mercoledì 31 marzo 2010

Primavera or Springtime


Primavera: voglia di provare cose nuove, di freschezza e profumi agrumati.


In cerca di ispirazione oggi ho mangiato una insalata mista di carote, sedano, cetriolo con formaggio gouda a dadini, un uovo sodo e dei pomodorini secchi sott'olio. Il tutto condito con tanto succo di lmone, un pizzico di sale e poco olio del barattolino dei pomodori. Ci sarebbe stata bnee anche una mela, ma già così la ciotola era bella piena e non ho voluto strafare, ho mille
cose da fare in questi giorni e non posso permettermi di sonnecchiare dopo pranzo, cosa che fra l'altro non faccio quasi mai, ma la leggerezza del pasto mi aiuta a mantenermi scattante e pronta ad affrontare il pomeriggio e tutte le cose che mi sono ripromessa di fare...gatto permettendo!

martedì 30 marzo 2010

Lunch - Uova in Cocotte or Eggs in Ramekins


Da qualche giorno mi frullava in testa l'idea delle uova in cocotte e oggi finalmente mi son data da fare. Ci sono tanti modi di preparare l'uovo cotto in forno nella "cocottina" di ceramica, e io ho contribuito con una ricettina ispirandomi a quello che avevo a disposizione. Visto l'imminente viaggio che ci porterà in Australia per 3 settimane, La parola d'ordine in questo periodo è "consumare quello che si ha in casa". Sembra di esser tornati ai tempi dei nostri via vai da Milano a Mantova, quando verso il mercoledì si faceva la cernita delle cose fresche e deperibili che avevamo in casa e in base a quelle pianificavamo i nostri pasti per non sprecare cibo che sarebbe rimasto nella casa vuota durante il weekend.
La ricetta di oggi è quindi la seguente, passibile di modifiche e variazioni a seconda dei gusti e disponibilità di ingredienti:
  • 1 uovo
  • 1 piccolo porro
  • del salame piccante napoletano
  • panna fresca
  • formaggio Gouda
  • sale
  • pepe nero
  • pepe rosa
  • burro
Per prima cosa ho acceso il forno a 180°, ho pulito il porro e l'ho tagliato a rondelle sottili, poi l'ho soffritto in poco burro in una padellina antiaderente fino a che non si è ammorbidito. Ho salato e pepato con una macinata di pepe nero. Ho aggiunto il salame piccante tagliato a dadini e ho amalgamato bene il tutto.


Ho versato il porro e il salame in una cocottina di ceramica, ho versato qualche cucchiaio di panna sul composto fino ad arrivare a metà cocotte, ho aggiunto l'uovo sgusciato, ho salato e pepato con pepe nero, poi ho grattugiato sopra un po' di formaggio Gouda e ho finito il piatto con una spolverata di pepe rosa.


Ho messo la cocottina in una teglia e ho messo la teglia in forno aggiungendo in essa acqua bollente fino ad arrivare a metà della cocotte. Dopo 15 minuti di cottura il piatto è pronto se si vuole il tuorlo morbido, altrimenti si deve lasciare in forno qualche minuto in più.
Mentre l'uovo stava cuocendo ho tostato 2 fette di pane integrale nella padella dove avevo soffritto il porro e poi ho tagliato le fette a listelle.
I sapori di questa pietanza semplice sono avvolgenti: la ricchezza del tuorlo e della panna viene smorzata dal piccantino del salame che a sua volta viene addolcito dalla delicatezza del porro.
Un piatto ottimo da provare nelle sue tante varianti dando libero sfogo alla fantasia!

lunedì 29 marzo 2010

Lunch - Tabbouleh


Dopo la sostanziosa colazione di stamani a base di crumpets, oggi a pranzo ho pensato di restare leggera facendo un piatto molto fresco ed estivo: il Tabbouleh.
Di origini medio orientali questo piatto racchiude i buoni sapori che si ritrovano un po' dappertutto nelle zone mediterranee. L'ingrediente principale di questo piatto è il burgul o grano spezzato, che si prepara sciacquandolo sotto acqua corrente e poi mettendolo per 25 minuti in una ciotola ricoperto di acqua bollente. Mentre si aspetta che il burgul si ammorbidisca e assorba l'acqua si preparano gli altri ingredienti. Prezzemolo e menta vengono tritati finemnte, il cipollotto viene tagliato a rondelline sottili e i pomodori maturi vengono tagliati a dadolata. Una volta che il bulgur è pronto si scola, si asciuga e si unisce in una ciotola capiente mescolandolo agli altri ingredienti, si condisce con sale, pepe, abbondante succo di limone e olio extravergine. E' ottimo come antipasto, prima di un piatto di carni alla griglia, oppure al posto della solita insalata di riso.
Per una porzione come piatto unico o per 2 persone come antipasto sono sufficienti:
  • 75 g di burgul
  • 1 mazzo di prezzemolo
  • 2 pomodori abbastanza grandi
  • 3 cipollotti
  • 3-4 cucchiai di menta fresca tritata
  • succo di 1 limone
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • sale e pepe
Naturalmente le dosi sono indicative, si possono modificare a piacere a seconda del proprio gusto, ma trovo che queste dosi diano armonia al piatto.
Oggi il tabbouleh è stato il mio pranzo ed è stata un'ottima scelta!
Mi ero dimenticata quando i sapori di questo piatto si amalgamassero in maniera così armoniosa, come il limone e la menta con la loro aspra freschezza bilanciassero la rotondità dell'olio corposo e l'intensità della cipolla; l'aroma del prezzemolo lega tutto in un tripudio di profumi che evocano la bella stagione, il sole e il caldo di posti lontani. Devo però confessare che sotto sotto questo piatto per me sarà sempre legato a un pomeriggio primaverile freddo e ventoso passato con un amica a Hampstead Heath sedute nel parco a chiacchierare, mangiando tabbouleh quando forse sarebbe stata più opportuna una bella cioccolata calda.

Traduzioni Approssimative ovvero le Focaccine - Crumpets


Se c'è una cosa che trovo irritante sono le traduzioni malfatte, soprattutto quando si tratta del nome di pietanze sono fuorvianti e antipatiche.
L'ho già detto, e lo ripeto, la precisione in cucina è importante, a partire dal nome delle cose. Se ieri sera, sfogliando uno dei miei libri di cucina non avessi visto la foto, non avrei mai pensato che quelle descritte come "Focaccine" fossero gli amatissimi crumpets! Ho visto questa parola "focaccine" usata a sproposito in più di un'occasione: per descrivere i pancakes americani, a volte anche i muffins!
Se proprio si vuol dare un nome italiano alle cose sarebbe meglio lasciare anche quello originale, così almeno non ci sono malintesi.
Comunque, puntigliosità a parte, la ricetta è quasi perfetta e la soddisfazione di far colazione con i crumpets impagabile.
Rispetto a tante altre ricette che ho letto e mai messo in atto questa è anche veloce, passati i 45 minuti di lievitazione dell'impasto si procede alla cottura dei crumpets e una volta freddi si tostano o grigliano e son pronti da mangiare!
Ecco la ricetta presa da "Il Grande Libro dei Cuochi" della Mondadori
Ingredienti (per circa 8 crumpets con anello di metallo di 8 cm)
  • 125 g farina bianca forte
  • 125 g latte tiepido
  • 2 cucchiaini di zucchero semolato
  • 1 cucchiaino di lievito fresco spezzettato
  • 50 g acqua tiepida
  • 7 g di bicarbonato di sodio sciolto in 2 cucchiaini di latte tiepido
  • burro per padella e anelli
  • 1/2 cucchiaino di sale marino fine
Riunire in una ciotola la farina, lo zucchero, il lievito, il sale, l'acqua e il latte, mescolando fino ad ottenere una pastella molto liscia. Far riposare in un luogo tiepido per 45 minuti o fino a quando la pastella inizia a gonfiarsi.
Imburrare leggermente una padella dal fondo pesante o una piastra antiaderente. Se avete gli anelli di metallo ungeteli e disponeteli nella padella facendoli scaldare. Quando saranno fumanti riducete la fiamma al minimo e fate raffreddare per 1 minuto.
Mettere la pastella in una brocca e incorporatevi il bicarbonato sciolto mescolando bene. Versare un poco della pastella in ogni anello a un'altezza di 1 cm. Fate cuocere i crumpets per 3 minuti o fino a quando la superficie sarà alveolata. Voltate facendo cuocere sull'altro lato fino a leggera doratura. Il fondo del crumpet deve essere bruno ma non bruciato, se è troppo scuro ridurre ulteriormente il calore della padella.
Se i crumpets non dovessero staccarsi dagli anelli passare la lama di un coltello per separarli. Far raffreddare su una gratella, ungere di nuovo gli anelli e procedere fino a esaurimento della pastella.
Nota: Probabilmente non avevo mescolato il bicarbonato benissimo e un po' si è depositato sul fondo della pastella perché l'ultimo crumpet è risultato un po' amarognolo, per il resto il sapore e la consistenza erano ottimi. Peccato non aver avuto il prosciutto cotto, che per me è l'accompagnamento ottimale per questo tipo di colazione. Mi sono felicemente accontentata di burro e miele di mandorlo.

mercoledì 24 marzo 2010

Lunch - Salto del Pasto! or Going without Eating


Oggi c'è un bel sole e la temperatura è decisamente primaverile. Le finestre sono tutte aperte e la radio accompagna questa giornata laboriosa. Sto preparando un po' di cosa per una cena che ci sarà stasera. Ho deciso di contribuire con Tzatziki, una crema di yogurt arricchita con cetriolo grattugiato, l'immancabile aglio, olio, aceto. Ci vorrebbe anche l'aneto, ma visto che a metà aprile partirò per un viaggio di 3 settimane non ho ancora seminato le piante aromatiche e così faremo a meno dell'aneto. Ho fatto dell'Hummus, una crema medio orientale, che si trova anche in Nord Africa fatta con ceci, olio extravergine d'oliva, aglio, sale, succo di limone,Tahina e una spolverata di pepe. Per rimanere in Italia ho fatto poi una spuma di mortadella con buccia di limone grattugiata, pistacchi e ricotta. In questo momento sto sfornando pane: con semola di grano duro e semi di sesamo; una corona di panini con semi di papavero, di carvi e di sesamo, e una corona di Pain D'Epi poi un paio di bastoni di Pain D'Epi. Una volta che avrò cotto tutto il pane non mi resta che fare dei bastoncini di verdura per accompagnare le salse e il mio lavoro sarà finito.
Con tutto questo spentolare non ho avuto tempo né voglia di cucinare il pranzo così ho piluccato mentre preparavo le varie cose.
La foto dell'insalata mista si riferisce al mio pranzo di ieri quando la poca voglia di cucinare mi ha spinta a mettere insieme un misto di verdurine, qualche fetta di coppa e un po' di formaggio fresco spalmabile che ho presentato in 2 quenelles che se anche non si ha voglia di stare ai fornelli non si deve mai cadere nella sciatteria!
Pranzo pronto in 5 minuti.

lunedì 22 marzo 2010

Lunch - Polenta & Funghi or Polenta and Stewed Porcini Mushrooms


Visto che la primavera stenta a venir fuori approfitto di queste ultime, spero, giornate fredde e piovose per farmi un bel piatto di polenta con i funghi in umido.
In dispensa ho un barattolone di porcini secchi che vengono dalla Garfagnana dove questo fungo cresce particolarmente saporito. Lo scorso anno è stato ottimo per i funghi. Li abbiamo consumati freschi via via che venivano trovati e poi sono stati seccati o messi in freezer per essere usati in un secondo tempo. La mia scorta è solo di funghi secchi, ma in commercio si trovano ottimi funghi misti congelati. Ieri abbiamo fatto un salto a una serra di fiori e ho preso, tra le altre cose, delle piante di erbe aromatiche. Una di queste piante è la niepitella o mentuccia che dalle mie parti si usa per profumare i piatti a base di funghi. Così mi sono messa all'opera: ho messo una manciata di porcini secchi in ammollo in un po di acqua calda, poi ho fatto soffriggere uno spicchio d'aglio in un filo d'olio extravergine d'oliva, ho aggiunto la niepitella, i funghi congelati, un pizzico di sale e ho fatto andare fino a che i funghi si sono ammorbiditi. Ho aggiunto i porcini e un po' di passata di pomodoro. La quantità del pomodoro va a seconda del gusto personale, a me piacciono le cose molto "pomodorose" e così ne ho messo un bel po'. Ho fatto cuocere i funghi nel pomodoro allungando il sugo via via che si restringeva con l'acqua di ammollo dei porcini. A cottura ultimata ho condito con una macinata di pepe. Mentre i funghi cuocevano ho messo su un litro di acqua con un pizzico abbondante di sale e ho misurato 200 g di farina di mais "otto file" sempre proveniente dalla Garfagnana. Una farina rustica macinata a pietra. Una volta che l'acqua ha spiccato il bollore ho versato la farina mescolando con la frusta. ho continuato a mescolare per sciogliere eventuali grumi e ho continuato a mescolare di tanto in tanto facendo cuocere la polenta per circa 40 minuti. Passato questo tempo non mi è rimasto altro che servire e assaporare: ottima accoppiata.
Lo so che 40 minuti sono tanti, ma il sapore di questa polenta è decisamente molto meglio di quello delle polente istantanee (che di solito uso). Ogni tanto vale la pena "perdere un po' di tempo" per mangiare qualcosa di veramente buono!

venerdì 19 marzo 2010

Lunch - Risotto con Piselli e Pancetta or Pancetta and Peas Risotto


Ritornata dalla pausa toscana, e dopo una notte di sonno ristoratore ho trovato ad attendermi una giornata grigia e freddina. Al momento di preparare il pranzo la scelta era fra un'insatalona mista o una pasta/risotto. La scelta è stata fatta senza pensarci due volte: risotto!
Ho preso una manciata di piselli dal freezer, un po' di pancetta affumicata a cubetti, della cipolla rossa tagliata sottilissima, ho rosolato in un filo d'olio e ho messo a tostare del riso vialone nano ambrato in questo condimento. Ho cotto il riso aggiungendo del brodo vegetale, un mestolo alla volta e infine ho mantecato con una noce di burro e un poco di parmigiano grattugiato al momento. Una spolverata di prezzemolo tritato e il piatto era pronto!
Buono. I risotti sono sempre così facili da preparare, se gli ingredienti sono buoni questi piatti sono soluzioni ottimali per un pranzo improvvisato, saporito e consolatorio, in attesa della primavera.

lunedì 15 marzo 2010

Cene con Amici & Primavera - Chicken and Vegetable Pie


Finalmente la primavera è qui!
Dopo tanta neve e mesi passati al freddo e al gelo anche la natura si risveglia. I primi daffodils sono sbocciati in giardino, e le foglie brillanti tulipani hanno fatto capolino già qualche settimana fa.
 

I primi fiori selvatici hanno fatto bella mostra di , e il prato punteggiato da margheritine candide.

Le bordure si sono ricoperte di viole profumate.

Da un vaso abbandonato su un ceppo tagliato e lasciato alle intemperie durante la stagione fredda, sono rispuntati trionfanti bocci di una pianta grassa data per spacciata alla fine dell'estate.
E' il risveglio, anche se il poeta* diceva:
 
APRIL is the cruellest month, breeding
Lilacs out of the dead land, mixing
Memory and desire, stirring
Dull roots with spring rain.


* T.S. Eliot - The Waste Land

Io mi beo nel tepore dei primi caldi e l'energia riaffiora dalle profondità remote del letargo invernale. Voglia di fare e vedere gente, amici, la famiglia. Non per nulla questa settimana abbiamo avuto 2 cene a casa nostra e un matrimonio di amici.
 
Ieri sera sono venuti a trovarci Simona e Marco e per l'occasione, sempre tenendo ben presenti le parole di Andrea che mi invita spesso a revisionare le mie manie di grandezza e piani per cene pantagrueliche, ho deciso di fare un menù leggero, adatto a una cena domenicale.
Come antipasto ho optato per degli involtini di speck e formaggio morbido passati in forno per una decina di minuti, giusto per scaldarli un po' prima di servirli, e immancabili cheese straws che con l'aperitivo vanno sempre bene. La cosa bella di questi bastoncini di sfoglia è che si possono fare tutte le volte cambiando gli ingredienti a seconda dell'estro o di quello che si ha a disposizione. Giovedì sera ne ho fatti un po' con parmigiano e semi di sesamo, e altri con semi di carvi nero e pepe rosa. Ieri sera quelli classici con formaggio e sesamo.
Come piatto principale ho fatto una Pie con pollo, zucca e porri.
Per prima cosa ho fatto l'impasto per ricoprire le cocottine di ceramica in cui avrei servito il pollo, ho messo l'impasto in frigo a riposare e nel frattempo ho cotto pollo, zucca e porri in una pentola con un filo d'olio, ho aggiunto la panna, del prezzemolo tritato, sale, pepe e ho riempito le cocottine di ceramica, le ho ricoperte con la pasta, sigillate, spennellate con uovo sbattuto e poi cotte in forno fino a doratura. Ho servito il pollo con della coleslaw fresca ed essenziale fatta di carote grattugiate, cavolo cappuccio bianco e condita con maio diluita con un goccio di aceto e acqua. Abbiamo finito la cena con la panna cotta di Luigi servita con coulisse di frutti di bosco.
Grande piacere nel rivedere vecchi amici, buona la cena e bene accolta.
Cosa si può volere di più da una domenica di metà marzo?

venerdì 12 marzo 2010

Pulizie di Primavera, Verdure di Stagione & Chimica - Cake di Fave e Chorizo or Chorizo and Broad Bean Savoury Cake

Oggi non mi dilungherò molto a parlare di cibo, se non per osannare il Cake di Fave e Chorizo fatto ieri sera con la ricetta che mi ha dato Luigi e che mi è piaciuto così tanto che l'ho mangiato anche stamani a colazione!
Non avevo mai, dacché mi ricordi, fatto un cake salato, pani farciti si, ma questa tipologia di piatto salato non mi ispirava poi così tanto. Ah come mi sono dovuta ricredere! Lo scetticismo nasceva dalla paura di ritrovarmi con un qualcosa di asciutto, un po' insipido, che non sarebbe stato buono il giorno dopo, insomma, qualcosa che non mi avrebbe soddisfatto. Invece questa ricetta che mi ha passato l'impareggiabile ha veramente aperto un mondo nuovo nel godereccio salato. Ho dovuto aggiustare un po' la ricetta, che il chorizo figuriamoci se l'ho trovato. Ho usato del salame napoletano piccante, che ci si avvicina forse solo per il colore, poi al posto dei cipollotti della ricetta ho dovuto usare la cipolla. Non perché non avessi comprato i cipollotti, ma perché li ho inavvertitamente usati tutti per un'altra ricetta... Il "formaggio" che nella ricetta è così vago l'ho fatto diventare Gouda bontà che da quando sono andata in Olanda è diventato uno dei miei preferiti da usare in preparazioni in cui si richiede formaggio grattugiato tipo Emmentaler. Comunque ho seguito le dosi scrupolosamente e fetta dopo fetta questo cake mi ha rapita! Il formaggio si percepisce appena ma da un aroma di fondo straordinario, le fave sono fresche e saporite e il salamino aggiunge una nota piccante graditissima. Il giorno dopo conserva ancora tutta la morbidezza e il gusto di quando è stato fatto. Ricetta assolutamente vincente!
E io che non volevo parlare di cibo ho fatto l'ode al cake salato!
Volevo solo condividere una cosa che ho scoperto solo oggi e ho messo subito in pratica: come togliere la patina nerastra agli oggetti in argento. Ho una piccola fede sarda che devo portare a riparare e siccome è tanto che non la metto l'incuria aveva preso il sopravvento e una patina nerastra si era impossessata di tutta le sua superficie finemente lavorata. Difficile da togliere? Per niente! Si prende un pirottino usa e getta di alluminio, di quelli per fare i muffins o i piccoli soufflè (meglio lavorare nel lavandino di cucina), si mette l'anello nel pirottino, si aggiunge del bicarbonato di sodio, si versa dell'acqua bollente e dopo che la reazione chimica ha fatto il suo lavoro si estrae un anello pulitissimo e brillante!
WOW!
Magari è un cosa risaputa eh, ma io sono rimasta strabiliata come mi succede ogni volta che mi accorgo che la natura è strana, ha strane reazioni e molto spesso sono utili.

mercoledì 10 marzo 2010

Lunch - Misteri & Vellutata Verde con Patate e Prosciutto Cotto or Greens Soup and Ham

Stamani la nonna di Andrea mi ha portato un cuore di una qualche verdura e mi ha anche detto come si chiamava, ma il nome era un po' strano, tipo "cime di prete" o "barbe di frate", somigliava alla catalogna, ma molto chiara. Come da suggerimento avevo intenzione di mangiarla cruda, magari fare un'insalatona con tonno, uova sode, mais, pomodori e olive, ma arrivato il momento di pranzare la tempesta di neve imperversava e l'idea di un pranzo così estivo proprio non mi andava giù così ho cambiato idea e ho messo un po' d'acqua in una pentola, una patata tagliata a tocchetti, la verdura misteriosa lavata e tagliata a pezzi, ho salato il tutto e ho fatto cuocere. Quasi a fine cottura, ho aggiunto un po' di latte e del prosciutto cotto a dadini. Ho fatto sobbollire fino a cottura ultimata delle patate. Ho fatto una vellutata con il frullatore a immersione e dopo aver assaggiato per controllare se era salata al punto giusto ho finito il piatto con un po' di noce moscata grattugiata sul momento. Calda e sostanziosa, ideale per giornate come questa.

La Biblioteca - Sesta Parte or The Library, part six

 
E visto che ancora al pranzo di oggi non ho pensato, presento altri libri tirati giù dalla libreria.
Il primo è uno dei miei preferiti, comprato 10 anni fa, è il libro guida, essenziale, senza una foto, tutto ricette fitte fitte e basilari. Con una trentina di pagine di introduzione, tabelle nutritive e un'impostazione salutista, offre innumerevoli spunti, 1000 come cita il titolo, per preparare piatti saporiti e leggeri. Non mancano i dolci o le prelibatezze.
 
 
Passiamo a questo libretto dal suggestivo titolo "Salads for alla Seasons around the World" corredato da belle foto, una grafica molto curata e ricette per insalate e piatti freddi a base di verdure che spaziano per i 5 continenti.
 
 
Altri due libri presi con giornali di cucina, belle foto, anche qui e idee per variare il solito tran tran alimentare. Per non adagiarsi sui soliti piatti ben rodati basta sfogliare uno di questi libri e subito si hanno suggerimenti, magari per delle patate arrosto un po' diverse, o per un pane condito con ingredienti insoliti.
 
 
"English Puddings - Ricette e Curiosità dal Raffinato Universo dei Dolci Inglesi" di Stefano Arturi, con presentazione di Allan Bay è un libro che si legge volentieri, come un romanzo infarcito di dolcezza. Grande pregio a mio avviso è aver mantenuto i nomi originali dei dolci che nelle traduzioni perdono la loro identità. Uno Spotted Dick non è che un "Dolce con Uvetta" cotto al vapore, ma questa misera descrizione uccide il potere evocativo del nome. La scelta è stata fatta basandosi sulla tradizione dei dolci britannici che sono infarciti di frutta secca, noci e mandorle, un pizzico di spezie e tante calorie, necessarie per sopportare i lunghi e freddi inverni, note di alcool, creme calde d'accompagnamento, un tripudio di panna e marmellate. Anche i gelati hanno una connotazione calda, come il Brown Bread & Whiskey Ice-Cream, che non fa certamente pensare ad un gelato fresco da gustare quando la canicola ci porta a cercare un po' di refrigerio, sembra quasi un gelato in cui il freddo della crema è accompagnato dalla pienezza del pane integrale e dalla vampata alcolica del whiskey.
Da consultare da ottobre a marzo.
 
 
Decisamente estivo, ma non solo, è invece questo libro dove si possono trova molte ricette per marinate da accompagnare e in cui immergere carne, pesce, frutta e verdura destinati alla griglia. Per rompere la monotonia del solito trito di aglio e rosmarino, buono per carità, ma un po' attempato e alla lunga noiosetto, qui si trovano ottime alternative per grigliate da sogno. Ancora poco usato, la bella stagione gli renderà onore!

 
Questo libro mi è stato regalato dalla famiglia presso la quale ho vissuto per qualche mese durante la mia avventura Londinese. Suddiviso per stagioni, quasi tutte le ricette sono degne di nota, e questa è una cosa che non si può dire per molti libri di cucina. Un bel ricordo, una fonte di idee per spezzare la monotonia.
 

Questo libro di Jamie Oliver è interessante perché, oltre ad offrire ricette semplici, anche se a volte un po' troppo basilari, include anche consigli su come coltivare gli ortaggi, le ricette sono tutte introdotte con alcune considerazioni che ho trovato molto interessanti e quindi è un libro libro da apprezzare nel suo insieme.
 
Libro spassoso e interessantissimo soprattutto dal punto di vista del lettore italiano. Questo occhio straniero che si impossessa della nostra cultura gastronomica e la racconta è molto originale, ci fa scoprire punti di vista altrimenti non considerati e ricette che, per appartenenza regionale, sono sconosciute anche a chi come me è italiano e appassionato di cucina. Bel libro da leggere e da sfogliare. Belle foto che mostrano spaccati di vita italiana anche se si attardano un po' troppo sullo stereotipo dell'Italia da vicoletto con i panni stesi al filo e nonne vestite di nero.

La bellezza di questo libro risiede nella sua "missione": insegnare a cucinare alle persone che per mancanza di stimoli o cultura sono cresciute a bastoncini di pesce e piatti pronti da mettere in micro onde. In Italia quasi tutti sanno almeno farsi un piatto di pasta, magari condito con olio e parmigiano, non è così scontato in UK dove la mancanza di cultura del mangiar bene è causa di obesità infantile, dove, lo hanno visto questi occhi, madri-bambina portano i loro figli nei passeggini a mangiare pepite ricostituite di pollo inzuppate nel ketchup nelle catene di fastfood. Dove è normale pranzare con 2 fette di toast con sopra fagioli in scatola riscaldati e dove è la regola che i bambini vadano a scuola con un pacchetto di patatine nello zaino come snack di metà mattina. Il passaparola per instillare nelle persone la voglia e la curiosità di provare a cimentarsi in ricette facili e gustose può essere parte della soluzione al problema, un cercare di far innamorare le persone alla bontà e varietà degli alimenti può essere un passo nella giusta direzione.
 

E dopo tanto parlare di "mangiar bene" ecco un bel libro di dolci, torte, pasticcini, creme e chi più ne ha più ne metta. Una tentazione che offre centinaia di ricette di dolcezze e ispirazioni decorative che non sono passate inosservate nella nostra casa di golosi.
 

Questo libro doveva servire a me per inventare ogni giorno qualcosa di buono da fare per il pranzo in ufficio. Ricco di ricette suddivise per le diverse esigenze delle persone che non possono usufruire di mense aziendali o lavorano lontano da casa, ci sono sezioni per pranzi golosi, dietetici, stimolanti o per chi fa sport. In ogni pagina ci sono un piatto unico accompagnato da un mini-dessert. Ho provato una ricetta per fare dei biscotti ma le dosi erano sbagliate e ho dovuto fare una torta. Altre ricette sono comunque interessanti, paste condite con fantasia, spiedini e tanta verdura condita in maniera originale. Per patiti dei bento che come me amano sistemare con grazia e un po' di follia le loro lunch box, questo libro è un buon punto di partenza. Niente cibi giapponesi, ma da cosa nasce cosa...
 

Che dire dei libri di Allan Bay? Mi sono innamorata del suo modo di scrivere dal primo libro che ho ricevuto in dono da Andrea e ho coltivato questo amore a ogni nuova pubblicazione.
"77 Ricette Perfette" è l'apoteosi della bella scrittura per quanto riguarda le ricette. Spiegate per filo e per segno non lasciano nulla al caso. Questa è infatti l'idea dietro alla compilazione di questo libro. Che meraviglia leggere una ricetta e non doversi fare domande che rimbalzano sempre sulle pagine stampate, nostro unico interlocutore criptico. Tutto è detto, dalla scelta degli attrezzi per pulire gli ingredienti, alla pentola dove cuocerli, ai tempi, alle quantità sempre precise. Controindicazioni: una volta letto questo libro ogni altra ricetta sembrerà un po' approssimativa!
 

L'ultimo libro di questa carrellata è un regalo abbastanza recente. Bel libro, letto d'un fiato, suddiviso in occasioni per le quali sono stati scelti dei menù ad hoc. Bella impaginazione, bellissime foto, atmosfere da favola, apparecchiature che fanno sognare. Leggendo la prima volta questo libro ho trovato una ricetta che mi ha incuriosita "Torta al Caffè con Panna Acida". Leggo gli ingredienti e di caffè neppure una traccia. Sorvolo, continuo a leggere ma il tarlo si è insinuato. Perplessa cucino un paio di cose seguendo queste ricette e ho ottimi risultati. La ricetta della torta di mele diventa subito una della mie preferite. Torno a sfogliare il libro e ancora questa torta al caffè senza caffè mi infastidisce. Così deciso di scrivere all'editore della versione italiana del libro, hai visto mai, mi dico, che nel tradurre le ricette l'elusivo caffè sia sfuggito... Nel giro di 2 giorni mi arriva una garbatissima risposta dicendo che effettivemente un errore c'è, ma non negli ingredienti, bensì nel nome della ricetta. Si tratta infatti di una torta ottima se accompagnata da una tazza di caffè, ma il caffè non fa parte degli ingredienti. Ringrazio e rimango ben disposta nei confronti di questa società che si è presa la briga di controllare e rispondere così velocemente. Tanto più che il mio animo segugio si era attivato prima di avere una risposta dall'editore ed ero riuscita a trovare la ricetta originale dove avevo riscontrato che il caffè con questa torta non aveva nulla a che fare!

martedì 9 marzo 2010

Lunch - Ritorno in Inghilterra & Detour Verso la Francia con la Panna Cotta di Luigi or Panna Cotta



Tempo bruttissimo là fuori, stamani ho lavorato sul mio "progetto di carta" che verrà svelato solo dopo il secondo round del matrimonio che ci sarà il giorno del mio compleanno: 10 aprile.
Arrivata l'ora di pranzo che di solito coincide con la voglia di mangiare qualcosa, ho fatto mente locale su quello che c'era in casa e non sono riuscita a pensare a nulla di appetibile da cucinare. Sono ricorsa così alla soluzione inglese: sandwich & tea.
Facile no? In 5 minuti si prepara il pranzo, non si cucina, si sporcano 2 cose e, se si riesce a trovare la giusta combinazione, il pasto da anche gran soddisfazione!
Per me oggi si è trattato di mettere insieme pane integrale ai cereali, un velo di salsa aioli, pomodoro ramato tagliato a fettine sottili condito con un po' di sale, pepe e origano, e come pezzo forte alcune fette di arrosto di tacchino.
Una bella tazza di tè preferito e il pranzo è fatto.
Prima di preparare il pranzo però ho sperimentato una ricetta che mi ha dato la scorsa settimana Luigi. Amico dai tempi dell'università quando, fra un ripasso e l'altro si produceva in piadine fatte in casa e crostate di marmellata notturne. La sua ricetta per "La Panna Cotta Perfetta" mi ha incuriosita talmente tanto che sabato ho comprato la panna fresca, avevo già in casa latte, zucchero, colla di pesce e bacca di vaniglia e così oggi mi sono messa all'opera. E' andato tutto bene tranne il fatto che invece di 4 ciotoline ne sono venute fuori 3... le avrò riempite troppo? Ora sono in frigo e fra qualche ora il responso dell'assaggio.

lunedì 8 marzo 2010

Ali di Pollo & Voli di Fantasia or Chicken Wings

Non potevo certo immaginare che le ali di pollo venissero accolte meglio della Aioli!!!
Eppure Andrea non finisce mai di stupirmi con i suoi commenti estemporanei. La salsa Aioli per lui "sa di pesce"!!! Che ci possiamo fare, il pesce lui lo odia, tranne il tonno in scatola di una sola marca e quindi la salsa, dopo un fugace assaggio è stata rifiutata. Le ali di pollo invece, forse perché erano state divise in due parti, cotte in forno previa marinatura in spezie e passaggio nella farina, poi condite con una salsa ristretta di aglio, zenzero fresco grattugiato, peperoncino, salsa di soia, zucchero Moscovado e aceto di vino bianco, forse perché dopo essere state così cotte e insaporite ho disossato la parte piatta e così l'ho resa gestibile secondo i suoi canoni di "mangiar semplice", beh, sono state apprezzate!
La preparazione non mi ha molto entusiasmata, devo confessarlo.
Aprendo la confezione delle ali di pollo mi sono trovata davanti a una situazione che non immaginavo di dover affrontare: ali di polli si, ma attaccate alla parte superiore del "fu pollo". Insomma, non mi piace maneggiare molto la carne, anche le 2 volte che mi sono esibita con il tacchino ripieno per il pranzo natalizio, ho usato guanti e tanta forza di volontà per maneggiare l'animale da farcire e poi mettere in forno.
Così ho preso i guanti di lattice, e un coltellaccio e mi sono messa all'opera per dividere le ali dalla carcassa e per sezionarle. Certo avanzava un mucchio di carne e, anche se non sono un'amante del brodo, ho pensato di farne un po' usando questi avanzi, più per dispiacere nel vedere tutta questa roba sprecata che per altro. Ho messo su il pentolone, acqua fredda, carcasse di pollo, sedano, carota, cipolla, aglio, gambi di prezzemolo, qualche grano di pepe e del sale e ho fatto cuocere per quasi 2 ore. Ora che il brodo è freddato e ha una patina di grassi in superficie devo trovare il modo di sgrassarlo e chiarificarlo, mi sembra che si faccia con l'albume, mi documenterò e poi procederò, mi sa che nel pomeriggio dovrò andare a comprare dei tortellini da fare stasera...
Tornando alle ali di pollo, le ho sezionate, messe in una ciotola capiente e poi ho aggiunto abbastanza sale e pepe, 1 cucchiaio di ketchup, della paprika forte e 1 cucchiaio di olio di arachidi, ho mescolato tutto e poi ho preso un sacchetto per congelare gli alimenti, ci ho messo della farina bianca e ho messo le ali nel sacchetto, poche per volta, ho chiuso il sacchetto e shake shake shake, per ricoprire tutto di farina senza fare pasticci in cucina. Ho acceso il forno a 200°, ho ricoperto la leccarda con dell'alluminio che ho spruzzato con un po' d'olio si semi, ho adagiato le ali in un solo strato e dopo averle oliate un po' le ho cotte per 30 minuti, le ho girate e cotte per altri 30 minuti. Ho preparato la salsa per condirle facendo bollire e ridurre 1 spicchio di aglio tritato, un cucchiaio di zenzero fresco grattugiato, un po' di peperoncino in polvere, 50 ml di aceto di vino bianco e la stessa quantità di zucchero Moscovato, un cucchiaino di salsa di soia e quando le ali sono state pronte le ho rimesse in una ciotola, condite con questa salsa e riposte sulla teglia per 5-10 minuti per far freddare un po'. Servite con un'insalata fresca sono state un'ottima cena.
Credo che le ali fossero buonissime anche senza la salsa di condimento.
Dal forno veniva un profumino sublime!
La prossima volta...

domenica 7 marzo 2010

Prove e Esperimenti - Salsa Aioli


Stasera voglio provare una ricetta per fare le ali di pollo in forno. Andrea odia le ali di polli. La ricetta deve essere ottima altrimenti l'esperimento fallisce e non potrò più proporle.
Quanta responsabilità!
Volevo cambiare un po' dalla solita tesa di tacchino, le solite fettine di manzo, il maiale che qui si trova in ogni guisa, il solito petto di pollo.
La difficoltà, oltre che nel sapore, sta nel presentare un piatto facile da mangiare, su cui non ci sia molto da "lavorare" prima che il cibo possa essere assaporato. Questi sono gli assiomi della nostra casa, in pratica pietanze sporzionate, in cui non sia necessario l'uso delle mani nude per poter gustare il cibo, alla cinese per rendere l'idea, bocconcini accompagnati da salse, niente gusci, bucce, ossa o involucri da smontare.
Le ali di pollo sono un bello scoglio quindi. A me piacciono, se ben cucinate, sono succulente e croccanti allo stesso tempo.
Ho anche trovato in video in rete dove insegnano a disossarle dopo cotte, mi sa che prima di servirle farò questa operazione, magari verranno apprezzate.
Per accompagnarle, oltre a una bella insalata fresca ho pensato di cimentarmi in una salsa che non avevo mai fatto prima: Aioli.
L'aglio piace, la maio pure, almeno questa dovrebbe andar giù bene!
Ecco gli ingredienti:
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 presa di sale Maldon1 tuorlo
  • 2 cucchiaini di succo di limone
  • 120 ml di olio di oliva (o di semi se si preferisce un sapore meno deciso)
  • pepe
Ho schiacciato lo spicchio d'aglio, togliendo l'anima e poi l'ho tritato con un coltello aggiungendo il sale Maldon. Il sale Maldon è un sale marino in cristalli che si sfogliano fra le dita, niente a che vedere con il sale grosso che si trova nei supermercati. Se non lo avete potete usare del sale fino normale. Il sale un po' più grosso serve per aiutare l'aglio a sciogliersi in una pappetta che andrà messa in una ciotola capiente con il tuorlo e il succo di limone. Cominciare a montare con una frusta e poi, quando gli ingredienti si sono amalgamati si aggiunge qualche goccia d'olio. Quando anche questo si è incorporato bene alla salsa, si comincia a incorporare l'olio a filo continuando a sbattere con la frusta. Quando tutto l'olio è stato assorbito dalla salsa si assaggia e si corregge di sale, si aggiunge del succo di limone secondo il proprio gusto e si condisce il tutto con una macinata di pepe nero.
Uno spicchio d'aglio, soprattutto se potente come quello che ho ora io, aglio rosso, è più che sufficiente, se non si apprezza molto questo sapore, consiglio di metterne solo 1/2 spicchio e coso mai aggiungerne un po' alla fine se si sente che la salsa non è abbastanza saporita.
All'assaggio, prima di essere messa in frigo, la salsa è molto saporita, la rotondità dell'uovo e dell'olio viene stemperata dal succo di limone e l'aglio profuma il tutto dando a questa salsa un sapore potente e originale.
Questa salsa si conserva in frigo per circa 2 settimane.
Spero che anche la ricetta per il pollo sia altrettanto buona.

venerdì 5 marzo 2010

Dolci Dolcini Dolcetti - Queen Cakes


Finita la torta di mele.
Con queste giornate fredde e piovose la voglia di infornare dilaga. Mi trovo a sfogliare il mio libretto "Teatime Favourites" in cerca di qualcosa da fare con 2 uova. O come mai quando servono le uova non ci sono mai e quando se ne comprano 12 just in case poi tocca far delle gran frittate per consumarle prima della scadenza?
Beh, trovata questa ricettina facile facile per finire dell'uvetta che avevo in una confezione aperta.
Ho usato gli stampi di silicone rivestiti da pirottini colorati e devo dire che la dose che viene data nella ricetta per 15 Queen Cakes è bastata appena per 12 stampi della misura standard per muffins, perfetto no?
  • 125 g di zucchero semolato
  • scorza di 1 limone grattugiata
  • 125 g di burro ammorbidito
  • 2 uova, sbattute
  • 125 g di farina autolievitante
  • 50 g uva sultanina
  • 25 g uva di corinto
  • 2 cucchiai di latte
  • 6 ciliegie candite tagliate a metà (opzionali)
  • zucchero a velo
In una ciotola capiente sbattere lo zucchero, la buccia di limone e il burro fino ad ottenere un composto dalla consistenza leggera e spumosa. Aggiungere le uova un poco per volta e sbattere bene dopo ogni aggiunta. Aggiungere la farina setacciata e incorporare gentilmente, aggiungere poi le uvette e il latte. Amalgamare bene poi riempite gli stampini (se sono di silicone non occorre imburrare, altrimenti usare i pirottini di carta o imburrare gli stampi). Se si usano le ciliegie metterne una metà negli stampi prima di versare il composto.
Cuocere in forno a 190° per 10-12 minuti o fino a quando sono appena coloriti e fermi al tatto. Far raffreddare 5 minuti negli stampi e poi mettere a raffreddare su una griglia.
Prima di servire spolverizzare con lo zucchero a velo.
 
Molto buoni, leggeri, dolci al punto giusto, io non ho usato lo zucchero a velo che impiastriccia tutto, ma sono ottimi ugualmente.

giovedì 4 marzo 2010

Lunch - Merluzzo & Carciofi or Artichokes and Cod

Stagione di carciofi e io li mangerei a colazione, pranzo e cena!
Oggi mi limiterò a pranzo e cena.
Per la cena di stasera farò un bel risottino, se mi ricordo metterà anche lo zafferano raccolto da Chiara (sorella numero 3) e che non ho ancora avuto l'occasione di utilizzare.
A pranzo oggi invece ho cotto dei filettini di merluzzo a vapore. Ho pulito 3 carciofi, li ho tagliati a spicchi togliendo il fieno interno e ho fatto i gambi, saporitissimi, a tocchettini. Ho tritato prezzemolo e uno spicchio d'aglio, li ho saltati in un po' d'olio e ho aggiunto i carciofi. Una volta rosolati i carciofi ho aggiunto un po' dacqua alla padella e ho fatto stufare i carciofi fino a quando sono diventati teneri. Ho salato, pepato e poi ho aggiunto i filetti di merluzzo facendoli insaporire nel condimento dei carciofi.
Pranzo leggero e saporito, veloce da preparare e gustosissimo.
Avevo anche dell'insalata e pomodori per farmi un bel piatto freddo con magari del tonno o delle uova, ma con questa pioggia ci voleva proprio un buon piatto caldo!
In attesa della primavera...

P.S. Ho fatto nuovamente la Apple Pie di Ina Garter, aggiungendo anche il pimento (Pepe della Giamaica) e devo dire che questa torta è diventata una delle mie preferite torte di mele. La morbidezza delle mele speziate contrasta con la base di una frolla che si avvicina quasi a una sfoglia, croccante e dolce al punto giusto, una meraviglia di torta facile facile da fare!

martedì 2 marzo 2010

Variazioni sul Tema & Perplessità - Apple Pie

Un pomeriggio di 2 settimane fa durante il picco d'influenza, con la testa ovattata da un potente raffreddore, mentre stavo sfogliando distrattamente un libro di cucina, il mio interesse è stato catturato dalla foto di una torta di mele.
Non avendo fatto la spesa settimanale non avevamo uova in frigo così quando ho visto che fra gli ingredienti le uova non c'erano, e che nel cesto di vimini sul ballatoio c'erano molte mele, ho deciso che, malattia o non malattia questa torta di mele la dovevo fare.
Il libro da cui ho preso la ricetta è "Barefoot Contessa Party" di Ina Garten. Libro molto interessante che da suggerimenti su come organizzare inviti mangerecci e feste senza diventare pazzi dietro ai fornelli.
Ecco la ricetta, che dà una frolla fantastica e con alcuni piccoli accorgimenti la torta è fatta in poche abili mosse.

Ingredienti (per 6 persone)

Per la base (2 torte)
  • 280 g di farina
  • 50 g di zucchero semolato superfino
  • 1/2 di fior di sale
  • 220 g di burro molto freddo a cubetti

Per il ripieno (per 1 torta)
  • 650 di mele renette oppure golden delicious
  • 1/4 di cucchiaino di scorza d'arancia grattugiata
  • 40 g di farina
  • 1/4 di cucchiaino di fior di sale
  • 1/4 di cucchiaino di cannella macinata
  • 1/8 di cucchiaino di pimento
  • 50 g di burro freddo a cubetti

Per la base mettere la farina, lo zucchero e il sale in una ciotola per impastatore e avviarlo più volte per amalgamare gli ingredienti. Aggiungere il burro e mescolare velocemente con le dita in modo da ricoprire di farina i cubetti di burro. Avviare l'impastatore 12-15 volte a intermittenza o fino a quando otterrete un composto grumoso. Senza spegnere aggiungere 50 ml di acqua gelata in un'unica volta e continuare a mandare il mixer fermandosi appena prima che l'impasto si amalgami. Mettere l'impasto su un piano infarinato e formare 2 dischi. Avvolgere i dischi nella pellicola per alimenti e porne uno in frigo per un uso futuro mentre l'altro va in frigo per 1 ora. Preriscaldare il forno a 230°. Su un piano infarinato stendere l'impasto in un cerchio di 25 cm poi trasferirlo in una teglia foderata di carta da forno.
Per il ripieno pelare le mele, tagliarle in quarti e tagliare ogni quarto in 3 pezzi. Ricoprire la base della torta con le mele lasciando un margine di 3,5 cm. Amalgamare in una ciotola la farina, lo zucchero, il pimento e la cannella, poi aggiungere il burro e lavorare fino ad avere un composto sbriciolato. distribuirlo in modo uniforme sulle mele e ripiegare il bordo della base della torta verso le mele dando una forma circolare.
Cuocere la torta per 20-25 minuti o fino a quando la pasta sarà dorata e le mele saranno tenere. Lasciar raffreddare la torta per 5 minuti poi con una spatola larga trasferirla su una griglia a raffreddare.

Le mie modifiche: intanto per la preparazione ho usato il pastry cutter per preparare la frolla e per la copertura delle mele. Se posso utilizzo utensili che non consumano energia elettrica, che per impastare la base di una torta non serve usare chissà quale attrezzatura, un p' di olio di gomito è più che sufficiente!
Non avevo arance e così ho messo della buccia grattugiata di limone.
Il pimento mi ha un attimo lasciata perplessa, in Italia non si usano molto le spezie esotiche e così io faccio rifornimento ogni volta che vado all'estero. Mi ritrovo così con boccette di erbe e aromi dai nomi strani e così questa volta non mi sono accorta che il pimento altro non è che l'Allspice, o Pepe della Giamaica che naturalmente avevo in casa. Così l'ho lasciato fuori. Ho dimezzato le quantità per la base e ho fatto metà porzione per avere una sola frolla, non sapendo come sarebbe uscita ho preferito non rischiare! L'ultima modifica è stata la dimensione dei pezzi di mela che ho fatto appena più piccoli di quanto suggerito dalla ricetta, tagliando ogni quarto di mela in 4 parti e non 3, solo per una questione estetica, perché non mi piacciono i "pezzettoni" troppo grossi, ho la tendenza a sminuzzare, una fissazione, una mania.

Purtroppo sul sapore non posso disquisire perché non ho avuto il piacere di sentirlo, nonostante le molteplici fette da me mangiate. Andrea e sua nonna, gli assaggiatori ufficiali, hanno lodato il gusto semplice e non troppo stucchevole di questa torta, la frolla gustosissima e friabile, e questo l'ho notato anche io, all'assaggio la base della torta si sbriciolava quasi sciogliendosi in bocca.
Da rifare assolutissimamente per assaggiarne la bontà.

lunedì 1 marzo 2010

Segni di Primavera - Ciabatta con i Pomodorini or Bread with Cherry Tomatoes

Dopo una lunga assenza oggi mi sento di nuovo in forma.
E per fortuna.
Qualche tempo fa avevo prenotato per oggi un laboratorio artistico e con questa influenza che non se ne vuole andare avevo temuto di non poter partecipare. Invece oggi pomeriggio, per la prima volta da quando i microbi si sono impossessati di me, inforcherò la bici, che per la nuova stagione ho agghindato con stralci di fiori azzurri avvolti intorno alle stecche del cestino, e pedalerò felice verso la città!
Nonostante non fossi al meglio nei giorni scorsi, non ho potuto resistere e ho fatto un filoncino di pane che avevo voglia di provare da tanto tempo: ciabatta con pomodorini.
Una bontà!
Ho usato il solito impasto per pane che tengo sempre a portata di mano in frigo, ho lavato dei pomodorini e li ho tagliati a metà, ho fatto una scanalatura nel pane con il manico di un mestolo di legno e poi ho sistemato i pomodorini per tutta la lunghezza della pagnottella premendoli bene.
Una volta cotto il pane ho salato la superficie del pomodori con del sale di Maldon. Ho pensato per un attimo di aggiungere anche dell'origano, ma visto che il pane doveva essere d'accompagnamento a del petto di pollo cotto con aromi vari ho deciso che un sapore più neutro sarebbe stato meglio.
Nessuna delusione.
Questo pane è sempre ottimo, la consistenza era un po' densa, visto che l'impasto era della scorsa settimana, ma a me piace, quasi una focaccia. Oggi l'ho mangiato a pranzo ed era ancora fragrante, a differenza di tanti pani industriali, o anche comprati dai fornai che il giorno dopo sono secchi e duri, senza più anima.