venerdì 29 gennaio 2010

Oggi Niente Cucina: Libri Gialli & Sciarpone or Mystery Books and Scarves

Il libro, un po' sfuocato in questa foto, ma il colore viola acceso lo rendeva troppo lucido e le mie doti, scarse, di fotografa escono fuori in tutto il loro sbrilluccichio. Dicevo, il libro è un romanzetto giallo, senza gloria e senza infamia, con un paio di splendidi pregi: il primo è che è scritto in inglese, americano a dir la verità, e qui il pregio vien quasi dimezzato. Però sempre utile, così mi tengo in allenamento con questa lingua che se non si usa sfugge e si dilegua. Il secondo pregio è che questa serie di libretti, suddivisi in categorie - uncinetto, lettura, cucina, lavoro a ferri, hobbies vari - da consigli, ricette, progetti da realizzare che offrono la possibilità di seguire passo passo la storia e l'evolversi degli eventi mentre, insieme alle protagoniste della storia, si da spazio alla creatività. Una sorta di storie interattive, come possono essere certi libri da bambini che permettono di colorare le pagine mentre si leggono le imprese dei personaggi.
Naturalmente prima di iniziare a leggere sono andata a sfogliare le ultime pagine dove, oltre a una ricetta per certi muffins deliziosi, c'erano le indicazioni per fare quello che nel libro è chiamato "scialle" e per me è una sciarpa larga e non troppo lunga, sarà forse questa la definizione di scialle?
Comunque sono andata nella camera degli ospiti, dove sono riposti tutti i miei attrezzi del mestiere, nei giorni migliori sistemati in scatole colorate a loro volta sistemate in pile ordinate su scaffali e contro il muro, nei giorni di frenesia si possono trovare stoffe, uncinetti, rotelle e bottoni sparsi sul letto, accanto a istruzioni per lavori iniziati sulla scia dell'estro creativo e poi lasciati lì, a un attimo dal completamento, perché nel frattempo l'estro è fuggito o è virato su un'altra impresa.
Ho trovato un sacchetto arancione dove, insieme a un paio di ferri di bambù n.5, c'erano alcuni gomitoli di lana soffice che aspettavano di essere utilizzati. A dir la verità, attaccato ai ferri, c'era un gomitolo di questa lana e un accenno di sciarpa che però non mi convinceva per nulla. Così ho sfatto questo abbozzo di creatività e, lasciati i ferri in un altro sacchetto, da dove spuntavano alcune paia di attrezzi simili, ho preso gomitoli, un uncinetto della misura giusta, il libro, mi sono messa sul divano e ho cominciato a leggere.
E' stato carino immergermi in questa storia mentre facevo la mia sciarpona calda, e con il freddo di questi giorni ci vuole proprio.
Finito il libro, finita la sciarpa.

giovedì 28 gennaio 2010

Avanzi & Ricerche - Cheese Straws


Ho finito il mio libro giallo, ho finito il mio scialle all'uncinetto e ho finito le uova.
A dir la verità ne era rimasto uno, ma non si poteva toccare, che ieri sera era in programma la carbonara. In frigo una scatola piena di formaggi toscani, una scamorzina affumicata già iniziata e del grana.
Poca voglia di cucinare cose complicate, ma il richiamo della cucina dietro l'angolo era forte e chiaro.
Insomma, dovevo spentolare.
Bisogna assecondare le proprio pulsioni quando è possibile così mi sono messa a cercare su internet una ricetta per fare delle Cheese Straws senza pasta sfoglia. Ho trovato questa ricetta e mi sono messa all'opera.
Intanto mi ha permesso di usare il mio bellissimo Pastry Cutter, uno degli ultimi attrezzi che sono arrivati in cucina grazie ad Andrea. Su tratta di una specie di mezzaluna con molte lame non molto taglienti e serve a incorporare il burro alla farina nelle preparazioni, tipo la pasta frolla, che non amano essere manipolate o riscaldate troppo.
Per 4 dozzine di cheese straws:
Riscaldare il forno a 200°. Rivestire una placca con della carta da forno.
Combinate in una ciotola la farina, il lievito, il pepe di Cayenna, il sale, il formaggio e il burro o la margarina. Mescolate bene e aggiungete l'acqua poco alla volta fino ad ottenere un impasto compatto.
Su un piano di lavoro leggermente infarinato stendete un pezzo d'impasto fino ad avere uno spessore di circa 1/2 cm e tagliatelo in bastoncini che arrangerete sulla placca. Cuocete per circa 5 minuti o fino a che i bastoncini al formaggio iniziano a dorarsi.
Ho seguito la ricetta diligentemente mettendo la scamorza affumicata e del parmigiano, il pepe di cayenna, insomma, tutti gli ingredienti.
Naturalmente il tempo di cottura era sbagliato per il mio forno, invece di 5 minuti ce ne son voluti 15, mannaggia a me e a questa memoria scarsa...e dire che sabato sono andata in un negozio di casalinghi super fornito dove avrei sicuramente trovato il termometro da forno! Beh, se vogliamo dirla tutta ero andata per comprare l'attrezzo per fare i passatelli, su richiesta di una delle mie sorelle, e per vedere se avevano dei termometri da caramello, e alla fine sono uscita con l'attrezzo per i passateli, dei panni in microfibra e un barattolino per spezie.
E il termometro per il caramello?
Erano finiti?
No. Non l'ho nemmeno cercato!
Pessima, pessima.
Ma torniamo alla ricetta.
Arrivata al punto di dar loro una forma arrotondata e tagliarli a cilindretti, beh, ho avuto un attacco di pigrizia, così ho steso l'impasto col mattarello e ho tagliato delle strisce di circa 1 cm.
Dopo la cottura ho lasciato raffreddare i bastoncini su una griglia.
Risultato all'assaggio:
Necessitano sicuramente di più pepe di cayenna, che non si sente per nulla, un attimo più di sale o forse di un formaggio più saporito... magari la prossima volta provo con uno dei pecorini che ho in frigo.
Mi sono piaciuti però, mi piacciono i "salatini".
Ne ho dato un po' a Andrea da portare in ufficio con una porzioncina di coleslaw che avevo preparato ieri.
Spero abbia apprezzato.
Io sono tornata stamani da mille giri in città e poca voglia di mettermi ai fornelli così ne ho fatto il mio pranzo con qualche fetta di mortadella e dei pomodorini.
Due palline di gelato variegato all'amarena e la giornata ha continuato a sorridermi.

martedì 26 gennaio 2010

Seguendo la Via del Non-Fritto, una Contraddizione in Termini: Baked Apple Fritters



Anche oggi, con la neve che turbina fuori, non ho perso l'occasione di accendere il forno. Un'altra ricetta per "frittelle" al forno, stavolta con le mele, mi ha stuzzicato la fantasia e così, nonostante un discreto mal di schiena, mi sono messa all'opera.
La ricetta arriva da certi vagabondaggi in rete quando non si sa che cosa si sta cercando e si finisce per sperimentare e si resta piacevolmente sorpresi del risultato.
Questi bocconcini, che seguendo la ricetta dovevano essere 18, sono un po' troppo grandi per essere considerati "frittelle". Tanto più che la lievitazione li ha resi gonfi come panini e la cottura è decisamente più lunga di 15 minuti, ci avviciniamo alla mezzora.
Ecco comunque il link per la ricetta.
  •  1 bustina di lievito di birra
  • 1/4 tazza di acqua tiepida
  • 3/4 tazza di latte bollente
  • 4 cucchiai di margarina
  • 1/4 tazza di zucchero
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 3 1/2 tazze circa di farina
  • 1 1/2cucchiaini di cannella
  • 1 uovo
  • 2 tazze di mele sbucciate e tagliate a tocchetti
  • 1 tazza di zucchero a velo
  • 2 cucchiai di acqua calda
  • olio di semi
 
Sciogliete il lievito di birra nell'acqua tiepida e mettetelo da parte per 5 minuti.
In una ciotola capiente versate il latte caldo, la margarina, lo zucchero, il sale e lasciate che la margarina si sciolga. Aggiungete 1 tazza di farina, poi il lievito, la cannella e l'uovo, mescolando con una frusta fino a che tutti gli ingredienti son ben amalgamati. Aggiungete la restante farina e mescolate bene fino ad ottenere un impasto appiccicoso.  Versate l'impasto su un piano di lavoro infarinato e impastare per 5/10 minuti o fino a che l'impasto non risulta liscio ed elastico. Aggiungete altra farina se necessario. Mettete l'impasto in una ciotola leggermente unga e giratelo in modo che tutta la sua superficie sia ricoperta di olio. Coprite e lasciate lievitare per 1 ora e mezzo o fino a che l'impasto è raddoppiato in volume. Si può anche mettere l'impasto a lievitare in frigo per tutta la notte. Riportarlo poi a temperatura ambiente prima di proseguire con la ricetta.
Sgonfiate l'impasto e dividetelo in 3 parti. Schiacciate una parte di impasto e formate un disco che taglierete in maniera grossolana con un coltello affilato. Mescolate con un terzo delle mele. Preparare 6 mucchietti di impasto e mele e sistemateli su una placca  rivestita di carta da forno. Ripetete con il rimanente impasto e le mele. Coprite e lasciate lievitare per circa 1 ora.
Nel frattempo accendete il forno a 180° e fate cuocere le frittelle per circa 15 minuti o fino a che non sono dorate. Mentre sono ancora calde guarnitele con la glassa che preparerete con lo zucchero a velo e l'acqua. Quando saranno freddate potranno essere conservate in un sacchetto di plastica.

Questi panini dolci sono molto gustosi, non troppo dolci e morbidi, con un accenno di cannella molto delicato. Le mele, a mio avviso, devono essere tagliate molto, molto sottilmente, perché l'impasto lievitato tende a non inglobare i pezzi che, pur piccoli, uscivano da tutte le parti. Invece di glassare questi dolcetti ho optato per una spolverata di zucchero a velo, più leggero e meno impegnativo... basta mangiare senza respirare!

La Biblioteca - Quinta Parte or The Library, part five

Ancora un po' di libri dalla biblioteca culinaria.
Il primo intitolato "Torte Salate" edito da LOGOS, apre con una bella introduzione con ricette per gli impasti, come cuocere le basi e poi apre la sezione delle ricette con la classica Quiche Lorraine.
Bel libretto, tante foto, tante idee.


Proseguiamo con "Zuppe, Minestre e Creme" ricette facili e saporite edito da DVE Italia Spa.
Un piccolo libro che per solo € 2,50 fornisce ottimi spunti per iniziare un pasto con un piatto caldo non scontato.
Sfogliandolo ho visto una bella Zuppa di Farro con tanto pomodoro che farò una di queste sere...
C'è poi il classico "Muffins & Dolcetti Americani" della DEMETRA che è stato spunto per tante infornate dei mitici Muffins!
Una piccola pecca è che alcune ricette hanno le dosi in grammi, altre in "tazze" che confondono un po' chi non è avvezzo alle misure americane. C'è naturalmente una tabella di conversione, ma è sempre noioso dover fare un esercizio di matematica prima di potersi mettere ai fornelli...
A parte questo le ricette sono tante e succulente!
Ottimo libro da consultazione.
 

Il prossimo libro, versione mignon, è un compendio che racchiude un centinaio di ricette di TAPAS, come appunto suggerisce l'omonimo titolo, della GRIBAUDO - PARRAGON.
Tantissime idee per chi come me ama, adora, il finger food, le monoporzioni, il vario e piccolo...


Altri 2 libretti sulla panificazione che però sono stati messi da parte quando è arrivata la "Bibbia del Pane". Mi piace comunque sfogliare i libri che hanno come argomento Pani, Focacce e affini, non si sa mai... una qualche genialata nascosta fra le pagine...

Ecco poi un bellissimo libro "Le Migliori Ricette della Cucina Etnica" della AGEPE EDITORE in collaborazione con FABBRI EDITORI.
Questo libro mi è stato regalato da una persona con la quale avevo rapporti di lavoro e che saputo della mia passione per la cucina, ha pensato di omaggiare me e la mia collega con questo volumetto che è un giro a 360° nelle cucine di tutto il mondo. Ricette classiche, dal Cous Cous marocchino ai Dolmates greci, dal Sashimi giapponesi al Rogan Josh indiano, per non parlare della Bouillabasse francese o della Baklava persiana, insomma, un sogno di libro da sfogliare mentre si fantastica!

lunedì 25 gennaio 2010

Tempo di Frittelle & Scelte Controccorrente - Bomboloni Cotti in Forno or Ovenbaked Doughnuts


In questo periodo in odor di carnevale ogni regione di Italia si esprime a suon di fritture, bombe, frittelle, chiacchiere, favette, chi più ne ha più ne metta!
Io amo tutte queste dolcezze, ma il fritto, che pure è tanto buono, quanto è pesante!!!
Così, sempre fuori dalle righe, ho voluto sperimentare una ricetta per bomboloni cotti in forno.
Il sempre prezioso Goodfood di questo mese mi ha allettata e così in un attimo ho fatto l'impasto, l'ho fatto lievitare 1 ora, ho formato le palline, le ho spianate e ne ho riempite 6 con marmellata di fragole e 6 con la nutella. Altri 30 minuti di lievitazione e poi in 12 minuti in forno si son cotti a puntino, un passaggio in uno sciroppo di zucchero poi nello zucchero e cannella e poi tutti sulla griglia e raffreddare.
Ecco la ricetta originale: 
  • 200 g farina Manitoba o per pane
  • 1 cucchiaio colmo di zucchero
  • un pizzico di sale
  • 25 g di burro tagliato a pezzettini
  • 7 g (1 bustina) di lievito di birra liofilizzato
  • 5 cucchiai di latte
  • 1 uovo, sbattuto
  • 4 cucchiai di mincemeat (io ho sostituito con marmellata e nutella)

Per la copertura:
  • 3 cucchiai di zucchero a velo
  • 85 g di zucchero semolato
  • 1 cucchiaino di cannella 
Versate la farina, lo zucchero e il sale in una ciotola capiente. Aggiungete il burro e amalgamarlo agli altri ingredienti usando la punta delle dita. Aggiungete il lievito. Scaldate il latte (non troppo che altrimenti uccide il lievito) e versatelo al centro degli ingredienti nella ciotola insieme all'uovo.
Mescolate il tutto fino ad ottenere un impasto morbido. Versarte l'impasto su un piano di lavoro leggermente infarinato e lavoraratelo per circa 5 minuti fino a quando diventa liscio, elastico e non è più appiccicoso.
Mettete l'impasto di nuovo nella ciotola, copritela con un canovaccio e lasciate lievitare per circa 1 ora o fino a che raddoppia in volume.
Passato questo tempo lavorate brevemente l'impasto e dividetelo in 12 pezzi. Spianate ogni pezzo fino ad ottenere un cerchio di circa 9 cm, mettete al centro 1 cucchiaino di mincemeat (o altro ripieno a piacere) e richiudete la pasta sulla farcitura sigillandola bene. Formare una pallina con l'impasto e ponetela su una teglia rivestita con carta da forno assicurandovi che la parte che avrete chiuso con le mani sia appoggiata alla teglia. Lasciate spazio sufficiente fra un bombolone e l'altro per permettere la seconda lievitazione. Coprire con un canovaccio e far lievitare per altri 30 minuti.
Accendete il forno a 190°.
Cuocete i bomboloni in forno per circa 10/12 minuti  o fino a che sono gonfi e dorati. Mentre i bomboloni cuociono in un piatto fondo mescolate lo zucchero a velo con 2 cucchiai di acqua fredda. In un altro piatto mescolate lo zucchero semolato con la cannella. Appena i bomboloni saranno cotti rotolateli prima nel mix di zucchero e acqua e poi nel mix di zucchero e cannella. Far intiepidire prima di servire.  

L'unica pecca è che probabilmente la marmellata di fragole è troppo liquida - la ricetta originale prevedeva mincemeat, ma io avevo voglia di qualcosa di nostrano come ripieno - e così durante la cottura è un po' fuoriuscita, poco male: il sapore è ottimo, la cucina profuma di dolci cotti in forno e non si deve stare al freddo siderale, con le finestre spalancate per far uscire l'odioso "odore di fritto".
Da rifare, da rifare, da rifare!!!

venerdì 22 gennaio 2010

Venerdì giorno di spesa - Insalata Mista & Frittura di Calamaretti or Fried Squid and Mixed Salad


Una colazione salata, la mia preferita e solo per pigrizia spesso sostituita da soluzioni dolci più veloci. Cheese on Toast, che sarebbe stato perfetto se solo ci fossero state 2 gocce di Worcester Sauce per completarlo.


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Buono questo formaggio Gouda, riscoperto durante la vacanza in Olanda.
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Mentre guardavo interrogativamente nel frigo in cerca di veloce ispirazione, ho visto un vasetto di condimento base per fare il Pollo Korma. Non abbiamo il pollo però.
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E il riso Basmati d'accompagnamento?
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Certo ci vogliono anche le verdure...patate? del cavolo speziato?
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Farò il giro della dispensa per vedere cosa serve, stasera spesa, bisogna esser preparati.
Intanto a pranzo, dopo la colazione sostanziosa, non avevo voglia di un pasto cucinato, o troppo elaborato, così ho preso un avanzo di cavolfiore, una carota, un gambo di sedano e lavati e tagliati a listarelle sono stati conditi con olio extravergine buono buonissimo, un po' di succo di limone, sale rosa dell'Himalaya e pepe nero macinato fresco.
Le insalate, non subendo cottura, devono essere fatte con ingredienti di qualità eccellente, e se hanno verdure in foglia condite all'ultimo minuto per non rovinarne la croccantezza.
Come accompagnamento alla mia insalata mi son ricordata di una confezione di anelli di calamaro in pastella che ho comprato la settimana scorsa.
Lo so, lo so, che non c'è nulla di meglio del pesce fresco, ma diciamocela tutta, la frittura è una cosa che va ragionata, va fatta bene e per me sola non avevo proprio voglia di far pastelle, pulire il pesce, mettermi a friggere... non c'è gusto!
Così la versione pronta da cuocere - anche in forno, alè, alè - va più che bene.
La soddisfazione per questo pranzetto messo insieme in pochissimo tempo è stata tanta.
Certo ci fosse stata una birretta chiara, leggera, leggera, una bavarese da Oktoberfest per intenderci...
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giovedì 21 gennaio 2010

Il Rischio è il mio Mestiere - Risotto Cavolfiore, Brie e Mandorle or Cauliflower, Brie and Almond Risotto


Curiosando fra le varie rivista online di cucina, stamani mi è caduto l'occhio su una ricetta che non avrei mai preso in considerazione se non fosse stato che avevo in casa tutti gli ingredienti.
Una premessa a questa ricetta è di rigore in quanto ho infranto 2 postulati della mia cucina:

1 - Non si cucinano piatti che prevedano formaggi caldi, eccezion fatta per la pizza naturalmente! Il formaggio fuso, caldo, nelle pietanze, qualunque esso sia non mi è mai piaciuto, snatura l'essenza del formaggio, ne cambia il sapore e prende il sopravvento sugli altri ingredienti.
2 - La frutta secca è buona. Tutta. Non con la carne, non con i primi piatti, non mi attira, mi infastidisce, non mi esalta. Il pollo agli anacardi? Lo mangio, ma non è il massimo... I sughetti tipo la salsa di noci? Si, si, si lasciano mangiare, ma non mi verrebbe mai in mente di fare una pasta così condita non fosse che a Andrea piace e così ogni tanto ho un amoroso barlume e propongo l'inviso piatto.

Eppure stamani, sarà stata la foto, un così bello scatto pulito, sarà che avevo in mente comunque di usare un avanzo di cavolfiore crudo che avevo in frigo e che l'idea di un risottino era baluginata, sarà che avevo in casa anche il brie, che compro si e no 4 volte l'anno, insomma, ho deciso di lanciarmi coraggiosamente in questo esperimento.
Ecco gli ingredienti per 4 persone:

  • 4 tazze di brodo di pollo o vegetale
  • 2 1/2 tazza di acqua
  • 3 rametti di timo, più 1 cucchiaino di foglie
  • 1 cucchiaio di burro
  • 2 cucchiai di olio d'oliva
  • 1/2 cavolfiore tagliato in pezzettini di circa 1.5 cm
  • 1 1/2 tazze di riso arborio
  • 1/3 tazza di vino bianco secco
  • 140 g di formaggio brie tagliato in piccoli pezzi
  • 1/3 tazza di scaglie di mandorle tostate
  • sale
  • pepe

Portate a ebollizione il brodo, l'acqua e i rametti di timo. Nel frattempo scaldate il burro e un cucchiaio d'olio in una pentola capiente. Fate saltare il cavolfiore con una presa di sale fino a che diventa dorato, ci vorranno circa 6 minuti. Aggiungete le foglie di timo, saltate ancora 1 minuto e poi mettete in una ciotola. 
Aggiungete il rimanente olio nella pentola , poi il riso e fate tostare per 1 minuto mescolando. Sfumate con il vino e poi aggiungete il brodo poco per volta fino a che il riso è quasi cotto. 
Aggiungete il cavolfiore, il brie, aggiustate di sale e pepe e servite con una spolverata di mandole tostate.

Il brodo in questa casa si fa con il granulare vegetale, la carcassina di pollo che galleggia per ore nell'acqua proprio non riesco ad affrontarla!
Il risultato finale è stato un risotto diverso.
Buono.
Le mandorle erano ben tostate e diffondevano un buon profumo. Comunque non mi ha esaltata sgranocchiarle nella cremosità del risotto.
Il brie invece è stato una rivelazione. Non ho ceduto alla tentazione di dimezzare la dose e devo dire che il sapore era delicato e la cremosità ben contrastava con la croccantezza del cavolfiore saltato in padella.
Non so se sarà un piatto che riproporrò, ma sono soddisfatta di aver infranto il tabù del "formaggio caldo"...almeno per questa volta!

mercoledì 20 gennaio 2010

Scorciatoie - Finto Strudel & "Dessert allo Yogurt" or Fake Strudel & Yogurt Dessert

Quando si tratta di rivisitazioni son la regina!
Non c'è ricetta che non si possa un po' cambiare, modificare, smussare a seconda dei gusti e soprattutto delle necessità. Un po' di accortezza e anche i dolci, che di solito faccio seguendo scrupolosamente dosi e misure, possono essere trasformati senza perdere il buono del dessert!
La cosa importante è che soddisfino la "voglia di buono".
La purezza non è di questo mondo, o per lo meno non di questa cucina!
Cominciamo con lo strudel, per quanto intrigante sia la tecnica per fare la pasta sottile sottile, tirandola con le mani fino a farla diventare quasi trasparente, l'impresa un po' mi impensierisce, e così, visto che avevo 2 mele tristi che languivano nella fruttiera e un rotolo di posta sfoglia in frigo ho deciso di rivisitare, o meglio stravolgere, la ricetta dello strudel!
Ho acceso il forno a 180°.
Son partita così con le mele, sbucciandole e tagliandole sottili sottili, le ho messe in una ciotola con succo di limone, un po' di zucchero e un paio di cucchiai di brandy. Già qui mi son discostata dalla ricetta che richedeva del rum che non avevo.
Ho messo una manciata di uvetta a mollo in acqua calda e ho soffritto del pangrattato in un po' di burro fuso.
Ho preso una manciata di noci - aaaaah! sento qualcuno gridare...beh, i pinoli non li avevo e ho la casa invasa di noci, quindi le ho schiacciate, e sbriciolato grossolanamente i gherigli.
Sono passa poi alla pasta sfoglia che ho steso con il mattarello e tirato con le mani fino ad avere un bel rettangolo sottile sottile, e poi ci ho steso sopra il pangrattato, le mele, le noci e l'uvetta, un po' di zucchero e della cannella.
Ho chiuso il rotolo ben bene, aiutandomi con la carta da forno su cui era poggiata la sfoglia e ho spennellato l'esterno con dell'uovo sbattuto con un cucchiaio di latte. Ho spolverizzato la superficie di zucchero semolato e via in forno.

Ho fatto cuocere lo strudel fino a quando la superficie era ben dorata, girando una volta la teglia in modo che il colore fosse uniforme, e poi ho tolto dal forno e fatto freddare su una griglia.


Non sarà stato lo strudel delle gite a Merano, ma era taaanto buono!
A parte queste impennate repentine, di solito non cucino molti dolci, che c'è il rischio di doverne mangiare per giorni e giorni e io mi annoio subito.
La sera così, quando, accoccolati sul divano ci viene voglia di dolce, ripieghiamo su uno yogurtino, molto apprezzato anche da Mr Peabody, che come sente aprire il coperchio del barattolino lascia andare tutto e corre sul divano con occhio languido e zampino impaziente.
Qualche sera fa, sempre ispirata dalle noci nella fruttiera, ho elaborato questa consuetudine:
Yogurt bianco, noci spezzettate e miele di acacia.
Yogurt portato a un'altro livello!

lunedì 18 gennaio 2010

Inizio dell'Anno in Salita & Comfort Food.

Con l'anno che è iniziato in salita e invece di appianarsi ha avuto addirittura un'impennata, c'è stato, più che mai, bisogno di coccolarci con i cibi preferiti, "sano" comfort food che ci ha consolato e tenuto caldo in queste fredde e complicate giornate di gennaio.



Un'ottima Cottage Pie con della carne di manzo e maiale tritata sottile e una base di carote, sedano, cipolla rossa e peperone giallo soffritti a pezzettoni. Tanto pomodoro, ingrediente ricorrente e preferito nella mia cucina in tutte le stagioni. La lenta cottura nella pentola di coccio che lascia sprigionare tutti gli aromi, contaminazioni di Erbe di Provenza, Timo al profumo di Limone, e uno strato di Purè di Patate gratinato in forno.
Una delizia robusta e invernale.


Che dire poi delle salsicce cotte nel sugo di pomodoro dei fagioli all'uccelletto, con il battutino di salvia e aglio, un profumo intenso che ha riscaldato la casa, una bella fetta di pane cotto in forno a legna e la cena è stata veramente soddisfacente.

Per finire le pizzelle fritte, domenica, impasto di pane consueto appena appiattito e fritto in olio bollente, messe poi le pizzelle in forno con un paio di cucchiai di passata di pomodoro condita con un po' d'olio di quello veramente buono, sale, pepe e il profumo di origano, una spolverata di parmigiano e il pranzo s'è fatto da !

martedì 12 gennaio 2010

Ottime Idee con Risultati Non Sempre Buoni - Pasta, Broccoli, Acciughina & Co.


Beh, dopo il post di ieri mi sono messa all'opera, a pranzo ho deciso di prendere d'assalto il frigo e cucinarmi un piatto di pasta come si deve! E come ogni volta che mi metto a cucinare d'impegno i risultati non sono mai all'altezze delle aspettative.
I broccoli erano troppo cotti e a me piacciono croccantini e l'acciughina alla fine non è che mi piacesse così tanto in questa combinata. Abituata a bandire il pesce dalla mia cucina, causa Andrea e il suo odio sviscerato per tutto quello che è stato pescato in acqua, non ho gradito il sapore forte e prorompente della povera acciughina. Magari se i broccoli fossero stati un po' più saldi e saporiti...
La pasta però non mi ha delusa, ho preso le lasagne fresche e le ho tagliate a strisce di circa 1 cm, cotte nell'acqua di cottura dei broccoli, aveva un buon sapore e un piglio deciso al dente che mi è veramente piaciuto!


Oggi, sempre in tema di avanzi, ho usato l'ultima porzioncina di impasto del pane per farmi una focaccia. Avendo in frigo dell'ottimo speck, ho pensato di spargere sulla superficie, oltre all'immancabile sale Maldon - http://www.maldonsalt.co.uk/ - dei semi di Carvi Nero, detto anche Cumino dei Prati, che viene usato come ingrediente di alcuni pani tipici proprio delle zone in cui si produce lo speck.
Sarà che io ho un amore smodato per le spezie, ma sentire il profumino in cucina mentre la focaccia cuoceva mi ha proprio messa di buon umore e mi ha fatto dimenticare il pranzo gramo di ieri!

Oggi, dopo un inizio di pomeriggio un po' burrascoso a causa di Mr Peabody che ha combinato un po' di guai, ho avuto il piacere di trovare nella cassetta delle lettere il nuovo numero di GoodFood. Che bello! mi sono messa comoda sul divano, l'ho sfogliato da cima a fondo e poi son corsa in cucina a provare una ricetta: l'Honeycomb. Si tratta di un miscuglio di miele e zucchero che viene fatto fondere e caramellare, si aggiunge del bicarbonato e poi si fa freddare, si taglierà poi a pezzi e si userà per decorare gelati, yogurt e dolci al cucchiaio. Chi fosse interessato alla ricetta non ha che da chiedere, sarò felice di farvi partecipi! Mi sa proprio che domattina la mia colazione avrà sapor di miele...

Intanto l'inverno prosegue e ci tiriamo su con una bella tazza di cioccolato caldo...

lunedì 11 gennaio 2010

In Cerca di Ispirazione & Rivisitazioni.


Con pasta fresca per lasagne in frigo, alcune verdure random, molto formaggio di vario tipo, aspetto che si accenda la magica lampadina e che l'idea per poter utilizzare questi ingredienti ce la faccia a uscire da questa nebulosa di migliaia di ricette che mi confondono...
Potrei fare delle lasagne al pesto, ahimè comprato visto che non è stagione di basilico. La foto di cui sopra si riferisce a un'infornata fatta il 31 dicembre e che per varie vicissitudini non sono riuscita ad assaggiare. A detta di chi ce l'ha fatta erano delle buone lasagne e io sono rimasta con la voglia di farne una bella scorpacciata.
La tattica che uso con le lasagne di solito è quella di farne un paio di tegliette in più che vanno a finire in congelatore e che poi nel momento di crisi da ispirazione alimentare vengono tirate fuori, scongelate e cotte e risolvono egregiamente il pasto.


Sempre per rimanere nelle pietanze non di stagione, qualche settimana fa ho comprato una melanzana soda e lucida e ho ricreato un po' d'estate arrostendone la polpa tagliata a fette e poi l'ho servita con il classico condimento fatto da un battuto di aglio e prezzemolo e buon olio di oliva extra vergine.

Il tutto accompagnato da una bella focaccia fatta in casa che, servita tiepida, non abbisogna di altro, se non un pezzo di formaggio, e la cena era completa!


E sempre con l'impasto del pane ho fatto una buona con wurstel e cipolla. La battaglia con la pizza fatta in casa dura da anni. Mi piace farla, adoro preparare tutti gli ingredienti in piccole ciotole che poi vengono disposte tutte intorno al piano di lavoro e dalle quali si attinge a turno come in una danza piena di armonia. Eppure non sono ancora soddisfatta. Credo che con una pietra refrattaria e il forno a tutta potenza si possa ottenere una pizza ben cotta sotto e dorata sopra.. al momento ho adottato l'espediente di mettere un po' di semola di grano duro sulla base delle teglie. Il risultato non è male ma ancora non ci siamo....
Nel frattempo continuerò a sfornare pizze.
Mai darsi per vinti.

martedì 5 gennaio 2010

Fredde Giornate Invernali & Qualcosa di Caldo - Il Chai

L'inverno ci porta a cercare consolazione in attesa del risveglio primaverile e per combattere la malinconia e il freddo gli espedienti non si contano. Ultimamente sono entrata nel dolce tunnel del Chai.
La parola Chai significa Te in molte lingue dell'Asia del Sud e in generale si riferisce ad un tipo di bevanda fatta con un infuso di foglie di Te, spezie, zucchero e latte. Corroborante e dolce è una bevanda che si accompagna bene a biscotti e pasticcini per uno snack a metà pomeriggio.
La preparazione è veloce e rilassante e il risultato ottimo.


Per la ricetta di questo particolare Chai mi sono rifatta a questo sito:

http://www.nibbledish.com/people/theory/recipes/4x4-darjeeling-chai

Ecco le istruzione per l'uso in italiano:

Ingredienti:

• 500 ml acqua
• 250 ml latte intero
• 1 cucchiaio di Darjeeling tea in foglie
• 1 bastoncino di cannella
• 4 chiodi di garofano
• 4 semi di cardamomo interi
• 4 grani di pepe nero
• 4 cucchiaini di zucchero
• zenzero (optional)

Far bollire l'acqua in una pentola piccola. Aggiungere le foglie di tea e lasciarle in infusione per qualche minuto.
Aggiungere lo zucchero e le spezie e far bollire per alcuni minuti fino a che il liquido non si riduce della metà. Aggiungere il latte e far scaldare di nuovo il tutto e spengere il fuoco prima che bolla di nuovo.
Filtrare in una teiera e servire.