceva di cuocere la pasta per 10 minuti da sola, togliere dal forno, far freddare e poi farcire con la crema di mandorle, le mele, le scaglie di mandorle e poi far cuocere altri 25 minuti. Come al solito i tempi di cottura erano menzogneri: la cottura in bianco si è trascinata per 20 minuti, e la cottura della torta dopo la farcitura ha richiesto quasi un'ora. Non posso dare tutta la colpa al mio forno anche se devo ancora comprare un termometro esterno per vedere se ci sono discrepanze fra la temperatura che afferma di raggiungere e quella effettiva, ma così tanta differenza nel tempi di cottura proprio io non la capisco!
Comunque all'assaggio questa torta di mele si è rivelata essere molto delicata, la crema di mandorle non copra il sapore dolce delle mele e la vaniglia si sente appena, la consistenza della pasta è perfetta: abbastanza solida per contenere un ripieno così fragile ma non troppo dura da risultare difficile da gestire. Devo dire che è una buona torta di mele ma ammetto che la mia prima impressione di "molto lavoro per un risultato non spettacolare" era esatta.
Se qualcuno, per pura curiosità o spinto come me da un sano masochismo, avesse voglia di accendere il forno e provare questa torta, basta che mi chieda la ricetta e ve la farò avere...fatevi sotto, se osate!

giovedì 19 agosto 2010

Rientro - La connessione fantasma

Eccomi tornata da una bella vacanza in Normandia. Prossimamente ricettine tipiche della zona, foto, e tanto altro, connessione internet permettendo che ultimamente ci fa dannare!
Credo proprio che la prima cosa che cucinerò sarà una bella torta di mele, in onore del frutto che regna sovrano in quella regione, ingrediente principale di tanti piatti e del sidro, che ho molto rivalutato rispetto ai ricordi che avevo di questa bevanda dai tempi dell'Inghilterra, e infine del Calvados che invece, è confermato, non mi piace molto.

venerdì 6 agosto 2010

Lunch - Insalata di Patate or Potato Salad

Scroll Down for English Version
 
Con in testa l'idea delle vacanze e tante cose ancora da fare, oggi proprio non avevo voglia di cucinare così ho dato un'occhiata al frigo e ho visto un "fondino" di prosciutto crudo, e subito ho pensato a una bella insalata di patate in stile tedesco, naturalmente alla mia maniera.
Ho preso 2 patate rosse non troppo grandi, dopo averle lavate e sbucciate le ho tagliate a fette abbastanza spesse e messe a cuocere a vapore. Nel frattempo ho tagliato qualche fetta di prosciutto a listarelle e ho fatto rosolare in un padellino con una noce di burro. Appena il prosciutto ha cambiato colore ho tolto dal fuoco e tagliato a dadini molto piccoli. Ho lavato bene una mela verde e l'ho tagliata a fette spesse qualche millimetro. Una volta che le patate sono state pronte le ho messe su un piatto, condite con pepe nero macinato fresco, sale aromatizzato al rosmarino e un filo d'olio extravergine d'oliva saporito, Ho aggiunto il prosciutto, le fette di mela e qualche scaglia di grana. Il piatto era pronto.
Una bella insalata di patate dai colori chiari e sapori intensi, ottima in estate.

English Version

Thinking about the coming holidays and with so many things still to be done, today I didn’t feel like cooking so I had a look in the fridge and saw a small piece of Parma ham, and I immediately thought of a nice German-style potato salad my way.
I took 2 medium red potatoes washed and peeled them. I cut them in fairly thick slices then I steamed them. While the potatoes were cooking, I cut a few slices of ham into strips and stir-fried them in a pan with a knob of butter. Once the ham has changed colour I removed it from pan and cut it into very small cubes. I washed a green apple an cut it into thin slices. Once the potatoes were ready I put them on a plate, seasoned with freshly ground black pepper, rosemary flavoured salt and a drizzle of extra virgin olive oil flavor, I added the ham, apple slices and a few slivers of Parmesan cheese. Ready to be served.
A beautiful potato salad with light colors and intense flavours, a great dish for the summer.

Breakfast - Il Ritorno del Sole: Frutta & Yogurt or Yogurt and Fruit


Oggi finalmente la giornata è iniziata con un bel sole splendente e così ho accantonato volentieri le varie idee di colazioni confortanti e calde per ributtarmi allegramente sulla frutta fresca e ben matura.
Palline di melone dolcissimo, pezzettini minuscoli di profumata pescanoce adagiati su un fresco letto di yogurt bianco e la colazione è pronta!

giovedì 5 agosto 2010

Nuove Interpretazioni - Vermicelli con Pesto di Spinaci or Spinach Pesto Vermicelli Pasta


C'è stato un periodo, alcuni anni fa, in cui gli spinaci erano una delle verdure preponderanti nella nostra dieta. Come dice Andrea "andiamo a ondate". Ondate di spinaci, poi è la volta delle crespelle con vari ripieni, arriva la ricotta rivisitata in tutte le salse, fino a che non ci stufiamo e cosi si cercano nuovi ingredienti.
Chissà perché però certe verdure mi ispirano solo alcuni tipi di cottura. Gli spinaci per esempio, mi piacciono molto ma non so mai come proporli se non cotti e saltati in un po' di burro e aromatizzati da un po' d'aglio. Oppure con la ricotta in ravioloni, o senza pasta, conditi con un po' di sugo di pomodoro. Magari in cocotte a mo' di nido con un uovo dentro, ma non mi vengono in mente altre preparazioni così passano mesi senza che li compri. Un giorno però ho visto una ricetta che mi ha stuzzicata sul sito di Martha Stewart e ho deciso di provare a cucinare questa pasta.
Una rivelazione!
Il sapore delizioso di questo pesto è ottimo per una cena estiva. Il profumo aromatico della buccia del limone è preponderante e fresco. I pinoli donano un gusto robusto alla salsa e lo spinacio lega tutti gli ingredienti con un profumo sottile e delicato. Da rifare sicuramente, e se ci sono ospiti vegetariani sarà sicuramente un'ottima variante alle solite cose che si propinano a chi non mangia carne o pesce.
Un bonus non indifferente per questa ricetta poi è che la salsa per condire la pasta si prepara a freddo mentre l'acqua per la pasta bolle, si usa il bicchiere del frullatore a immersione e non si sporcano pentole o padelle.
Ecco le dosi per 2 persone se si considera questo come piatto unico.
  • 200 g di vermicelli
  • 150 g di spinaci congelati (meglio se in foglia e non in cubetti)
  • 2 cucchiai colmi di parmigiano grattugiato + qualche scaglia per servire
  • 1 cucchiaio colmo di pinoli + 1 cucchiaio per servire
  • 1 piccolo spicchio d'aglio
  • 1 cucchiaino di buccia di limone
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • 3 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • sale
  • pepe
Si mette a bollire l'acqua per cuocere la pasta e si procede con la preparazione del pesto. Si versano gli spinaci scongelati nel bicchiere del frullatore a immersione insieme al parmigiano, i pinoli, l'aglio a cui sarà stata tolta l'anima, la buccia e il succo di limone. Si aggiungerà anche l'olio e si azionerà il frullatore fino ad ottenere una salsa cremosa e densa. Se necessario aggiungere qualche cucchiaio di acqua fredda per ottenere una consistenza liscia e senza grumi. Aggiungere un po' di sale e pepe e versare nel contenitore dove la pasta verrà condita. Tenere da parte un paio di mestoli di acqua di cottura della pasta e quando questa sarà cotta scolarla e condirla con il pesto, aggiungendo un po' d'acqua di cottura se il tutto risultasse troppo asciutto. Servire subito con scaglie di grana e pinoli.

Breakfast - Caldi Sapori a Metà fra l'Estate e l'Autunno or Warm Flavours between Summer and Autumn


Oggi è la prima giornata di pioggia intensa dall'inizio dell'estate e come risveglio non è stato dei migliori. Avevo deciso di andare al mercato, pregustando la gita in bici e il girovagare senza pensieri fra i banchi colorati, al sole, e con poca gente in giro. Il grigio e la pioggia battente mi hanno fatto desistere. La solita colazione fresca di latte e cereali o yogurt e frutta proprio non si addiceva a questa giornata e così ho optato per due fette di pane integrale tostate sporcate con un velo di burro e dell'ottima marmellata di fragole fatta da mamma con i frutti del suo orto. Ho preparato una caffettiera da 1 tazza con dell'ottimo caffè aromatizzato al ginseng che ho comprato in città in una piccola torrefazione. Questo caffè biologico è coltivato da nativi Indios in Centro America e ha un aroma molto intenso e dolce. Non ha il gusto caramellato del caffè al ginseng che si beve al bar o si compra in bustina liofilizzato, ma è molto buono e con un poco di latte è ottimo per iniziare la giornata. A me piace anche freddo.

Amori Estivi – Le Pesche con Salsa Caramellata or Peaches and Caramel Sauce


Amo le pesche, odio la buccia delle pesche.
Per anni ho comprato solo pesche noci che con la loro bella buccia liscia e splendente si facevano addentare senza problemi, le pesche le riservavo alle poche volte che, tornando a casa nel periodo estivo, potevo contare sulla bontà infinita della mamma che me le sbucciava senza lasciare neanche un pezzettino dell’odiosa pellicina.
Dall’estate scorsa però mi sono trasferita in questa terra di meloni e pesche e il richiamo è stato troppo forte. Ho continuato a comprare le pesche noci, che mi piacciono e sono pratiche, una bella lavata e via, ma ho ceduto e ho comprato anche delle belle pesche a pasta gialla che sono le mie preferite. Non c’è paragone, le “pesche pesche” sono più succulente, profumate, si sciolgono in bocca, le pesche noci invece le apprezzo per il sapore fresco e la croccantezza.
Come ho ovviato al problema della buccia? Intanto, visto che non ho trovato un alleato sbucciatore in Andrea che non ha in simpatia tutta la frutta che “impiastriccia”, ho provato a usare i guanti di lattice e poi ho scoperto che se tengo saldamente il frutto con una mano, riesco a sbucciarlo senza rabbrividire troppo.
Nelle giornate estive concludere il pasto con uno di questi frutti maturi al punto giusto è fantastico, stasera però proverò una ricetta di Laura Ravaioli che ho visto in questi giorni in tele e che mi ha colpito per la semplicità dei sapori e la scaltrezza degli accostamenti.
Ho un po’ modificato la ricetta aggiungendo del lime perché mi piace tantissimo il suo aroma accompagnato ad altra frutta.
Ecco gli ingredienti:
  • 2 pesche mature ma sode
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
  • 1 cucchiaio di miele
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • 1 cucchiaino di buccia di limone tagliata a julienne
  • 1 lime spremuto
  • 1 cucchiaino di buccia di lime tagliata a julienne
  • 1 pizzico di cannella
  • gelato per accompagnare
Apro una parentesi sul gelato. Non riesco a trovare un buon gelato alla vaniglia confezionato. A dir la verità non riesco a trovare neppure un pessimo gelato alla vaniglia confezionato. Capisco che magari certi gusti molto britannici come i paciughi con i biscotti, l’uvetta, in brandy non incontrino molto il nostro palato abituato a creme vellutate o freschi gusti alla frutta, ma la vaniglia?!? Insomma, come avrete ben capito dalle mie varie sperimentazioni in materia di gelato, questo gusto così semplice, ideale per accompagnare dolci e frutta, va fatto in casa! La Ravaioli consigliava di servire queste pesche con una crema di mascarpone e panna montata lasciata riposare in frigo, ma visto che il mascarpone si trova solo in confezioni di minimo 250 g, ho deciso che le nostre sarebbero state servite con un po’ di gelato all’amarena che non ci incastra molto ma è l’unico che avevamo in casa.
Arriviamo al procedimento per fare queste pesche. Prima di tutto si riuniscono il succo di limone, lime e le bucce tagliate a striscioline in una ciotola, si aggiungono la cannella, il miele e lo zucchero e si mescola bene il tutto. La prossima volta io eviterò di usare il miele, forse il mio, essendo di mandorlo, ha un gusto troppo intenso, comunque ha dato al piatto una nota troppo dolce per i miei gusti e credo che lo zucchero sia sufficiente, tanto più che le pesche erano mature al punto giusto e quindi dolcissime.
Ho tagliato le pesche in quarti e con molta cautela le ho sbucciate. Si aggiungono le pesche alla ciotola con i succhi e lo zucchero e si mescola bene, poi si ripone la ciotola in frigo in modo che le pesche macerino un po’.
Poco prima di servire il dessert si scolano le pesche e si mette il succo ottenuto in una padella grande abbastanza per contenere anche le pesche. Appena il succo comincia a bollire e ad addensarsi si aggiungono gli spicchi di pesca, si fanno cuocere 2/3 minuti per lato e poi si servono nappate dal loro sughetto, che a questo punto sarà diventato un bel caramello. Servire con del gelato o magari con delle lingue di gatto.
Queste pesche, nonostante la loro dolcezza quasi stucchevole, mi sono piaciute molto. Forse la nota calda della cannella è più indicata per l’inverno. La prossima volta userò solo zucchero e succo di limone per il caramello e magari anche del succo di pompelmo…

martedì 3 agosto 2010

Il Rientro & Sapori d'Estate: Conserva di Pomodoro Saporita or Full Flavour Tomato Sauce


Dopo una settimana passata in montagna a cucinare per un campo estivo ecco che al mio ritorno cucinare per due mi è sembrato molto strano. Ci si abitua subito ai grandi numeri. D'altra parte, una volta a casa, ritrovarsi con solo un paio di piatti e qualche posata da lavare è stato fantastico!
Il campo estivo è stato veramente una bella esperienza, anche se ho arrancato sbuffando sulle salite della "passeggiata" che ci ha portato a un bellissimo laghetto in mezzo al verde, ho apprezzato tanta natura e la bella complicità che si è instaurata con le mie due compagne di "cambusa" ha fatto si che questa settimana passasse in un baleno.
Al rientro così, nonostante la stanchezza per le poche ore di sonno, sentivo ancora una bella energia e ho deciso di metterla a frutto facendo un po' di conserva di pomodoro. Ho comprato una cassetta di bei pomodori maturi, una decina di chili in tutto e poi, dopo averli tagliati a spicchi li ho fatti cuocere un po' aggiungendo solo una manciata di sale grosso, in modo che buttassero fuori tutta l'acqua di vegetazione. Nel frattempo ho preparato un bel soffritto tritando alcune carote, delle costole di sedano, un paio di cipolle rosse e ho sfatto imbiondire in qualche cucchiaio di olio extravergine d'oliva insieme a un paio di spicchi d'aglio. Una volta che le verdure del soffritto si sono ammorbidite le ho aggiunte ai pomodori e ho fatto sobbollire fino a che il tutto ha raggiunto una bella consistenza densa e i pezzi di pomodoro si sfacevano se schiacciati con un mestolo di legno.
A quel punto una bella frullata con il minipimer e ho messo il composto ancora ben caldo nei barattoli che avevo lavato in lavastoviglie per sterilizzarli. Ho chiuso i barattoli e li ho messi in una pentola capiente facendo attenzione a che non si toccassero, per questo ho utilizzato dei canovacci, ho ricoperto i barattoli di acqua fredda e ho portato a ebollizione. Ho lasciato bollire per 15 minuti e poi ho fatto freddare i barattoli nella pentola con l'acqua. Stamani non è rimasto che attaccare le etichette e ora sono pronti per essere portati in dispensa.
Che bello quando con solo un po' di buona volontà si può portare il sapore vero dell'estate anche attraverso i mesi invernali!